Con un recente provvedimento la Direzione “Gestione del Territorio” (D.D. n. 149 del 24.09.2025) ha chiamato il Geom. Giuseppe CANNAROZZI di Bitonto a fare il “Rilievo Plano Altimetrico” dei suoli su cui sorgeva lo stabilimento delle Ferriere e delle aree limitrofe al sito industriale fino alla linea della litoranea. Il costo complessivo di questa strana commessa ammonta complessivamente a circa novemila Euro. Un incarico, direi, per lo meno, insolito, e non perché non sono comprensibili le modalità con cui si è determinato il compenso della prestazione professionale del tecnico. Piuttosto per il fatto che la Direzione comunale ha inteso, senza dichiararne la specifica finalità, di voler disporre di un tale studio che ha a riguardare, in gran parte, lo stato dei luoghi di molteplici proprietà immobiliari in capo a privati. Infatti, il Comune in quel comprensorio circoscrizionale è proprietario solo di quella parte di suoli a muro con l’ex siderurgico riportati in cartina, individuata come “Lama Castello”, in colore verde. I suddetti terreni, infatti, furono espropriati alla famiglia Ignomiriello-D’Ambrosio dietro indennizzo di € 12.713,30 come attestato in Atto n.83 del 05.06.2023, pubblicato in B.U. della Regione Puglia n.51 dell’8.06.2023. C’è da dire che la suddetta procedura d’esproprio, era stata prevista nel quadro tecnico ed economico relativo all’appalto della bonifica di quelle aree, attinente al II Lotto d’intervento, costato € 4.789.008,40, interamente finanziato con Fondi P.O.R. Puglia FESR 2014-2020 (D.D. n.147 del 06.09.2023). Diversamente dai lavori iniziati con la bonifica di I Fase, conclusisi a settembre 2015, con una spesa di oltre € 2.600.000,00, a carico sempre dei Fondi P.O.R. Puglia FESR 2007-2013, il secondo intervento consistette nel completamento dell’opera di rimozione del materiale ferroso di scarto, ivi abbancato, e anche nell’operazione di rinaturalizzazione dell’alveo, attraverso tecniche di ingegneria naturalistica. Per cui si rese necessario acquisire la proprietà di detti terreni, nell’interesse pubblico, per arrivare alla completa bonifica dell’area e al suo recupero naturalistico; suoli, comunque, fuori dall’area d’insediamento della fabbrica delle ferriere.
Ex acciaieria inserita nell’ ambito di rigenerazione urbana AR2 del nuovo PUG
Val la pena sottolineare che il rilievo di planoaltimetria, di cui è oggetto l’incarico al geom. Cannarozzi, serve per la progettazione di edifici e strutture di nuova edificazione, perché fornisce in generale a chi progetta informazioni dettagliate sulla configurazione dei terreni, consentendo di adattare i relativi progetti alle caratteristiche dei luoghi, specie se si è in presenza di zone collinari. In altri termini permette di fare scelte di posizionamento delle nuove costruzioni in modo ottimale e, al tempo stesso, di minimizzare l’effetto delle inclinazioni del terreno, ove ci fossero, oltre a valutare, al meglio, l’impatto che le edificazioni in progetto possano comportare sull’ambiente circostante.
E, tanto lo rilevo, non già da informazioni in tema di edilizia, ma dalla presentazione tecnica fornita dallo stesso dirigente, l’ing. Carrieri, che nella premessa del suo provvedimento di affidamento dell’incarico al professionista esterno, così si esprime: “è necessario definire in modo dettagliato la geometria e le caratteristiche altimetriche del complesso industriale ex acciaierie e ferriere pugliesi e aree limitrofe fino alla costa, fornendo dati precisi indispensabili per la progettazione di nuove costruzioni, la pianificazione di modifiche e riqualificazione, il calcolo di volumi di terra (scavo e riporto), la localizzazione di infrastrutture esistenti e la gestione complessiva del cantiere”.
Viene, dunque, da supporre che l’Ufficio Tecnico comunale abbia in programma la redazione di una qualche progettazione di insediamenti edilizi sul sito dell’ex stabilimento industriale cui necessitano i risultati degli studi di rilievo altimetrico di detti terreni e delle relative sezioni topografiche.
A meno che, contraddicendo quanto trascritto nella Determina dirigenziale, non trattasi di una esigenza propria, di ordine tecnico-gestionale, dell’Ufficio Comunale che, come si sa, non ha compiti di progettazione su superfici di proprietà privata. Salvo quei casi in cui si sia stipulato una specifica convenzione edilizia tra Comune e proprietà immobiliare. Potrebbe essersi, invece, esposto ad acquisire detti rilievi su indicazione, del tutto informale, da parte dell’organo politico, senza però avere una precisa cognizione dell’obiettivo per cui si ritiene di dover entrare in possesso dei risultati di detta valutazione dei piani di quota di quei suoli, fino a comprendere la realtà costiera, in località “La Cappella”, in accosto alla “Cala Santo Spiriticchio”.
Comunque sia, è in essere il conferimento ad un tecnico esterno della redazione di un rilevamento preciso dello stato dei luoghi dell’ex impianto siderurgico, ormai smantellato, che costituisce, tuttora, un compendio immobiliare privato, parimenti alle aree circostanti, tranne i terreni espropriati in zona “Lama Castello”. Insomma un appalto per la fornitura di una specifica attività d’indagine territoriale su aree private senza che si dia giustificazione della relativa spesa in funzione di un interesse pubblico.
Ma, se è lecito, come sembra, fare rilievi, per qualsiasi ragione, riguardo a suoli di proprietà privata, credo che sarebbe stato, oltremodo, utile estendere detta indagine sull’altro versante dell’area, oltre la ferrovia, sempre nella contrada “Lama Castello”, già sottoposta a vincoli ambientali, da tempo, con il PPTR (Piano paesaggistico della Regione) e nell’attualità con l’adottando PUG, per essere stato lì pianificato l’insorgere di un Centro Naturalistico.
Una prima documentazione di dati topografici di quell’ambito territoriale avrebbe consentito di determinare, in maniera inequivocabile, il confinamento e la identità ambientale di quel luogo per l’avvio di un progetto finalizzato all’istituzione del reclamato Punto-Ritrovo naturalistico, proprio in base alla caratteristica conformazione della lama, che si dice, tra l’altro, adatta alla tutela e relativa conservazione della flora spontanea locale.
Purtroppo, la questione naturalistico-ambientale non genera interessi economici, diversamente da quello che accade con la pianificazione e realizzazione di nuovi complessi edificatori per una sempre maggiore espansione urbanistica. E i politici in genere, ad ogni livello di potere, non sono esenti dall’assecondare detti interessi.
Giuseppe Maldarella
Configurazione fotografica dal PRG dei suoli interessati dall’ex stabilimento siderurgico e di aree adiacenti
Ambito di rigenerazione urbana AR2: schema d’assetto (Repertorio delle Aree e degli Ambiti attivati dal PUG/P)









