Inaugurato a Yerevan il edificio del Teatro Hamazgayn

Omaggio a Sos Sargsyan e alla sua visione universale

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L’inaugurazione del nuovo edificio del Teatro Nazionale Hamazgayn, intitolato a Sos Sargsyan, si è svolta a Yerevan lo scorso 23 gennaio 2026, ponendo fine a 35 anni di attesa per una sede propria. Fondato nel 1991 dal grande attore e regista armeno Sos Sargsyan (1929-2013), Artista del Popolo dell’URSS, il teatro ha operato finora nei locali dell’Istituto di Teatro e Cinema. La posa della prima pietra avvenne nel marzo 2019 in Henri Verneuil Street, con il Primo Ministro Nikol Pashinyan che, gesto simbolico, raccolse personalmente rifiuti sul cantiere.

All’evento erano presenti tra gli altri il primo ministro Nikol Pashinyan e la Ministro dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport, Zhanna Andreasyan, viceministri, intellettuali e un folto e prestigioso pubblico. Con emozione palpabile: la direttrice artistica Narine Grigoryan ha raccontato che, alla notizia dalla data ufficiale per l’apertura, attesa ormai da anni, con un conto alla rovescia durato svariati mesi, tutti i protagonisti del teatro si sono commossi, quasi increduli. La Grigoryan ha diretto lo spettacolo inaugurale, “Il Miracolo di Sant’Antonio” di Maurice Maeterlinck, tra ultimi lavori ancora in corso, polvere e prove frenetiche ma piene di gioia e di attesa. Aggiungiamo noi, che talvolta – ma non sappiamo se sia questo il caso, alcuni edifici, inoltre devono sottostare anche a nuove e più stringenti regole sulla sicurezza nell’edilizia pubblica. In particolare in alcuni contesti d’Armenia come d’Italia, queste regole rischiano, la cui applicazione è piuttosto discrezionale, rischiano di inibire l’uso di taluni spazi destinati allo spettacolo dal vivo, le regole valgono per alcuni e non per altri, diventando così strumenti di coercizione politica, costituendo una vera e propria arma di ricatto e di sopruso da parte di chi è deputato al rilascio dei permessi di agibilità.

Il Nuovo edificio del Teatro Hamazgayn, risulta essere contenuto in uno stabile moderno con sale multifunzionali che rispetta qualsiasi tipo di norma sulla sicurezza – da quelle elettriche e antincendio a quelle quelle acustiche – ma è soprattutto un luogo della memoria (anche fisica con esposizione dei suoi effetti personali e oggetti di scena) dedicato a Sos Sargsyan, attore di intensità straordinaria e regista sensibile, che unì la tradizione armena al dialogo con l’Europa. Sargsyan, che aveva recitato anche con Tarkovskij in Solaris, e che fu anche candidato alla Presidenza della Repubblica ad Armenia nel 1991, ammirava profondamente l’Italia e soprattutto Eduardo De Filippo (1900-1984): nei suoi testi vedeva la magia di trasformare il quotidiano in poesia, dando voce agli ultimi con dignità, fondendo comicità e dolore in un teatro popolare e altissimo, non a caso per l’inaugurazione del teatro negli anni 90 aveva scelto Il Sindaco del Rione Sanità, che meglio di altri rappresentava la situazione sociopolitica dell’Armenia post sovietica e successivamente mise in scena Natale in Casa Cupiello.

Il nuovo Hamazgayn diventa così ponte tra Armenia e Italia, Oriente e Occidente, tradizione e modernità. Non solo palcoscenici, ma spazi di formazione e incontro, fedeli alla visione di Sargsyan del teatro come missione civile. Subito dopo l’inaugurazione, la compagnia partirà per un festival in India (26 gennaio) e a febbraio presenterà nuove produzioni, tra cui The Stone di Andranik Mikayelyan. L’anno culminerà con le celebrazioni del 35° anniversario della fondazione del teatro. Un atto di continuità storica: celebra un maestro, onora la sua eredità e riafferma il teatro come spazio di dialogo tra culture, senza confini.

Carlo Coppola

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