Giornata di presentazione presso la sala stampa “Gianluca Guido” dello stadio San Nicola. Il direttore generale del Bari Pierpaolo Marino ha presentato alla stampa gli ultimi quattro colpi del mercato estivo: Leonardo Mendicino, Vasile Mogoș, Flavio Bianchi e Matteo Della Morte. Toccherà a loro il compito di aggiungere qualità a una squadra che punta al ritorno diretto in Serie B.
La redazione di InCittà è stata presente alla conferenza stampa: il primo a prendere la parola è Marino.
«Abbiamo qui gli ultimi di una dura campagna acquisti che ha visto l’arrivo di 13 innesti. Non sono partiti i migliori, che ringrazio perché, nonostante offerte importanti dalla B, hanno scelto di difendere la maglia del Bari. Saluto ovviamente chi non è rimasto. Abbiamo ceduto solo alle nostre condizioni. Sono orgoglioso di avere qui quattro ragazzi che sono stati ricercati per tanto tempo. Nell’allestire la squadra abbiamo scelto di fare un mix di giovani ed esperti. Qui abbiamo Mendicino, un giovane talento che sarà chiamato a esprimersi per la sua crescita; su di lui abbiamo investito. Per Della Morte, lo ringrazio in quanto ha preferito noi a tante altre richieste che aveva: la sua volontà ci ha fatto superare la concorrenza delle altre squadre. Bianchi è un calciatore che ci mancava, un’alternativa in attacco. Vasile Mogoș ha giocato gli Europei: ci dà agonismo, tecnica, fisicità e soprattutto esperienza e qualità. Ha avuto dei trascorsi davvero importantissimi, un calciatore di categoria superiore che esce dal campo sempre con la maglia sudata».
Matteo Della Morte
«È una grandissima emozione. Sono venuto qui perché voglio vincere di nuovo, non c’è molto da dire. È stata la mia scelta, era quello che volevo: spero di arrivare di nuovo all’obiettivo come ho fatto l’anno scorso».
Sul parallelismo con suo padre Ivano, ex calciatore:
«Mi ha sempre dato consigli, ma in maniera molto positiva. Per me è un vantaggio perché posso confrontarmi anche con una persona che ha fatto il lavoro che sto facendo, quindi mi sento fortunato di questo».

Flavio Bianchi Foto: SSC Bari
Su cosa lo ha spinto a scegliere Bari:
«Se devo rispondere in maniera sincera, quando mi ha chiamato il mio agente non ci ho pensato tanto. È vero che avevo anche delle altre situazioni, questo non lo nego, ma poi quando mi ha chiamato il direttore sinceramente ci abbiamo messo veramente poco a trovare l’accordo e sono venuto subito con molto orgoglio, con molta voglia e, a mio modo di vedere, dire di no a questa piazza è veramente difficile. Bari è una piazza con una grande tradizione, con una grande storia e poi sinceramente mi ha toccato qualcosa dentro che mi ha dato qualcosa in più rispetto magari anche alle altre situazioni che ci potevano essere».
Sulla durata della trattativa:
«È andata un po’ per le lunghe, però ero di proprietà anche di un’altra società, quindi c’era anche da mettersi d’accordo con loro e diciamo che non dipendeva solo da me».
Sulla sua forma:
«Ho fatto tutto il ritiro, mi sono sempre allenato con la mia vecchia squadra e l’unica cosa che mi potrebbe mancare un po’ è il ritmo gara. Ho fatto anche due amichevoli, però a livello fisico e atletico ho fatto tutto. Magari non sono ancora al 100%, ma non è un problema».
Flavio Bianchi
«Per me è un piacere essere qui. Ho sempre fatto la punta centrale nel settore giovanile, ma col passare del tempo ho dovuto adattarmi alle richieste dei vari allenatori. Negli ultimi anni non ho mai fatto la punta, giocando dappertutto: come trequartista, esterno, seconda punta e mezzala».
Sulla voglia di rivalsa e le motivazioni:
«È un discorso molto importante perché con il direttore abbiamo avuto modo di parlare e sicuramente da questo punto di vista c’è voglia di rivalsa. Il direttore sa cos’è successo la scorsa stagione. Di conseguenza io sono venuto qui con tantissimo entusiasmo, con la voglia di rivalsa sia per me sia per la società, per portare questa piazza dove merita di stare dopo l’ultima stagione, e spero vivamente di poter dimostrare sia al direttore che a tutti quanti questa mia voglia di rivalsa».
Sulle aspettative di inizio carriera:
«Io penso che ogni calciatore abbia la sua strada. Uno può prendere la strada giusta oppure può prendere delle decisioni sbagliate. Quello non lo possiamo sapere perché non abbiamo mai la controprova e si devono accettare le conseguenze di quello che si fa. Io vengo da una stagione difficile e purtroppo non dettata da me. E di conseguenza no, non ho subito le aspettative, semplicemente se oggi sono qui è perché il destino ha voluto che io fossi qui oggi, quindi non ho assolutamente subito aspettative».

Flavio Bianchi Foto: SSC Bari
Sulla sua prima volta al Sud e nel girone C:
«Non sono mai stato nel girone C, non ero neanche mai stato a visitare il Sud. Dal girone C mi aspetto che sia il girone più difficile. Ci sono squadre importanti, è un girone molto difficile, anche andare a giocare su campi ostici. Quindi la forza deve essere il gruppo in quanto sicuramente in un campionato lungo ci saranno delle difficoltà e speriamo di far bene e di riuscire a portare i tifosi allo stadio perché, per chi gioca a calcio, avere una spinta in più dall’esterno è fondamentale».
Sulla forma fisica:
«Ho fatto tutto il ritiro, ho giocato tutte le amichevoli e per un calciatore è molto importante stare bene fisicamente, quindi penso che mi manchi solo un po’ di minutaggio».
Leonardo Mendicino
«Buonasera a tutti. Innanzitutto voglio ringraziare la società che ha investito su di me. Questo è un atto di stima, un qualcosa che mi responsabilizza come giocatore, mi può far capire quanto una società voglia investire su di me e sulle mie prestazioni. L’ho visto come un motivo di orgoglio».
Sul suo ruolo:
«Nella mia piccola carriera ho sempre giocato sia da play che da mezzala in base alle situazioni, alle partite e alle esigenze dell’allenatore. Non ho un ruolo preferito: mi ritengo un giocatore abbastanza duttile da questo punto di vista. Dove c’è bisogno io gioco».
Sugli obiettivi personali e di squadra:
«Io penso che in una piazza del genere l’obiettivo sia abbastanza chiaro. Penso sia lo stesso di tutti, anche il mio personale. Penso che i miei obiettivi personali, in questo momento, passino in secondo piano. La mia idea è che debba esserci prima un obiettivo di squadra che deve essere lo stesso per tutti. Poi, se dobbiamo parlare dei miei obiettivi personali, fare il meglio possibile per portare poi la squadra a raggiungere quello che è l’obiettivo. Però, secondo me, l’obiettivo personale passa in secondo piano, come ho detto prima».
Sugli aspetti da migliorare:
«Sicuramente contribuire di più ai gol e agli assist, essere più incisivo nella fase offensiva. Quello secondo me è un aspetto che voglio migliorare perché penso sia fondamentale».
Vasile Mogoș:
«La mia ultima partita risale al 25 maggio in Romania, poi sono andato in vacanza e mi sono allenato da solo. Ovviamente non è la stessa cosa che in gruppo. Mentalmente mi sento molto bene, ho trovato una squadra e uno staff importanti».
Sulla collocazione tattica:
«Gioco dove serve. Sono a disposizione del mister e della squadra. Negli ultimi anni ho giocato più da centrale che da braccetto, ma l’anno scorso in Conference League ho fatto il terzino. Certamente darò il massimo in qualsiasi posizione».
Sulla situazione ambientale:
«Posso solamente dire che sta a noi riportare tutte le persone di questa città fantastica allo stadio con il nostro entusiasmo, sperando di fare tutti i risultati positivi possibili».
Paolo Gabriel Fasano










