UN PROGETTO ARBOREO PER RINVERDIRE PIAZZA VITTORIO EMANUELE II A GIOVINAZZO

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Come già da tempo propagandato da qualche Assessore, il Dirigente dei Lavori Pubblici si è attivato per rinnovare il corredo arboreo della piazza Vittorio Emanuele II. E, a tal fine, con  Determina n.26/2024 del 7 marzo scorso ha incaricato l’agronomo-architetto del paesaggio, dott. Giovanni Battista Guerra, con studio in Trani, di redigere un “progetto per la riqualificazione dell’impronta vegetazionale della piazza Vittorio Emanuele II e della piazza del Porto”, dietro un compenso di € 3.268,77, onnicompresivo di oneri contributivi e fiscali.

In altri termini, l’ing. Carrieri avrebbe deciso di affidarsi a un esperto per disporre di una soluzione tecnicamente confacente per la nuova alberatura presso i siti più caratteristici del centro di Giovinazzo. Il dott. Guerra, con lo stesso provvedimento, è stato nominato tanto progettista dell’opera da appaltare che Direttore dei lavori nell’esecuzione delle stesse, consistenti, appunto, nella fornitura e piantumazione di nuove essenze presso i due luoghi simboli cittadini.

Non si può certo negare che urga veramente una riqualificazione ambientale di detti ambiti urbani, come afferma l’ing. Carrieri, specie quello della piazza centrale più volte sottoposta a rinnovi di piantumazione di varie specie arboree che, per la verità, non hanno avuto quasi mai una buona riuscita. E tanto è sotto gli occhi di tutti, com’è possibile, peraltro, rilevare dal ridotto numero di piante sopravvissute e, comunque, dal loro apparente stato di deperimento, specie dell’arredo arboreo di Piazza Vittorio Emanuele II che presenta diversi oleandri giovanissimi disseccatisi, nonostante siano stati messi a dimora appena qualche anno fa.

E tanto credo possa trovare conferma, se si osserva la foto, in notturno, proprio di Piazza Vittorio Emanuele II, negli anni ’60 del secolo scorso, quando il Comune aveva come dipendente un agente con la qualifica di giardiniere che curava giornalmente tutto quanto il patrimonio arboreo comunale e i prari dei giardini pubblici e degli edifici scolastici.

E’ sorprendente l’allineamento dei filari di oleandri che, all’epoca, facevano da stupendo coronamento dell’intera area della piazza e della strada del borgo a cominciare sin dalla salita della Porta Nuova, ove ormai gli alberi superstiti sono appena qualche esemplare.

Non credo mi si possa contraddire se affermo che questa storica immagine ci fornisce quasi una sensazione di speciale forestazione dello spazio urbano. Senza dire che per tutti i mesi estivi, a partire già da maggio sino a ottobre, gli oleandri davano una particolare fisionomia identitaria alla grande piazza, mediante una variopinta macchia di colore, perché gli alberi rimanevano sistematicamente fioriti per tutto quel periodo.

C’è poco da esaltarsi, invece, se si fa mente locale alla desolante presentazione che ci offrono queste altre foto che evidenziano l’attuale stato di abbandono cui versano particolarmente le piante di oleandro, e pure quei pochi prugni selvatici rimasti. Queste sono immagini che impressionano, tanto e realisticamente danno l’idea che il patrimonio arboreo a Giovinazzo è sicuramente trascurato, considerato anche la fine cui sono destinitate a fare pure piante giovanissime di oleandri messe a dimora da qualche anno in piazza come pure nella villa comunale; queste ultime nel numero di ben 65 sono state immesse a seguito dei lavori di riqualificazione dell’intera area di Piazza Garibaldi, costata  € 500.000,00 e finanziata con una parte dell’assegnazione di € 2.000.000 del Fondo dello Sviluppo di Coesione (Patto per la Città Metropolitana di Bari).

E’, dunque, da auspicarsi che il dott. Guerra, abbia suggerito, per il ripristino vegetazionale dell’ambiente del centro cittadino, essenze vigorose e adatte a resistere ai venti che, a volte, molto sostenuti, si abbattono sulle aree interessate.

Non dovrebbero esserci dubbi sul punto, giacché il dott. Guerra è, da qualche tempo, consulente  per il Comune di Giovinazzo, essendo stato investito, sempre dall’ing. Carrieri, per il trattamento fitosanitario sui 345 lecci, censiti sul territorio (D.D. n.112 del 25.07.2023 con  compenso di € 17.790,02) e, perfino, per  l’approntamento degli atti di gara per l’affidamento del servizio triennale di Manutenzione del verde urbano (D.D. n.138 del 14.09.2023 con un compenso € 12.688,60), attività, ancora, prestata, in via di proroga tecnica, dalla ditta TL PIANTE di Tritto Mauro di Bisceglie. Ed ha pure svolto, di recente, un’accurata valutazione fitostatica sulle 21 piante di ailanto di Corso Marconi,  per conto della ditta appaltatrice della manutenzione, in base alla quale è stato deciso, giusto l’anno scorso, di abbatterle e sostituirle con altrettante unità, della specie cosiddetta “albero del fuoco” (Brachychiton acerifolius).

Tuttavia, mi ha sorpreso non poco che, per la questione in narrativa, la Direzione comunale, prima ancora di affidare l’incarico di progettista al dott. Guerra, con la citata Determina n. 26 del 7.03.2024, abbia consultato il mercato tramite richiesta d’offerta (RdO) sulla piattaforma MEPA, e preso, per giunta, contatti con l’impresa Francese Agricoltura S.r.l. di Molfetta per la fornitura e la messa a dimora di ben n.72 unità di essenza arborea della specie di “jacaranda mimosifolia”.

Tant’è che gia il 4 marzo scorso l’Ufficio era in condizioni di valutare le offerte dei vari operatori interpellati per la negoziazione della commessa. E, nello stesso giorno, 4 marzo, è stata resa l’ufficializzazione dell’affidamento dell’appalto alla stessa ditta Francese Agricoltura S.r.l. per aver proposto il maggior ribasso del 23% sul valore base di gara, stimato in € 53.545,88, convenendo, altresì, per una spesa onnicomprensiva della fornitura di € 41.471,81.

Si dovrebbe, dunque, dedurre che, in base agli atti menzionati, il dott. Guerra non avrebbe svolto alcuna prestazione progettuale e che l’incarico affidatogli si ridurrebbe solo ad assolvere l’incombenza di Direttore dei Lavori. E, tanto in ragione del fatto che non avrebbe potuto provvedere alla progettazione dell’intervento, come da D.D. n.26 del giorno 7 marzo scorso, se il giorno successivo, l’8 marzo, con altra D.D. n. 27/2024, l’ing. Carrieri ha provveduto all’“Affidamento dei Lavori di piantumazione delle nuove essenze arboree in Piazza Vittorio Emanuele II e Piazza porto di Giovinazzo” alla ditta Francese Agricoltura S.r.l.

Sembrerebbe impossibile che ci sia stata, dunque, una concreta progettazione per l’arredo arboreo delle due piazze se la realizzazione dell’intervento è stata aggiudicata all’impresa Francese Agricoltura S.r.l. contestualmente all’incarico di progettazione nei confronti del dott. Guerra che, comunque, rimane impegnato come Direttore dei Lavori per l’intera operazione di acquisto e messa in opera delle 72 piante.

Si sarà forse trattato solo di un’informale consulenza del dott. Guerra circa la determinazione dei fattori tecnici ed economici della procedura di gara con relativa individuazione della nuova specie arborea da piantumare?

Ma a parte questo e l’incertezza di chi abbia effettivamente scelto la specie arborea detta “albero del glicine” da utilizzare, c’è da raccomandarsi che non si repeta quanto verificatosi con l’operazione di Corso Marconi, costata anche quella ben € 33.000,00, allorchè fu tralasciata la sostituzione di alcune piante di leccio essiccatesi lungo quel viale. Così pure si ritenne di non piantare altrettante unità di “albero del fuoco” a riempimento degli alvaretti, tuttora privi di piante, sul tratto d’inizio di Corso Marconi.

Non sarà che, anche in questa circostanza di ripristino ambientale della piazza, si tralasci la piantumazione in qualche alvaretto o su tutta la salita della Porta Nuova per dar modo di far occupare quegli spazi con bidoni vari d’immondizia e con attrezzature di qualche esercizio pubblico?     

Giuseppe Maldarella

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