
SOFIA, Bulgaria – Il 18 e 19 giugno 2026 l’Università di Sofia “St. Kliment Ohridski” (San Clemente di Ocrida) ha ospitato il convegno internazionale “Armenia: Crocevia di Secoli e Mondi”, uno degli eventi accademici più rilevanti dedicati agli studi armeni organizzati in Europa negli ultimi anni.
Organizzato dal Dipartimento di Armenistica e Studi Caucasici della Facoltà di Filologia Classica e Moderna, il convegno ha celebrato il 30° anniversario degli Studi Armeni presso l’Università di Sofia. Il forum ha riunito 112 studiosi provenienti da Armenia, Bulgaria, Italia, Francia, Germania, Austria, Ungheria e Stati Uniti, che hanno presentato 93 relazioni su storia, lingua, letteratura, cultura armena e geopolitica del Caucaso.
Sebbene numerose università nel mondo organizzino regolarmente convegni su temi armeni, la qualità dei relatori, l’ampiezza della partecipazione e il profilo internazionale dell’evento di Sofia lo hanno reso un appuntamento di riferimento nel campo dell’Armenistica.
I saluti inaugurali sono stati pronunciati dalla Prorettrice dell’Università di Sofia, Prof. Reneta Bozhankova, dall’Ambasciatrice dell’Armenia in Bulgaria, S.E. Tsovinar Hambardzumyan, dal Direttore del Dipartimento di Armenistica e Studi Caucasici, Prof. Petar Goliyski, e dalla Decana della Facoltà di Filologia Classica e Moderna, Prof. Gergana Petkova.
Il Prof. Goliyski ha ripercorso l’evoluzione del programma di studi avviato nel 1995 e trasformato nel 2009 nell’attuale Dipartimento di Armenistica e Studi Caucasici. Oggi l’Università di Sofia rappresenta una delle pochissime istituzioni al mondo a offrire un corso di laurea completo in Armenistica al di fuori dell’Armenia, insieme all’Università di Ginevra.
Nel suo intervento, l’Ambasciatrice Tsovinar Hambardzumyan ha sottolineato il ruolo storico dell’Armenia come punto d’incontro di rotte commerciali, culture, religioni, lingue e tradizioni intellettuali. Già nota in Italia, dove ha ricoperto l’incarico di Ambasciatrice dal 2020 al 2024, ha evidenziato il contributo della diaspora armena allo sviluppo culturale, economico e intellettuale di numerosi Paesi, tra cui la Bulgaria.
L’Ambasciatrice ha inoltre ricordato l’iniziativa armena “Crocevia di Pace”, lanciata nel 2023, definendola un progetto strategico regionale volto a rafforzare la connettività, la cooperazione economica e i contatti tra popoli. Ha sottolineato che l’idea dell’Armenia come crocevia non è solo una realtà storica, ma conserva piena attualità nell’attuale contesto geopolitico.
La prof.ssa Gergana Petkova ha ricordato che negli ultimi trent’anni il programma di Armenistica ha formato specialisti che oggi operano nei campi delle relazioni internazionali, dell’accademia, della diplomazia e del mondo imprenditoriale, contribuendo al tempo stesso a rafforzare i rapporti tra Bulgaria e Armenia.
In occasione del convegno è stata inaugurata la mostra “Il Volo Infinito della Lettera”, dedicata all’alfabeto armeno e al patrimonio letterario dell’Armenia, che ha permesso ai visitatori di esplorare uno dei più duraturi e straordinari risultati della civiltà armena. Nella sezione “Arte e Patrimonio Culturale” sono stati presentati studi sulla cultura materiale e immateriale armena.
Tra i relatori anche i ricercatori italiani Marco Rufilli, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha illustrato uno studio sulle tipologie e gli ornamenti delle prime croci di pietra di Nakhichevan. Raquele Zanone dell’Università di Siena, invece, ha approfondito il tema «I volti delle Vie della Seta: i mercanti armeni nella cultura visiva della dinastia Tang (VII-X secolo)», riflettendo sul ruolo degli armeni nella storia dei contatti interculturali tra Oriente e Occidente. Nel medesimo contesto il Prof. Igor Dorfman Lazarev, dell’Università di Sofia, ha esaminato «La formazione dell’identità nel Caucaso meridionale alle soglie delle conquiste mongole: uno studio sull’opera di Mkhitar Gosh», sottolineando il ruolo fondamentale del patrimonio giuridico e intellettuale di Mkhitar Gosh nella costruzione dell’autocoscienza armena medievale.
Questi contributi hanno messo in luce come il patrimonio artistico, visivo e giuridico armeno abbia costituito un ponte culturale tra diverse civiltà, mantenendo viva un’identità complessa anche in contesti di intenso scambio e forte pressione esterna.
Il convegno “Armenia: Crocevia di Secoli e Mondi” ha confermato il crescente ruolo della Bulgaria come centro europeo di Armenistica e ha sottolineato l’importanza della cooperazione accademica a lungo termine tra Sofia e Yerevan. In un’epoca di profonde trasformazioni geopolitiche e crescente polarizzazione globale, l’evento ha ribadito il ruolo essenziale della ricerca scientifica nel favorire il dialogo, la comprensione culturale e la cooperazione internazionale.
Carlo Coppola










