PROGETTO REGIONALE “STRADA PER STRADA”, UN RESTYLING DI ARTERIE CITTADINE ANCORA NON PERCEPIBILE

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Cento milioni di euro per sistemare strade e marciapiedi di tutti i 257 Comuni pugliesi «per la più grande operazione di manutenzione e cura di bellezza delle nostre comunità nella storia regionale».

Così ebbe a definire il presidente Michele Emiliano, nella conferenza stampa del 16 giugno 2021, il programma regionale straordinario “STRADA PER STRADA”, proposto dal vicepresidente, Raffaele Piemontese, appena dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale. E le risorse finanziarie, a disposizione, furono, subito, ripartite ai Comuni per procedere senza indugi e intralci burocratici a progettare e cantierizzare i rispettivi lavori di manutenzione stradale di spettanza delle Amministrazioni locali.

A Giovinazzo, con Atto n. 402 del 22.07.2021 del Dirigente LL.PP. della Regione, infatti, furono assegnate risorse per € 373.643,11 con il preciso scopo di attivare, appunto, opere di manutenzione straordinaria a strade e piazze cittadine. Detto contributo, com’è riportato nella Scheda del Programma delle Opere Pubbliche, relative all’anno 2022, a cura della Direzione “Gestione del Territorio”, fu sdoppiato per finanziare due distinte opere. L’una, per un impegno di spesa di € 210.000,00, con il titolo di “Interventi di manutenzione straordinaria delle stade comunali -Programma Strada per Strada-”, l’altra, dell’importo di € 163.643,11, con il titolo “Riqualificazione varie strade di Giovinazzo. -Ripristino Basolato-”. E, tale ripartizione rispondeva precisamente a una precisa scelta politica dell’Esecutivo, a guida Depalma, che su proposta della Direzione del 3° Settore, ebbe ad approvare due diversi progetti esecutivi. Il primo, quello più consistente, redatto dall’ing. Sante Scaringi, il professionista che ebbe a progettare e validare, dopo sostanziali varianti, la controversa “Greenway cittadina”, fu recepito dalla Giunta con Delibera n.12 del 27.01.2022, per una spesa complessiva di € 210.000,00, di cui € 11.920,00 come parcella al progettista. Il secondo, concernente la generica sistemazione del basolato, messo a punto dall’Arch. Anna Claudia Bufo, dietro onorario di € 4.800,00, fu approvato con Delibera di Giunta n.13 del 27.01.2022 con un costo di € 163.643,11. Nonostante le due opere di sistemazione stradale sarebbero dovuto essere eseguite con una certa sollecitudine, particolarmente quella relativa all’intervento più corposo che, secondo quanto disposto dalla Giunta, avrebbe dovuto riguardare diverse arterie principali: le Vie degli Altieri, Maria Teresa di Calcutta, Giovannello Sasso, Agostino Gioia, Ten. Devenuto, Prof. De Gaetano, non sono andate ancora a realizzazione. E, di fatto, relativamente a quest’ultimo impegno, solo a novembre scorso, è stata avviata la procedura di scelta dell’impresa appaltatrice, conclusasi con D.D. n. 2 del 5 gennaio scorso. L’intervento se l’è aggiudicato l’Impresa S.C.E.A.P. s.r.l. di Andria che ha fatto un ribasso di sconto, sull’importo a base d’asta, pari al 10,17%. Invece, circa il lavoro di ripristino del basolato di non meglio identificate strade cittadine, il Dirigente del 3° Settore, ing. Carrieri, con propria D.D. n. 133 del 19.10.2022, ha ritenuto affidarne la realizzazione alla impresa De Marco s.r.l. di Bari, con la quale il suo predecessore, con D.D. n.259 del 22.12.2021, aveva contrattualizzato un Accordo Quadro, a norma dell’art. 54 del D.Lgs. n 50/2016, della validita di 2 anni, per un importo fino a € 200.000,00, avente ad oggetto “Costruzione e Manutenzione Immobili e Aree sottoposte a Tutela ai sensi del Codice dei Beni culturali, nonché scavi archeologici”.

Via Madonna degli Angeli

Alla fine di gennaio è stato aperto un cantiere che ha attuato la rimozione di basole in pietra locale della seconda metà dell’‘800, nel tratto lungo il Palazzo della famiglia Messere, costruito in quell’epoca, che, per quanto reso noto da esponenti di governo, dovrebbe trattarsi dell’intervento, appaltato all’impresa De Marco, per la sistemazione del basolato, in attuazione del progetto dell’Arch. Bufo per l’importo di € 163.643,11.

Vale la pena rammentare che l’Accordo Quadro per l’esecuzione di lavori attinenti a immobili e spazi demaniali d’interesse storico-culturale, valido per due anni, fu a suo tempo impostato con D.D. n. 263 del 23.12,2021 dall’ing. Gallucci per provvedere alla risistemazione dell’area di scavo al termine di Via Marina, rimasto sotto sequestro per diversi mesi, e che comportò una spesa dichiarata di € 30.000,00. Tant’è che per le operazioni d’indagine del sottosuolo e al ripristino della pavimentazione a copertura dello scavo, nei pressi della scalinata della Cattedrale, fu individuata proprio l’impresa De Marco in possesso delle qualificazioni SOA OG2 e OS25, richieste per i lavori di restauro e conservazione di immobili sottoposti a tutela. Quel lavoro fu, infatti, portato a termine sotto la diretta vigilanza della Soprintendenza che ebbe a fare i relativi rilievi delle tracce di antiche costruzioni rinvenute nel sottosuolo di quell’angolo cittadino. Non si può dire altrettanto per l’esecuzione avviata sul tratto di via S. Maria degli Angeli. Infatti, dalla proposta tecnica e relativo dispositivo della Delibera n.13/2022 di approvazione del progetto dell’Arch. Bufo non si evince che lo stesso sia stato sottoposto al vaglio della Soprintendenza. E non è possibile rilevarlo in sede di cantiere, giacché l’area implicata è sprovvista di regolare cartello che descrive l’effettuazione dell’opera in corso e i tecnici responsabili della progettazione e della direzione esecutiva, oltre all’indicazione dell’impresa appaltatrice e dell’Ente appaltante e i termini stessi dell’appalto. Non credo ci siano lavori che, appaltati dal Comune, potrebbero essere esonerati dall’obbligo di esposizione della tabella informativa di cui non si ha percezione sulla recinzione di quel cantiere. Salvo che qualche piccolo cartello non sia stato posto in un punto che sfugge alla vista di normale passante.

Scavo di Via Marina nei pressi della scalinata della Cattedrale,
cui fu ricoperto con pavimentazione di basole dall’impresa
De Marco sotto il controllo della Soprintendenza di Bari nella
primavera del 2022

Di tutt’altra natura sono, invece, i lavori di sistemazione delle strade indicate nella delibera della Giunta n.12/2022 che, come riportato nel testo di detto dispositivo, si presentano particolarmente   deteriorate per l’intensa circolazione automobilistica. Non si può, comunque, annotare che nel quadro dei bilanci comunali, da diversi anni, mancano risorse per un programma annuale di manutenzione ordinaria della rete viaria cittadina come anche di quella campestre.

Un discorso a parte, pur nell’ambito dell’intervento in parola, va fatto per il tratto di strada di via degli Artieri nella parte che lambisce la Zona della D.1.1, proprio sul tracciato cui ci si rese conto della impossibilità a inserire la corsia ciclistica che era stata progettata con la partenza dal piazzale del Campo sportivo.

 

Quell’area, parte di un collegamento che s’innesta su via Molfetta, presenta un notevole dissesto strutturale del manto bituminoso oltre a estese sconnessioni del sottofondo stradale. Su quell’arteria si è creato un vero e proprio cedimento della struttura stradale dovuto all’intenso e continuo carico di traffico di motrici che trainano semirimorchi e di camion che trasportano container e casse mobili di grossa cubatura per l’ingresso e l’uscita dallo scalo merci della S.r.l. Lugo Terminal, raccordato alla rete ferrata. E’ risaputa l’insistente pressione e la continua lamentela dei residenti della zona per quel che è la disastrosa situazione veicolare e che, da tempo, aspettano un risanamento complessivo dell’intera tratta. Il sito, peraltro diventa un pantano quando ci sono intense precipitazioni piovose e, oltretutto, è pericoloso a motivo della densità della circolazione dei mezzi pesanti, sempre in crescendo, man mano che aumentano i collegamenti ferroviari sull’asse adriatico in partenza e arrivo al raccordo della Lugo Terminal.

In tale situazione necessita un intervento che non si limiti al rifacimento del manto di usura, ma che comporti la ricostruzione della struttura stradale con adeguati materiali in grado di sopportare quel tipo di traffico pesante che provoca sollecitazioni notevoli, specie quando quei mezzi transitano a velocità non consentite. Altrimenti, tra qualche mese, il fenomeno del dissesto stradale avrà di nuovo a presentarsi e provocherà ancora più forti doglianze delle famiglie che lì ci vivono e sono costrette a subire emissioni inquinanti e, pure, l’inquinamento fonico, originati dal incrementarsi, di giorno in giorno, della circolazione veicolare interessante lo scalo intermodale privato.

Un impianto logistico che movimenta anche merci pericolose, strutturato, com’è, a raccordo con il binario di allaccio che si dirama dalla stazione ferroviaria senza che lo strumento urbanistico vigente ne abbia mai previsto la realizzazione, tanto meno con una variante urbanistica. Né c’e mai stata una determinazione comunale a modificare la destinazione di quell’area di proprietà dell’Ente FS a scalo merci intermodale privato con tutte le conseguenze di impatto ambientale sull’ambito cittadino di cui si dolgono gli abitanti di quel comprensorio residenziale.

Giuseppe Maldarella

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