
Nell’agro di Giovinazzo, in località Torre Sant’Eustachio, sorge il complesso storico di Sant’Eustachio, una delle più rilevanti e antiche testimonianze dell’architettura bizantina nel territorio. Il sito, censito al Catasto al foglio 33, particella A, confinante con le particelle 73 e 63, è riconosciuto ufficialmente come bene di eccezionale interesse storico e artistico ed è sottoposto a tutela ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089. Il provvedimento di vincolo ne attesta l’importanza quale notevole documento di architettura sacra dell’XI secolo a Giovinazzo e lo inserisce negli elenchi degli edifici di interesse storico-artistico della Reverenda Curia Vescovile, proprietaria storica del bene.
Il complesso è costituito da una chiesa, da una torre campanaria-difensiva e da una masseria rurale con ambienti agricoli annessi, configurandosi come un insediamento monastico e produttivo tipico dell’organizzazione bizantina del territorio. Secondo le testimonianze degli storici locali e i confronti tipologici richiamati nel decreto di tutela, l’origine dell’edificio sarebbe collocabile nella seconda metà dell’XI secolo, all’interno di una medesima area culturale greco-orientale.
La chiesa presenta un impianto architettonico di particolare pregio: un’aula unica articolata in due ambienti contigui, coperti da cupole in asse poggianti su semipilastri addossati alle pareti, soluzione rara nel panorama pugliese. I riferimenti più immediati sono individuati in edifici quali San Rocco di Turi, Santa Maria di Calena a Peschici e soprattutto la cattedrale di Canosa, ma anche Santa Margherita a Bisceglie, Santa Caterina a Conversano, Santa Maria di Siponto, da cui si desume il particolare tipo di cupole “a baldacchino”, prive di pennacchi. All’interno sono ancora visibili frammenti di affreschi di matrice bizantina, oggi in gran parte deteriorati ma fondamentali per comprendere l’originaria ricchezza decorativa del complesso.
Accanto alla chiesa si innalza una torre campanaria di epoca medievale, probabilmente eretta anche a scopo difensivo, secondo una tipologia diffusa nelle chiese rurali dell’agro di Giovinazzo e Bitonto. Le coperture, realizzate secondo la tradizione locale con chiancarelle, richiamano soluzioni costruttive affini a quelle dei trulli. La presenza della masseria e degli spazi produttivi conferma come Sant’Eustachio non fosse un semplice luogo di culto, ma un nodo vitale in cui spiritualità, lavoro agricolo e controllo del territorio si intrecciavano.
Nonostante il riconoscimento formale del suo valore, oggi il complesso versa in uno stato di evidente incuria e degrado, aggravato nel tempo da ripetuti atti vandalici e saccheggi. Le strutture presentano lesioni, la vegetazione ha invaso gli spazi interni ed esterni, la pavimentazione originaria è stata asportata e gli affreschi superstiti sono esposti alle intemperie; anche l’accesso alla torre risulta pericoloso.
Secondo il Catalogo generale dei Beni culturali, Sant’Eustachio è attualmente indicato come bene di proprietà privata ed è, nello specifico, appartenente alla famiglia Fanelli di Giovinazzo, che, pur nelle evidenti difficoltà logistiche dovute alla natura complessa del bene, cerca di far fronte come possibile ai numerosi scempi e atti vandalici ai danni del complesso, in ottemperanza al vincolo imposto dal Ministero dei Beni Culturali. Tuttavia, la vastità dell’area, la complessità articolata della struttura, la presenza di numerosi accessi e le continue compromissioni delle mura perimetrali rendono estremamente difficoltosa un’efficace opera di controllo e tutela continuativa da parte dei soli proprietari.
Questa condizione rende pertanto necessaria una collaborazione attiva e strutturata tra proprietari, istituzioni competenti e comunità locale al fine di garantire la conservazione e la salvaguardia del bene. Tutelare e valorizzare Sant’Eustachio significa preservare una testimonianza fondamentale dell’eredità bizantina di Giovinazzo e restituire alla collettività un patrimonio storico, artistico e architettonico di valore condiviso, già riconosciuto come tale dallo Stato.