Energy drink e caffè a scuola: una risorsa o una trappola per il cervello?

  • 0
  • 124 visualizzazioni

Le macchinette automatiche con caffè e bevande energetiche sono ormai presenti in molti ambienti scolastici e rappresentano per gli studenti una soluzione rapida per contrastare stanchezza e sonnolenza, soprattutto durante periodi di interrogazioni, verifiche ed esami. Ma la ricerca scientifica invita a interrogarsi sugli effetti che un consumo frequente di caffeina può avere sugli adolescenti.

La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Il suo principale meccanismo consiste nel bloccare i recettori dell’adenosina, una sostanza coinvolta nella regolazione della sonnolenza. In questo modo aumenta temporaneamente la vigilanza e diminuisce la percezione della fatica. Ma sentirsi meno stanchi non significa aver realmente recuperato le energie.

Il problema principale riguarda soprattutto il sonno. Diversi studi hanno evidenziato un’associazione tra consumo di caffeina negli adolescenti e riduzione della durata e della qualità del riposo. Uno studio pubblicato su Nutrition Research ha riscontrato una relazione inversa tra consumo di caffeina e durata del sonno negli adolescenti. Altre ricerche hanno evidenziato che l’assunzione nel pomeriggio e nella sera può ritardare l’addormentamento e modificare la struttura del sonno.

Ed è un aspetto particolarmente importante per gli studenti: il sonno non rappresenta una semplice pausa, ma partecipa ai processi di consolidamento della memoria e dell’apprendimento. Bere caffeina per studiare più a lungo può quindi diventare controproducente se compromette il riposo notturno.

Anche la quantità conta. Secondo l’EFSA (European Food Safety Authority), per bambini e adolescenti un’assunzione fino a circa 3 mg di caffeina per chilogrammo di peso corporeo al giorno non desta, sulla base delle evidenze disponibili, preoccupazioni di sicurezza. Si tratta però di un livello di sicurezza e non di una dose consigliata. L’American Academy of Pediatrics adotta infatti un orientamento più prudente e considera l’evitamento della caffeina la scelta migliore per bambini e adolescenti.

Particolare attenzione meritano gli energy drink, che possono contenere caffeina, zuccheri e altri ingredienti stimolanti. Il loro consumo può determinare aumenti temporanei della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. La letteratura scientifica segnala inoltre possibili effetti sul ritmo cardiaco soprattutto in presenza di dosi elevate o in soggetti predisposti.

Questo non significa che ogni caffè o ogni bevanda contenente caffeina provochi automaticamente danni alla salute. Significa piuttosto che l’età, la quantità, la frequenza di consumo e soprattutto l’orario di assunzione sono elementi fondamentali da considerare.

La questione dei distributori automatici nelle scuole, dunque, non dovrebbe essere affrontata soltanto in termini di libertà o comodità. È anche una questione educativa e sanitaria. La scuola dovrebbe aiutare gli studenti a comprendere che la caffeina può aumentare temporaneamente la vigilanza, ma non sostituisce il sonno, l’idratazione, una corretta alimentazione e le pause necessarie allo studio.

La vera domanda, allora, non è soltanto se una bevanda energetica riesca a “dare energia”. È capire quanto quella energia venga realmente recuperata e quale sia il suo costo per il sonno e per l’organismo.

Fonti scientifiche principali

  • EFSA – European Food Safety Authority, Scientific Opinion on the safety of caffeine, EFSA Journal, 2015.
  • American Academy of Pediatrics, The Effects of Caffeine on Kids: A Parent’s Guide.
  • Centers for Disease Control and Prevention (CDC), The Buzz on Energy Drinks.
  • Lodato F. et al., Caffeine intake reduces sleep duration in adolescents, Nutrition Research, 2013.
  • Calamaro C.J. et al., Adolescents living the 24/7 lifestyle, Pediatrics, 2009.
  • Oeffl N. et al., Caffeine and the Young Heart: A Systematic Review of Arrhythmogenic Risks in Children and Adolescents, Pediatric Cardiology, 2026.
  • Antonio Calisi

Dalla solitudine del lockdown alla lezione della storia: la pandemia si fa maestra
Articolo Precedente Dalla solitudine del lockdown alla lezione della storia: la pandemia si fa maestra
Il fascino eterno dell’eroe nel mondo contemporaneo. Odissea e Spider-Man, due narrazioni dello stesso paradigma antropologico
Prossimo Articolo Il fascino eterno dell’eroe nel mondo contemporaneo. Odissea e Spider-Man, due narrazioni dello stesso paradigma antropologico
Articoli collegati

Lascia un commento:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



I tuoi dati personali verranno utilizzati per supportare la tua esperienza su questo sito web, per gestire l'accesso al tuo account e per altri scopi descritti nella nostra privacy policy.