Al peggio non c’è mai fine. Il Bari è uscito clamorosamente ridimensionato dalla débâcle contro il Barletta. Una sconfitta meritata e mai in discussione che ha evidenziato delle carenze qualitative e numeriche pericolose per una squadra che punta al ritorno diretto in Serie B.
C’è tanto lavoro da fare per il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo nel giorno di chiusura del calciomercato. Sono in definizione gli arrivi del centrocampista Francesco Gelli dal Frosinone e dell’attaccante Filippo Bianchi dall’Empoli. Più complicata, invece, la pista che conduce al centravanti del Padova Mattia Bortolussi, poco propenso a un ritorno in Serie C dove ha segnato 80 reti con le maglie di Lucchese, Novara, Cesena e Padova.
Ieri pomeriggio è stato ufficializzato l’arrivo in prestito di Vincenzo Prisco dal Napoli. Classe 2008, il giovane partenopeo è solo l’ultimo calciatore azzurro che viene mandato in Puglia a crescere. Come già fatto quest’estate con Mattia Esposito e in passato con i vari Obaretin, Coli Saco, Sgarbi e Rao.
Una premessa: Prisco non ha alcuna colpa. Il punto è un altro: era proprio questa l’operazione che serviva al Bari a meno di 24 ore dalla chiusura del mercato? È evidente come questa collaborazione tra azzurri e biancorossi sia sbilanciata verso le esigenze dei campani. Il Bari dovrebbe costruire una squadra competitiva per vincere la Serie C e tornare immediatamente in cadetteria. Invece continua a essere utilizzato come succursale del Napoli.
Dunque, non si riscontra ancora alcun segno del cambiamento tanto dichiarato dalla Filmauro. Marino ha sottolineato come l’obiettivo debba essere quello di un doppio salto verso la Serie A: a lui il compito di smentire lo scetticismo generale e completare la campagna acquisti in queste ultime ore.
Paolo Gabriel Fasano










