Consiglio di lettura: “L’ombra del vento ” di Carlos Ruiz Zafón

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L’ombra del vento è un’opera letteraria dal grande rigore intellettuale, capace di creare un’atmosfera tanto verosimile quanto caduca.

Partorita dall’estro creativo di Carlos Luis Zafon nel 2002, il libro ha dapprima riscosso un fama dilagante, tanto da essere stato tradotto in oltre 40 lingue.

L’esordio di Zafon è connotato da una trama enigmatica e sfaccettata, costituita a propria volta da un retaggio di personaggi non indifferente in grado di campeggiare indipendentemente sulla scena letteraria senza mai perdere un briciolo della propria credibilità, incrementata, a propria volta, da una singolare indagine analitica e oculata delle situazioni.

L’ambientazione è un gioco di solide contraddittorietà che viene ad innestarsi in un periodo storico fecondo di ambigue vicissitudini: è la Barcellona del XX secolo, pittoresca ed imponente , filtrata dal carattere elegante del Modernismo; allo stesso modo, cupa e crepuscolare, solcata internamente dal carattere corrosivo della guerra.

Lo stile essenziale e semplicistico permette una vera e propria immedesimazione nel protagonista, il piccolo Daniel, col quale si vive la storia in contemporanea in un misto di terrore e curiosità.

L’autenticità del autore è ravvisabile nel grandissimo intreccio narrativo all’interno del quale gli eventi convulsi sono materializzati da storie di passioni illecite e scabrose, da fiducia malriposta e segreti imperscrutabili, che permettono al lettore di scorgere ogni singolo dettaglio della storia stessa in un impervio percorso di maturazione letteraria e vitale.

Non a caso, il carattere visionario, autoptico e , a tratti, surreale della narrazione zafoniana hanno messo d’accordo la critica circa l’attribuzione del premio Nobel

Sarebbe difficoltoso inquadrare questo libro all’interno di un genere letterario unitario: c’è chi propende per il giallo, altri parlano di horror, sebbene sia innegabile una particolare correlazione con la commedia sentimentale e alcuni tratti propri del genere noir.

Ad ogni modo, “L’ombra del vento” è un romanzo in grado di sbigottire il lettore, non tanto per la sua inestricabile composizione, quanto più per il suo sensazionale repertorio di emozioni: sgomento, senso di colpa, ammirazione, amore, pena, simpatia.

Ciò che, in particolare, aleggia in maniera consistente nella narrazione altro non è che una paradossale attrazione per l’ignoto, che spesso e volentieri porta ad esiti sconcertanti ed inaspettati.

A mio avviso, un libro che potrebbe essere annoverato come uno delle pietre miliari di questo secolo, in grado di investire il lettore di uno spirito unico ed autentico, tanto da avvertire un senso di cambiamento subito dopo averne terminato la lettura.

Raffaello Quarto

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