RIPARATA E REINSTALLATA, IN PIAZZA, L’INSEGNA «GIOVINAZZO» …. MA SUL MUNICIPIO BANDIERE LOGORE

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Tempo addietro i cartelli con l’indicazione della città e di alcune qualità caratteristiche del luogo erano poste ai varchi di accesso e uscita dalla realtà urbana. Forse i più non ne hanno cognizione né ricordo di tale cartellonistica, pur normata dal Codice della Strada, e che, nell’attualità, non sembra più rintracciabile, ormai da tempo. Con l’avvento della governo a guida del dott. Sollecito l’indicazione di Giovinazzo, nella circostanza delle festività natalizie di inizio mandato, fu posta sulla piazza centrale, tutta luminosa e tanto appariscente. Naturalmente per la sua consistenza e conformazione, fuori da quelli che sono i canoni tecnici indicati dall’ordinario sistema di segnaletica delle località urbane, è di gran effetto; tanto che molti visitatori si posizionano lì davanti alla maestosa insegna per fare foto ricordo del loro passaggio nel nostro borgo.

Negli ultimi mesi dell’anno appena trascorso, l’insegna è rimasta spenta, forse a causa di qualche guasto elettrico, e nel corso della operazione d’installazione della piramide per l’addobbo natalizio, l’apparato è stato rimosso. Tuttavia, per la ricorrenza dell’evento dei fuochi di Sant’Antonio, tradizionalmente proposto come rinomato appuntamento di svago, oltre che culinario, a segnare l’apertura del periodo carnevalesco, l’insegna è stata rimontata ed è pienamente sfolgorante con le sue luci.

Certamente, l’Amministrazione avrà speso qualche migliaia di Euro per riparare quel mega impianto luminoso che titola “Giovinazzo” e per rimetterlo in sesto con i dovuti ancoraggi. Bene! considerato che quella segnalazione della identità della nostra città deve rimanere lì a lungo, secondo quanto deciso all’epoca, quando fu commissionata. Non si può, dunque, non constatare che si sono adottati tutti gli accorgimenti possibili per la sua sicurezza e particolarmente per la sua festosa luminosità. Per cui inappropriata sarebbe una qualsiasi indicazione a livello estetico di detta struttura che, comunque, è divenuta, in un certo senso, attrattiva, dal momento che c’è chi si ferma a fotografarla, come una volta accadeva per l’artistica fontana dei Tritoni, concepita dallo scultore, Tommaso Piscitelli, nostro concittadino.

Però, basta alzare lo sguardo sulla facciata del Palazzo di Città per rimanere perplessi nel vedere lo scarso decoro delle bandiere avvolte sulle aste metalliche e in parte sgualcite, particolarmente quella che è il vessillo della Comunità Europea.

Ci sono prescrizioni precise circa l’impegno che le pubbliche amministrazioni devono avere nel tenere esposte obbligatoriamente e in modo decoroso le bandiere istituzionali.

Perché non si ha cura di tenere in buono stato quei vessilli?

Forse costa molto comprare nuove bandiere quando si deteriorano e, ancor più, badare alla loro dignitosa esposizione sulle loro aste?   

Giuseppe Maldarella

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