Ex convento dei cappuccini: un nuovo gestore per il suo utilizzo?

MAGARI SEMPRE L’ATTUALE GRUPPO DI ASSOCIAZIONI BANDISTICHE E MUSICALI!

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Di recente sui canali d’informazione ufficiale del Comune è apparso un avviso pubblico per la manifestazione d’interesse all’utilizzo nella forma di comodato oneroso, per soli € 2.132,80 annui, dell’ex fabbrica monastica dei frati cappuccini, adiacente alla chiesa, adesso titolata “San Francesco  d’Assisi” (in origine, alla sua fondazione -a.1612- “Santa Maria degli Angeli” e poi con la  dedicazione -a.1675- “S. Carlo Borromeo”) con accesso in via Ten. Michele Fiorino.
L’immobile, già gestito, fino alla fine degli anni settanta del secolo scorso, dall’Ente Comunale Assistenza (ECA), come Ricovero di Mendicità per l’accoglienza di anziani senza fissa dimora, poveri e diseredati, appartiene al Comune come patrimonio indisponibile (art. 826 com.2 e3 C.C.). In maniera incomprensibile, l’ufficio comunale lo titola “San Francesco al Calvario”, forse a richiamo dell’omonima Casa di Riposo, da qualche tempo chiusa, edificata appunto dall’ECA medesima su suolo di pertinenza sempre dell’ex complesso cenobitico. Soppresso il convento con Decreto Regio del 07.07.1866, a motivo delle leggi eversive, l’intera proprietà monastica, infatti, fu trasferita dal Demanio regio al Comune nel 1867.

Dopo la sua parziale ristrutturazione e l’ammodernamento funzionale dell’edificio con fondi regionali, una volta ceduta, in forza della disciplina concordataria con lo Stato Vaticano, la quota pars dello stabile con il tempio sacro all’Ente ecclesiastico “Chiesa San Francesco d’Assisi”, l’immobile fu concesso in comodato d’uso, nel 2009, all’Associazione Polifonica. La concessione era correlata alla costituzione e insediamento in quel sito della scuola di formazione musicale da titolare al maestro organista “Filippo Cortese”, noto compositore musicale, nostro concittadino (1838-1889).

borgo cappuccini con parco della rimembranza giovinazzo
Con l’avvento poi dell’Amministrazione Depalma, mediante Determina Dirigenziale n. 45/2016, il cespite immobiliare fu assegnato per il suo utilizzo al Raggruppamento Temporaneo delle Associazioni: “Polifonica” e Concerti bandistici “Città di Giovinazzo” e “Giuseppe Verdi”. Unione associativa, che ebbe a formarsi a tale specifico scopo (rog.not. n.659 del 28.06.2016) e che ha goduto indebitamente del possesso dell’immobile per non aver mai aderito alla formalizzazione dell’atto contrattuale a regolamentazione del suo utilizzo.
In sostanza, tra il Comune e lo stesso Raggruppamento temporaneo delle tre Associazioni non è stato giammai sottoscritto il negozio giuridico di comodato d’uso, nei termini in cui, all’epoca, era stata aggiudicata la concessione di uso oneroso dell’immobile con un cospicuo canone annuo. Per la qual cosa il possesso del sito, presso cui le dette Associazioni hanno stabilito le loro sedi allo scopo di praticare le precipue attività di formazione musicale e corale dei propri adepti e associati e di didattica per l’uso dei vari strumenti di musica, per tutto il corso di questi anni, è stato del tutto illegale.

Non sussiste alcun titolo formale che legittimasse il possesso di quella proprietà immobiliare, destinata a scuola di musica cittadina, intitolata a Flippo Cortese, e che ne definisse i rapporti di concessione tra il Comune e il soggetto rappresentante il Gruppo associato. Situazione che solo di recente ha dato luogo a un’incomprensibile controversia giudiziaria, quasi allo scadere del quinquennio per cui era stato previsionato il termine della concessione stessa, all’atto dell’aggiudicazione nel 2016.
Lo scorso luglio la tribolata vertenza, per decisione del Sindaco Sollecito, appena eletto, si è risolta mediante una composizione transattiva, cui il Comune si è dovuto, perfino, accollare l’oneroso esborso di parte delle spese di giudizio e dell’onorario del proprio avvocato difensore.
Comunque, è stato convenuto, tra l’altro, l’obbligo, in capo al Gruppo associato temporaneamente, di retrocedere l’immobile, entro la fine di quest’anno, salvo eventuale proroga di qualche mese, dietro pagamento di un canone mensile di € 299,00.

Di tanto la Giunta, su proposta dell’Assessore al Patrimonio, dott. Depalo, ha disposto di procedere all’emissione di avviso pubblico, aperto a determinati soggetti attivi in ambito non profit, per una manifestazione di interesse finalizzata “alla individuazione di un nuovo soggetto comodatario, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento”, avvalendosi della normativa di cui all’art. 20 del Regolamento circa i criteri di cessione dei beni dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni in genere (D.P.R. n. 296/2005). Da qui la pubblicazione dell’avviso dato dal Dirigente del Servizio Patrimonio inteso a promuovere l’adesione di un qualche organismo delle categorie non profit a concorrere per aggiudicarsi la concessione in comodato d’uso oneroso per dieci anni, rinnovabile per altri cinque, con canone iniziale di € 2.132,80 annuo, in attuazione puntuale del contenuto della delibera di Giunta n.218 del 15.11.2022.

E, sempre con riferimento all’atto dispositivo giuntale, enucleato dall’Assessore Depalo, è stata data specificazione, nell’avviso, delle condizioni e dei requisiti tecnico-professionali che i concorrenti all’utilizzo dell’immobile in questione devono dimostrare di avere perché, con la disponibiltà reale dell’immobile, siano in grado di garantire attività didattiche e di pratiche musicali in genere a favore dei giovani, finalità che l’esecutivo afferma di essere d’interesse della collettività cittadina.
E’ di tutta evidenza che, non potendo procedere con un provvedimento di rinnovo della concessione, mancando all’origine un regolare contratto, con tutte le conseguenti incidenze negative tanto di tipo giuridico quanto, soprattutto, economico in danno del Comune, ci si è determinati a dar corso a una regolare procedura, a iniziativa dell’Ente civico medesimo, e non già da parte di un organismo, non  profit, come riporta l’art.20 del DPR n.296/2005, cui poter poi affidare l’utilizzo in cessione del fabbricato ex monastico.

Detto avviso pubblico, pur richiedendo ai concorrenti una qualificazione specifica ed esperienza quinquennale di didattica e di organizzazione pedagogica a esperire corsi di formazione e di educazione giovanile ai fenomeni canori e musicali, esercizio che le Associazioni in contesto hanno esercitato in favore dei propri allievi associati e giovani loro frequentatori, nulla riferisce circa la gestione e la funzionalità della Scuola cittadina “Filippo Cortese”, per la cui operatività, era stato messo a disposizione il  bene pubblico dell’ex convento, riqualificato allo scopo.scuola di musica filippo cortese

E di fatto, proprio in ragione di detta istituzione che l’Amministazione civica con il Comune di Bitonto potè partecipare al progetto “Bollenti Spiriti”, indetto dalla Regione Puglia (Delibera G.R. n.229/2006) e di cui fu beneficiaria di un consistente contributo finanziario per la ristrutturazione edilizia di gran parte della fabbrica dei cappuccini. Tuttavia, dall’analisi dei criteri e modalità di concessione dell’immobile, quant’anche dei requisiti professionali e della natura giuridico-legale cui l’operatore aspirante deve avere per proporre la manifestazione, sembra che gli stessi siano stati preordinati per poter conferire continuità di utilizzo dello stabile sempre allo stesso Raggruppamento Temporaneo di Associazioni. Un tipico caso di cosìdetto “leggi fotografia”, cui è possibile, in maniera indiretta, identificare chi possa essere a priori il concessionario.

E ciò, nonostante il deprecabile trascorso conflittuale da poco messo a tacere con un bonario accordo conciliatorio. Il termine per aderire alla manifestazione d’interesse, come precisato nell’avviso pubblico, scadrà il prossimo 12 dicembre, per cui si avrà modo di verificare se la procedura messa in atto porterà a individuare altro operatore o si risolverà, come nel 2016, con l’aggiudicazione della concessione al Raggruppamento temporaneo in questione, unico soggetto a concorrervi, possedendo il profilo tecnico-professionale declinato dalla decisione della Giunta.
Con richiamo proprio ai principi di trasparenza e d’interesse pubblico a gestire e qualificare quel complesso immobiliare a valenza storica e architettonica dedicato a sede di scuola di formazione musicale per giovani, non si comprende perché non sia stato approntato dallo stesso organo di governo cittadino un progetto per la migliore gestione e adeguamento logistico della Scuola di musica “Filippo Cortese”.

Una programmazione, a medio-lungo periodo, dei diversi cicli di pratiche di educazione musicale, nell’ambito del plesso conventuale, ove poter integrare le attività di didattica con tutta una serie di iniziative collegate alla produzione di spettacoli canori e teatrali e di cultura popolare da esercitarsi a cura di un soggetto abilitato anche del “terzo settore”.
Un piano che potesse trovare immediata operatività facendo ricorso all’istituto di partenariato speciale pubblico-privato, nei termini in cui è enunciato dall’art. 151 del D.Lgs. n. 150/2016, investendo possibilmente lo stesso Raggruppamento associativo o uno degli organismi che lo compone, disposto a farsi carico degli impegni da definirsi con una specifica convenzione negoziata.

L’art. 151, comma 3, del -Codice dei contratti pubblici- così recita: “per assicurare la fruizione del patrimonio culturale della Nazione e favorire altresì la ricerca scientifica applicata alla tutela, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo può attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato analoghe o ulteriori rispetto a quelle previste dal comma 1” (id est i contratti di sponsorizzazione).
Il medesimo Dicastero, infatti, ha pure affermato con note del 9.6.2016 e 9.7.2017 che all’istituto del partenariato speciale possono far ricorso anche gli enti locali per l’utilizzo di beni del loro patrimonio a valenza culturale e storica, come appunto è l’ex complesso monastico dci cappuccini, sottoposto a vincolo a norma del Decreto Legislativo n.42/2004, cosiddetto Codice dei Beni culturali.

In sostanza il sistema di partenariato speciale si presenta, particolarmente innovativo che, in luogo dei vari istituti che fondano il proprio fulcro sul godimento agevolato da parte di terzi  dell’immobile di interesse storico, punterebbe sull’effettiva valorizzazione del bene culturale tramite una modalità collaborativa ed evolutiva.
Nel caso di spece, l’approntamento di una proposta  elaborata in una formale convenzione intesa a sviluppare l’apporto della Scuola cittadina di Musica con una più efficiente e articolata offerta di educazione giovanile e di didattica musicale che contempli anche eventi socio-culturali, porterebbe a evitare il verificarsi degli inconvenienti conflittuali sopra menzionati.
Sarebbe oltretutto, un sintomo della maggiore trasparenza e partecipazione possibile a cui effettivamente dovrebbe mirare l’Amministrazione comunale, orientata ad attuare il miglior progetto di valorizzazione e funzionalità pubblica del bene comune, attraverso la promozione e lo sviluppo di una offerta di insegnamento musicale ai giovani, piuttosto che ad assicurare l’uso del bene per le necessità del concessionario come è prevalso finora.

E, a tal fine il partenariato speciale consente la costituzione di un organismo paritetico che, in ossequio alla più ampia concentrazione possibile, valuti e approvi i piani di programmazione culturale e di produzione dei servizi didattici come pure gli interventi di adeguamento edilizio di cui necessiterebbe l’intero manufatto immobiliare e, soprattutto, controlli sulla stessa gestione economica dei servizi d’istruzione alla cittadinanza giovanile.
Questo in virtù della differenza dell’istituto del partenariato speciale, che non prevede una concessione del bene finalizzata all’uso prevalente del concessionario ma persegue, nella reciprocità degli impegni partenariali tra i due soggetti, Comune e Concessionario, ciascuno per i rispettivi ruoli, la finalità di restituzione del valore d’uso del bene alla comunità, mediante tutta una serie di iniziative e manifestazioni socio-culturali collegate alla funzione educativa giovanile e relativa formazione musicale da parte della Scuola Filippo Cortese.

E’ innegabile, invece, che la scelta politica dell’attuale governo cittadino si sia rivelata essere quella di cedere il bene patrimoniale, a canone estremamente agevolato, per il solo fatto che l’organismo concessionario, appartenente al terzo settore, si fa carico di attività che hanno rilevanza presso la comunità amministrata e che ritiene dover tutelare, potendo derogare da ogni principio di redditività propria dell’uso dei beni pubblici. In tale logica, tuttavia, non si giustifica in alcun modo un così esteso periodo di cessione dell’immobile (dieci anni, rinnovabile per altri cinque), trattandosi di un bene patrimoniale indisponibile con una specifica destinazione d’uso ed essendo, peraltro, rinvenibile l’attitudine del concessionario a conseguire un potenziale profitto, proprio mediante le attività che il concessionario svolge con l’utilizzo del bene pubblico messo a disposizione.

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