DOPO LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI SAN PIETRO PAGO, A GIOVINAZZO, NECESSITA ANCORA ESPUNGERE IL RIFIUTO DI PERCOLATO

MA CON LA COPERTURA DEI RIFIUTI E’SEMPRE IN ATTO IL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE DI FALDA?

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Il 15.05.2023 è stata portata a termine la messa in sicurezza di emergenza della discarica r.s.u. di San Pietro Pago, ad opera del RTI, -raggruppamento d’imprese tra GECOS S.r.l. (mandataria) e FAVELLATO CLAUDIO S.p.a. (mandante)-, appaltata dall’AGER -Agenzia regionale per i rifiuti della Regione Puglia-, con contratto stipulato in data 28.09.2021.

Presumo che, prima di disporre il pagamento del 3° SAL (ultimo stato di avanzamento) pari a € 945.956,00, IVA inclusa, mediante la Determina n.85 del 11.04.2023, che ha, pure, ridefinito il corrispettivo dell’appalto in € 3.373.005,60, al netto del ribasso d’asta del 15% e dell’IVA al 10%, l’AGER abbia validato la regolarità dei lavori e la conformità morfologica della copertura dei rifiuti, come previsto dal D.Lgs. n.36/2003 e s.m..

Altrimenti non avrebbe potuto dichiarare, come notificato il 21 dicembre scorso, che il suo compito, demandatole dal Comune, di soggetto attuatore del piano di chiusura dell’impianto, grazie al finanziamento di € 5.000.000,00 (Por 2014-2020), concesso con DD. DD. regionali nn. 118 del 28.05.2019 e 488 del 26.11.2020, è da considerarsi, ormai, esaurito. Tant’è che, a distanza di qualche giorno, AGER con un puntuale comunicato, datato l’11 gennaio u.s., ha pure segnalato che è da ritenersi completata anche la prestazione di emungimento e di smaltimento del rifiuto del percolato, cui ha provveduto l’impresa appaltatrice, fin tanto che non ha chiuso il cantiere.

Ne consegue che, per ogni altro intervento di manutenzione e sorveglianza della discarica e, in particolar modo, di estrazione e conseguente smaltimento di percolato, debba farsi carico il Comune, proprietario dello stabilimento, in sostituzione dell’ex gestore, DANECO S.p.a, per essere stato quest’ultimo dichiarato fallito con sentenza n.323/2021 del Tribunale di Roma, in data 16.04.2021.

Da qui l’incarico che l’ing. Carrieri, con la recentissima Determina n.11/2024 del 30.01.2024, ha deciso di affidare alla S.r.l FREE TIME di Policoro, perché provveda all’estrazione, trasporto e smaltimento del rifiuto di percolato stoccato in discarica, presumibilmente in quantità di circa 300 mc., dietro compenso complessivo di € 20.000,00. Anche questa spesa, diversamente da quanto appreso dai canali d’informazione, trova copertura con altro finanziamento regionale di € 300.000,00, assegnato al Comune, tempo addietro, con Delibera di Giunta regionale n. 628 del 19.04.2021, su proposta dell’Assessore all’Ambiente, Avv. Anna Grazia Maraschio, la cui ultima trance, a saldo, di € 90.000,00 è in fase di accreditamento.

Sul punto, mi pare utile suggerire al lettore la consultazione di quanto precedentemente rappresentato con l’articolo dal titolo: Discarica di San Pietro Pago a Giovinazzo, chiesto il rinvio a giudizio per il Dirigente e Funzionari della Daneco S.r.l., fallita con sentenza n.323/2021 del Tribunale di Roma”, pubblicato il 4 settembre 2023.

In quello scritto, infatti, ho evidenziato che, a seguito di una consulenza, richiesta all’ing. Francesco Todaro del Politecnico di Bari (D.D. n.108 del 1 settembre 2022), l’ing. Carrieri ha investito nuovamente l’ARPA (D.D. n 135 del 12.09.2023), con una spesa di 13.755,76, per eseguire campionature più accurate dei pozzi di monitoraggio della discarica. Scopo di tale operazione sarebbe quello di verificare se siano, ancora, in atto fenomeni di contaminazione delle acque di falda. E per consentire all’ARPA di svolgere tali rilievi, in modo approfondito, ha dato incarico alla stessa S.r.l. FREE TIME di Policoro di supportare e assistere l’azione di indagine dell’Agenzia, dietro un compenso onnicomprensivo di € 30.000,00 (D.D. n.118 del 04.08.2023).

Le richieste campionature delle acque sotteranee, per quanto si ricava dagli atti appena menzionati, sarebbero state eseguite, nei mesi scorsi, e precisamente nel periodo da settembre/  dicembre 2023.

Non è dato, però, sapere se dette analisi l’ARPA le abbia completate e, eventualmente, quali siano gli esiti emersi riguardo a eventuali rischi di dispersione nel sottosuolo di sostanze inquinanti, causa l’elevata quantità di rifiuti stoccati sui quattro lotti cui si è provveduto alla loro definitiva copertura con la chiusura completa dello stabilimento.

Certo è, che l’ing. Carrieri ha avvertito la necessità di smaltire subito il rifiuto di percolato sversatosi nei serbatoi e nella vasca in roccia esterna realizzata nel corso dei lavori di messa in sicurezza e che, per tale intervento, ha fatto nuovamente ricorso alla S.r.l. FREE  TIME di Policoro, la stessa che è stata impegnata a supportare l’ARPA nel fare le analisi delle acque di falda.

E ciò induce, quindi, a supporre che questa operazione di estrazione e smaltimento di rifiuto di percolato dovrebbe continuare nonostante l’avvenuta messa in sicurezza dell’intera area della discarica. Necessiterebbe, dunque, un programma cadenzato e ordinato di tali interventi che, oltre a prevedere una spesa e relativa copertura finanziaria, esaurito il contributo regionale concesso a tale scopo, tracci pure le linee di intervento e di affidamento contrattuale del servizio. E, tutto questo, naturalmente, nell’ambito di una più ampia e analitica pianificazione di attività di post-gestione della discarica, secondo le direttive  normate dal D.Lgs. n.36/2003.

Nella esposizione del DUP -2024/2026-, presentato dal Sindaco con la D.G. n.283 del 21.12.2023, della questione si fa qualche cenno, in termini del tutto generici. Né viene menzionato, nel Piano delle Performance -203/2025- (D.G. n.280 del 14.12.2023), alcun impegno, a carico della Direzione “Gestione del Territorio”, di redigere un articolato progetto di gestione post-operativa della discarica, finalizzato a contenere il rischio d’inquinamento alle diverse matrici ambientali.

Ciò non toglie che, allo stato, l’Amministrazione possa esimersi dal dare reale cognizione se, ad avvenuta chiusura della discarica, mediante le opere appaltate da AGER, siano ancora in atto fenomeni di inquinamento ambientale e, specificamente, contaminazioni delle falde acquifere dell’intero territorio compromesso.

Non è, dunque, ammissibile che non si dia una qualche informazione degli esiti delle campionature eseguite dall’ARPA nei mesi appena trascorsi. Tanto più se si considera quanto riferito dal Consulente ing. Francesco Todaro, già cooprogettista del Piano di messa in sicurezza della discarica (D.D. AGER n.326 del 04.08.2022), con la sua relazione tecnica, consegnata al Comune in data 16.03.2023, secondo cui le precedenti rilevazioni, eseguite nel maggio 2021, presentavano criticità nella procedura delle analisi.

Giuseppe Maldarella

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