LA GIUNTA DI GIOVINAZZO CONCORRE AL RIPIANO DELLE PERDITE DI ESERCIZIO -2022- DEL GRUPPO DI BANDE CITTADINE E CORALE MUSICALE, OPERANTE NELL’EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI

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A distanza di  un anno dalla decisione, assunta con  Delibera n.151 del 29.07.2022, con cui si convenne poter risolvere, mediante bonario compromesso, l’incresciosa controversia con il Gruppo delle Bande cittadine e della Corale polifonica, per l’utilizzo indebito dell’ex Convento dei Cappuccini, adiacente il Calvario, un’ulteriore elargizione si scopre essere stata fatta a favore del Gruppo medesimo. Giova ricordare che, approvata tale risoluzione transattiva, si diede luogo a una celere procedura di manifestazione d’interesse, a cura del Dirigente del Servizio Patrimonio, conclusasi con sua D.D., la n. 157 del 21.12.2022, che riaffidava l’immobile, allo stesso Gruppo Associativo, in comodato d’uso oneroso, ma a canone fuori mercato, a partire dall’inizio di quest’anno. Per il lettore che volesse avere completa comprensione della assurda vicenda, cui ha a che fare anche questa riflessione, suggerisco di consultare il mio precedente articolo dal titolo Le Bande cittadine e la Corale musicale tornano assegnatarie dell’ ex Convento di Cappuccini, come Gruppo Associato “Filippo Cortese; pubblicato sempre su questo giornale on-line in data 03.01.2023.

Al presente, mi soffermo a commentare, appunto, il contenuto del dispositivo della recentissima Delibera n. 174 del 4 agosto scorso con cui la Giunta, su proposta dell’Assessore alla Cultura, ha deciso di erogare al Gruppo associativo in questione: «per il periodo 1 luglio-31 dicembre 2022 il contributo di Euro 4.500,00, somma disponibile al cap. 761/3 (Cod. Bilancio 1.04.01.02.019) del bilancio di previsione 2023-2025-, esercizio finanziario 2023, a titolo di rimborso delle spese effettivamente sostenute e debitamente documentate».

Motore di questo provvedimento, per quanto illustrato dall’Assessore ai suoi colleghi di Giunta, sarebbe stata una precisa richiesta del rappresentante legale del predetto Raggruppamento Associativo, datata 27.07.2023, che: «in considerazione dell’accordo con cui si pose fine alla vertenzialità, in data 7 luglio 2022, avendo proseguito le proprie attività successivamente alla data di stipula dell’accordo stragiudiziario e avendo registrato  a bilancio 2022 una perdita di oltre Euro 9.000,00, ha richiesto per il periodo 1 luglio-31didembre 2022 un contributo  finanziario di Euro 4.500,00, pari alla metà della perdita economica subita, attestata dalla situazione contabile per cassa dal 01.01.2022 al 31.12.2022».

In altri termini, il Presidente del Raggruppamento associativo –P.I. 07927950720-  (non si fa nome del richiedente), comodatario, in regola a partire dall’inizio di quest’anno, della fabbrica ex conventuale, dietro pagamento agevolato di sole € 2.559,36 annui, al posto di un corrispettivo di mercato, valutato in € 23.034,24 annui, denunciando un disavanzo di cassa, per l’esercizio 2022, di oltre € 9.000,00, si è appellato al Comune, proprietario dell’immobile, per ottenere un contributo indispensabile per pareggiare almeno parte di detta esposizione debitoria.

Trovo impressionante che, nonostante si sia posseduto per anni, fuori da un regolare contratto, un bene comunale indisponibile, e senza che ci sia mai stato tra il Comune e il Raggruppamento Associativo un formale rapporto di appalto di servizio, ma solo un  comodato d’uso immobiliare, di favore, il rappresentante del Raggruppamento abbia preteso un sostanzioso contributo (pari al 50% delle perdite di esercizio 2022) per saldare il debito di bilancio emergente dalle attività che il Gruppo pratica, solo perchè l’Amministrazione ha ritenute dette attività essere di valenza sociale.

A parte la meraviglia che mi ha suscitato l’eccezionale rapidità e immediatezza di esecuzione con cui i decisori politici hanno disposto il pagamento della somma di € 4.500,00, appena una settimana dopo la presentazione della relativa richiesta, avanzata solo il 27 luglio 2023, ma mi ha impressionato, non poco, leggere le ragioni giustificative, esposte dall’Assessore Piscitelli, perché fosse accordato il sostegno finanziario.

Di fatto, l’Assessore Piscitelli, rifacendosi al contenuto della istanza, fa richiamo espresso al concordato stragiudiziario, con cui ebbe a ripianarsi l’annosa controversia, mediante il quale il Gruppo associativo si assunse l’obbligo di restituire l’immobile, più volte richiesto in retrocessione dal Comune, entro il 31 dicembre 2022, salvo il procastinarsi dell’utilizzo, di qualche mese, dietro pagamento di un canone mensile di € 299,00.

A fronte di tale impegno il Comune ebbe ad accontettarsi di ricevere dal Gruppo associativo, come compenso dell’uso indebito dell’immobile, la somma di € 5.533,35 relativa a tutto il periodo afferente all’insorta vertenzialità e cioè dal 1 ottobre 2016 al 30 giugno 2022. Per il pagamento dell’importo stesso, di spettanza del Comune, peraltro, fu stabilito dovesse essere versato, non già in una unica soluzione, ma in 47 rate di € 115,28 ciascuna, senza interesse, di cui la quarantesima rata di € 115,19.Particolare questo che l’Assessore omette di riferire-.

Riguardo poi alla determinazione della somma di € 5.533,35 da versarsi rateamente al Comune, quale compenso per l’utilizzo indebito della fabbrica per il periodo dal 1 ottobre 2016 al 30 giugno 2022, la stessa sarebbe emersa dalla differenza tra l’indennità (virtuale) di canone, per l’occupazione del periodo prefigurato, stimata in € 20.631,00, e l’importo di 9.564,30, riconosciuto dal Comune a compenso delle perdite dichiarate. La differenza, pari a € 11,066,70, si ritenne dovesse essere ripartita al 50%, a carico di entrambi i contententi, per cui il compenso di spettanza del Comune si ridusse a € 5.533,35.

Dunque, il Comune non solo ebbe ad accettare il compenso dimezzato, pari a € 5.533,35, di detto importo virtuale di € 11.066,70 che gli spettava, ma assentì pure a riscuotere a rate (47 rate mensili) quanto dovutogli in ragione dell’accordo raggiunto (€ 20.631,00 – € 9.564,30,  differenza € 11.066,70 /2,  per un importo pari a € 5.533,35).

Trovo, dunque, molta difficoltà a comprendere come, essendo stato concordato un contributo da erogarsi da parte del Comune di € 9.564,30, equivalente alle perdite subite dal Gruppo per il periodo di utilizzo irregolare dell’immobile dal 10 ottobre 2016 al 31.12.2021, l’Assessore poi, relativamente all’intero anno 2022, recepisca la denuncia di perdita di esercizio del Gruppo stesso in € 9.000,00, e, dunque, ritenga ammissibile, senza un preventiva verifica tecnica, l’erogazione di un contributo finanziario di € 4.500,00, “ pari alla metà della perdita economica dichiarata (€ 9.000,00), che sarebbe emersa dalla situazione contabile per cassa dal 01.01.2002 al 31.12.2022”.

Insomma applica per il 2022 la stessa tecnica di calcolo bonario che fu convenuto per la stipula del compromesso (50% della perdita di bilancio denunciato di € 9.000,00). Né, peraltro, ha tenuto conto che, essendo stato calcolato nell’accordo transattivo l’indennità di canone virtuale anche per il primo semestre 2022 di € 1.784,00, il Gruppo, per il periodo 1.07.2022 – 31.12.2022, non ha versato alcun compenso di pari importo al Comune. Corrispettivo che, commisurato a quanto stabilito con l’accordo di € 299,00 mensili, ammomterebbe, appunto, a € 1.784,00; somma che non è stata minimamente considerata nell’atto transattivo della lite (7 luglio 2022), né si ha motivo di supporre che sia stata mai versata alle casse comunali, atteso che il nuovo contratto di comodato d’uso oneroso, a canone annuo di soli € 2.559,36, è partito dall’inizio del 2023.

Infine, l’Assessore Piscitelli, a corredo della sua proposta di conferimento dell’assegno finanziario al Gruppo, tiene, pure, a rappresentare, oltre la importante funzione educativa che lo stesso pratica nel campo della formazione musicale dei giovani, anche il concorso partecipativo che il Gruppo assicura in occasione di eventi promossi e patrocinati dal Comune. Decisaemnte l’Assessore tralascia di dire che, in ogni caso, è sua premura investire la Giunta per disporre l’erogazione di contributi ad Associazioni varie, ogni qualvolta queste sono invitate a collabore alle iniziative di spettacoli e manifestazioni socio-culturali programmate dal suo Assessorato. E, da tali contribuzioni non è stato mai escluso il Raggruppamento di Bande e Polifonica. Tant’è che l’ultima erogazione a favore del Gruppo in argomento è stata cospicua, di ben € 6.300,00, in occasione dell’evento per la tradizionale festa popolare dei fuochi di Sant’Antonio, elargita con la Delibera di Giunta n.251 del 28.12.2022, e messa a pagamento, appena due giorni dopo, con D.D. n.548/2022 del 30.12.2022, e prima ancora che la manifestazione venisse a svolgersi.

 

Indipendentemente, comunque, dalle valutazioni che di questo provvedimento giuntale, datato 4 agosto scorso, il Dirigente del Settore finanziario, sottoscrittore, peraltro, del compromesso del 7 luglio 2022,  vorrà fare, anche in ordine alla disciplina di cui all’art. 26 del D.Lgs. 13 marzo 2013, n.33, concernente il riconoscimento di vantaggi economici a imprese e Enti pubblici e privati, il dispositivo in questione sembra possa essere un precedente che debba far riflettere. Trattasi, infatti, di una decisione politica che porta il Comune a farsi carico di un disavanzo di esercizio di un Ente privato, sia pure del Terzo Settore, senza che con questi sia stato, giammai, stipulato un contratto di fornitura di servizi per conto di utenti esterni o del Comune stesso. Il caso potrebbe essere preso a paragone anche da altre Associazioni, intenzionate a farsi riconoscere la copertura dei rispettivi disavanzi economici, solo perché le funzioni che praticamente svolgono in seno alla comunità cittadina siano state riconosciute dall’Amministrazione di interesse pubblico. E, se ne registrano tante di queste Associazioni con funzioni di una certa rilevanza socio-culturale e che, per tale ragione, hanno pure a godere, in forma agevolata, dell’utilizzo di ambienti e locali di appartenenza del Comune a vario titolo.

Il che sarebbe veramente un paradosso.

Giuseppe Maldarella

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