Racconti dalla Puglia abbandonata – Il Magazzino Sofisticazione Sali

Una cattedrale di cemento per lo stoccaggio del sale nel cuore di Margherita di Savoia

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Se ci affacciamo a Margherita di Savoia, lungo la provinciale per Trinitapoli, appare maestoso nel suo contrasto rispetto agli specchi d’acqua delle saline un grande edificio industriale dismesso che, con la sua torre, spicca su tutto l’ambiente circostante. Si tratta del magazzino Nervi, di cui, in questo articolo, analizzeremo brevemente la storia.

L’edificio, più propriamente chiamato “Magazzino Sofisticazione Sali”, venne realizzato tra il 1935 e il 1936 su commessa dei Monopoli di Stato, in un’ottica di ampliamento dei vecchi impianti dello stabilimento di produzione del sale, con una finalità di stoccaggio del prodotto. Il progetto venne redatto dalla Nervi e Bartoli, società di costruzione costituita da due importanti ingegneri: Pier Luigi Nervi e Giovanni Bartoli. In particolare, Nervi è noto per aver realizzato, tra gli altri, i progetti del Pirellone e del Palazzetto dello Sport di Roma. Negli anni ’30, in un contesto di forte sviluppo industriale e investimenti pubblici, la commessa di impianti industriali fu quella più ricorrente per la società.

Il magazzino fu successivamente ampliato nel 1954 per le crescenti richieste di produzione. La struttura si compone del magazzino e di una torre tecnica. Il magazzino misurava 60 metri per 20, allungato poi fino a raggiungere i 91 metri di lunghezza. L’altezza complessiva è di 16 metri. La copertura è sorretta da 13 arconi parabolici in cemento armato, che creano uno spazio apparentemente sconfinato, che ricorda quasi la navata di una cattedrale. La torre ha una pianta di 20 per 9 metri, con un’altezza di 22.

Il magazzino è stato attivo fino agli anni ’80, quando fu sostituito da moderne strutture produttive.

La struttura, rimasta inutilizzata per svariati decenni, è tornata alla ribalta nel 2019, quando il Demanio ha trasferito la proprietà al Comune di Margherita di Savoia che, a sua volta, ha stipulato un accordo col Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari per una valorizzazione dell’edificio.

È stato, quindi, predisposto un importante progetto di restauro del capannone con la finalità di realizzarvi un Museo del Sale. Il programma riguarda essenzialmente un restauro scientifico delle strutture e dei materiali, con riferimento essenzialmente alle parti in cemento armato danneggiate dall’azione del sale marino, e una rifunzionalizzazione sostenibile. L’area più danneggiata, quella a Nord-Ovest, affacciata direttamente sulle saline, verrà sostituita con un’ampia vetrata, per aprire idealmente l’interno del museo al paesaggio circostante.

Secondo il progetto, il percorso espositivo dovrebbe interessare sia l’area del magazzino che quella della torre tecnica. Per gli spazi esterni si prevede, invece, la realizzazione di una piazza. Al momento sono stati destinati fondi dalla regione per 3 milioni di euro, anche se i lavori sono ancora lontani dall’essere realizzati.

Giuseppe Mennea

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