Roberto Bolle danza sotto la pioggia all’Arena di Verona

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foto di Andrej Uspeski

In occassione dei 100 anni dell’Opera Festival “Arena di Verona”, il 19 luglio alle ore 21.15 il famoso ballerino della Scala di Milano Roberto Bolle ha debuttato sul palco dell’Arena con l’entusiasmante spettacolo “Roberto Bolle and Friends”.

Una serata ricca e variegata, sia per l’alternanza di pezzi del grande repertorio classico e contemporaneo sia per la presenza di ballerini provenienti da tutto il mondo. In ouverture Alma Porteña di Astor Piazzolla che ha visto l’esibizione congiunta e molto appassionata di Roberto Bolle e di Nicoletta Manni, ballerina della Scala di Milano, vestita di rosso, con il violino solista Alessandro Quarto sul palco. Al termine dell’esibizione il celebre brano Libertango ha suscitato l’entusiasmo di un pubblico molto attento e partecipe.

A seguire Le fiamme di Parigi di Boris Asafiev con gli artisti Madoka Sugai dell’Hamburg Ballet di Amburgo e Antonio Casalinho del Beyerisches Staatsballett di Monaco di Baviera che hanno eseguito un’emozionante coreografia dimostrando un’incredibile abilità nelle numerose e precise piroette.

Poi è la volta di Infra*, un brano del repertorio più contemporaneo, che ha visto la coppia Bolle-Melissa Hamilton (Royal Ballet di Londra) esibirsi con intensa dinamicità, in una fusione di corpi che sembrava un unico movimento.

Trovandoci a Verona non poteva mancare Romeo e Giulietta di Prokofiev, rappresentato dagli artisti Yasmine Naghdi e William Bracewell del Royal Ballet di Londra in maniera molto commovente: i due ballerini si riconcorrevano a volte in maniera dolce e tenue, altre volte in maniera più concitata, come l’amore altalenante e contrastato tra Romeo e Giulietta. Una particolarità di questa esecuzione è stata la presenza scenografica del famoso balcone dei due amati, ricavato da una loggia dell’Arena.

A questo grande classico è seguito un pezzo più contemporaneo, Les Indoptès di Wim Mertens, ballato da Roberto Bolle in coppia con l’International Guest Star Toon Lobach, che ha visto l’alternarsi di ritmi frenetici – simbolo del disagio emotivo e dello spaesamento che oggi l’uomo vive – a momenti di grande stasi in cui i due corpi si fondevano, a rappresentare la difficile ricerca di un equilibrio raggiungibile solo in comunione con l’altro.

A seguire Il corsaro di Riccardo Drigo, eseguito brillantemente da Nicoletta Manni e dal suo compagno Timotofej Andrijashenko che proprio un anno fa, sul palco dell’Arena, le ha chiesto di sposarlo, suscitando la commozione di tutti gli astanti. La loro passione si è mostrata anche in questo balletto, insieme a un’incredibile bravura tecnica.

Poi un grandissimo classico, la Carmen di Bizet, ballata in maniera sensuale da Roberto Bolle e Melissa Hamilton, purtroppo interrotta bruscamente a causa di una forte pioggia. Nonostante ciò, i ballerini sono stati molto abili nel continuare la coreografia sebbene il palco fosse completamente bagnato. Dopo una pausa di circa un’ora il palco è stato asciugato e lo spettacolo è ripreso con un pubblico ancora abbastanza numeroso, dopo essersi rifugiato sotto le arcate dell’Arena. In scena l’International Guest Artist Casia Vengoechea e Toon Lobach in I, una coreografia moderna dai ritmi scattanti e frenetici, simbolo del crescente disagio moderno che non ha più un orientamento. Purtroppo il maltempo si è ripresentato, ma i ballerini hanno stoicamente continuato la coreografia grondanti d’acqua, ma tenaci nei loro movimenti, suscitando il plauso e l’ammirazione del pubblico.

A questo punto lo spettacolo è stato di nuovo interrotto e il penultimo pezzo, il Don Chisciotte di Ludwig Minkus che avrebbe visto gli artisti Madoka Sugai e Baktiyar Adamzhan di Astana Opera è stato cancellato. Dopo un’altra lunga attesa, Roberto Bolle si è brillantemente esibito nel brano finale Sphere con il violino solista Alessandro Quarta. Il pezzo più atteso della serata ha visto l’artista ballare sotto la pioggia battente con una sfera, simbolo del mondo, sollevandolo come se fosse Atlante e dimostrando, tramite l’iconico gesto della danza, l’urgente importanza di salvaguardare e tutelare il nostro pianeta.

Nonostante gli imprevisti e le interruzioni è stato uno spettacolo davvero ben riuscito e di gran successo che ha commosso il pubblico estasiato dalla bravura e dalla tenacia di ballerini, in un’atmosfera che, per quanto spiacevole, è stata resa ancora più suggestiva e romantica dalla pioggia e dai fulmini.

Martina Ragone

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