La chiesa del carmine parla di biodiversità

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Presso la chiesa del Carmine in via Cattedrale nel centro antico, l’Arciconfraternita Maria SS. del Carmine ha concorso all’allestimento e sta ospitando la mostra fotografica sulla Biodiversità, promossa dalla Associazione Naturalistica “Amici dell’Ambiente, della flora e della fauna”.
Lo spirito con cui la Confraternita ha condiviso tale meritevole iniziativa è segnato dalla particolare attenzione che la sodalità ha mostrato, da sempre, alla salvaguardia del territorio come bene comune e ambito esistenziale di ogni forma di vita. Non è un caso che il termine “Biodiversità” – cui la Convenzione dell’ONU ha inteso dedicare una giornata -, è stato coniato da uno scienziato etomologo americano, Edward O. Wilson, per definire l’immane ricchezza di vita sulla terra, comprensiva di ogni specie, le loro variazioni genetiche e l’interazione di queste forme viventi all’interno di ecosistemi complessi.

La varietà non si riferisce alla sola forma e alla struttura delle specie viventi, ma riguarda anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema.
Per la qual cosa, all’interno degli ecosistemi, per quanto ci riferiscono gli studiosi del settore, convivono ed interagiscono fra di loro sia gli esseri viventi sia le componenti fisiche e inorganiche influenzandosi vicendevolmente.
In tale contesto è immersa anche la diversità culturale umana, che, peraltro, subisce e influenza, al tempo stesso, gli effetti degli stessi fattori che orientano e, a volte, sconvolgono la biodiversità.
Non si può disconoscere che l’intervento umano, in ogni campo di operatività, abbia decisamente generato fattori di scompiglio e di annientamento di equilibri che la stessa natura di per sé è in grado di assicurare. E le emergenze climatiche sono le evidenze di una continua destabilizzazione del patrimonio genetico, cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la terra.

Un forte richiamo ad avere consapevolezza di tale scenario della natura e indirizzare il più possibile a comportamenti, che non alterino detti equilibri, rappresenta la esposizione del prof. Giovanni Volpicella, importante momento di conoscenza e di riflessione in un luogo di culto altrettanto importante per storia e architettura, meritevole di rispetto e decorosa conservazione da parte di tutta la nostra comunità.

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