GIOVINAZZO, IL MERCATO GIORNALIERO “PERDE COLPI”. NON SOLO PER CAUSE STRUTTURALI, ANCHE GESTIONALI.

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Che il contesto edilizio di via dei Cappuccini, cui è parte integrante il mercato giornaliero, versi in uno stato di problematicità strutturale è dai più riconosciuto, specie dall’apparato municipale ivi allocato. Quel distretto urbanistico, di proprietà comunale, retrostante la cappella del Calvario, risale all’Amministrazione –seconda metà anni ’80 del secolo scorso- del dott. Francesco MILILLO che lo costituì di sana pianta dopo aver abbattuto l’edificio -ONMI- “Opera Nazionale Maternità ed Infanzia” del ventennio fascista. Perfino l’attuale governo del dott. Sollecito, pressato da varie voci, ha provato ad interessarsi della questione, per la verità già attenzionata dalla precedente amministrazione, e ha provveduto a dotarsi di una progettazione preliminare di recupero dell’intero compendio immobiliare comprensivo anche del comando di Polizia Locale.

Tutto, però, è rimasto a livello di intenzioni.

Infatti, lo studio di fattibilità tecnico-economico, afferente allo spazio mercatale dal costo di € 1.450.000,00, come anche quello di adeguamento funzionale dei locali della Polizia Urbana, dal costo di € 1.800.000,00, entrambi redatti dagli ing. Vitangelo BAVARO e ing. Michele TATULLI, dopo la loro approvazione da parte della Giunta, il 23 aprile 2024 (DD.GG. nn. 69-70/2024), sono stati subito accantonati su qualche scaffale dell’Ufficio Lavori Pubblici.

Mancano le risorse finanziarie per procedere con i progetti definitivi e dar corso all’esecuzione delle relative opere infrastrutturali. Insomma non se ne fa nulla, considerato che non si ha modo, almeno al momento, di potersi approvvigionare di sì notevoli apporti economici.

E allora?

Così, come si può, si interviene, di volta in volta, con lavori di manutenzione localizzati, cercando di continuare ad assicurarne l’agibilità, come meglio possibile, dell’intero impianto mercatale, incluso il settore ittico, il cui ammodernamento fu portato a termine nel 2010, dopo una serie di vicissitudini, dall’Amministrazione del prof. Natalicchio.

L’ultimo di questi interventi, appena disposto dall’Ufficio Tecnico, riguarda il consolidamento dei pilastri in ferro a supporto della copertura del settore ortofrutta, che presentano profonde corrosioni fino alla parte ancorata al blindo di cemento (D.D. n. 177 del 31.10.2025). Fenomeno della corrosione che si rivela in ogni dove dello stabile mercatale, perfino al vano servizi e anche ai cancelli d’ingresso all’impianto, solo da qualche mese sostituiti. E, ancor prima, anche la copertura è stato oggetto di un rifacimento conservativo per circa € 40.000,00 (DD.DD. nn.187-207/2023).

Nutro dubbi che l’operazione di rinforzo a detti pilastri possa rivelarsi di una certa efficacia se si continua giornalmente a buttare acqua -a più non posso-  sull’intera area mercatale per fare pulizia, a chiusura del mercato. Umidità che si infiltra nella superficie calpestabile e negli apparati murari della fabbrica dei box ittici e dello stesso comando di polizia e, quindi, corrode anche alle fondamenta le strutture portanti, sia in ferro che di cemento, e invade, per giunta, i marciapiedi, per quanta acqua viene versata sul pavimento.

Estraniandomi, tuttavia, da tutto quanto attiene ai lavori di rifacimento del manufatto, quello che è indicibile dell’area mercatale è lo stato indecoroso che presenta nelle ore in cui è aperto al pubblico. A parte la ridotta presenza delle attività commerciali, essendo scomparsi ormai tutti gli ortolani locali i cui stalli a loro destinati sono vuoti e, per lo più, occupati da materiale a deposito, si percepisce subito, entrandovi, una sensazione di scarsa sicurezza igienica in quasi tutti gli spazi operativi.

Impressiona vedere a ridosso della facciata della chiesa dell’ex convento dei cappuccini l’accumulo confuso di rifiuti identificabili in contenitori in polistirolo per uso ittico ed ulteriore altro materiale cui è confezionato il pesce prima di essere posto in vendita, ed altri rifiuti ancora.

Tra l’altro fuori dai box dei pescivendoli, di prima mattina, viene bagnato il pesce da mettere sui banchi anche quello conservato in apposite custodie refrigerate. Le acque reflue di quel lavaggio si disperdono sulla pavimentazione della corsia dell’area ittica e ivi si depositano fintanto che, a fine mercato, non interviene l’addetto dell’impresa della nettezza urbana che con una calza spruzza abbondante acqua potabile per eliminare i reflui che scolano dai banchi di vendita e, ancor più, il cattivo odore di pesce.

Ma quello che sconcerta, e non poco, è che alcuni, all’apertura del box, si dedicano, di tanto in tanto, a battere i polipi proprio sul pavimento dell’area della pescheria, lasciandovi, oltre che sul muro, ormai divenuto scuro, e sul pavimento chiazze di muco che si sprigiona per effetto dell’arricciamento del prodotto.

E c’è pure chi, per non inclinarsi, batte i polipi, ancorché di grossa misura, sulla panchina ove siedono gli avventori quando sono in attesa di approcciarsi al banco della frutta lungo il corridoio che separa il settore ittico da quello dell’ortofrutta.

Questo è quanto accade nel mercato giornaliero la cui sicurezza igienica deve essere al primo posto delle pratiche di controllo e di vigilanza delle strutture mercatali pubbliche a garanzia della salute dei cittadini.

Si può fare qualcosa per evitare che si avvertano questi aspetti indecenti?

Giuseppe Maldarella

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