L’INFO-POINT TURISTICO REGIONALE PRENDE IL POSTO DELL’ANTIQUARIUM AL CIVICO DI PIAZZA UMBERTO N.13.

I reperti ivi raccolti, chi ne avrà la custodia e la cura di esporli ai visitatori?

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Un tempo, almeno fino oltre la metà del secondo scorso decennio, presso il civico n.13 di Piazza Umberto, a piano terra dell’ex Palazzo del Governatore, gia sede municipale, erano stati raccolti diversi elementi lapidei di antiche dimore del centro storico e oggetti-suppellettili provenienti da scavi eseguiti sul territorio cittadino, puntualmente catalogati dalla Pro-Loco per essere esposti al pubblico in quel sito medesimo. Insomma una specie di vetrina museale cui era stata data la denominazione di “ANTIQUARIUM” che la Pro-Loco medesima gestiva, avendo ricevuto dal Comune, in uso gratuito, oltre alla sua sede, anche detto locale, proprio allo scopo di rendere fruibile quel patrimonio artistico e documentario a turisti e visitatori interessati. E che quell’esposizione, sia pure di poco conto, avesse un certo valore storico, è dato dal fatto che la Rivista specialistica di archeologia subacquea e navale “L’Archeologo subacqueo”, Edipuglia, anno XI, n.3, 2005, (33), alle pagg. 15 e 16, fece ampia rappresentazione di gran parte degli oggetti presenti all’Antiquarium giovinazzese, certificandone l’autenticità anche con qualche loro immagine fotografica.

Rivista specialistica di archeologia subacquea e navale“L’Archeologo subacqueo”, Edipuglia, anno XI, n.3, 2005, (33), pagg. 15

Un’aspra diatriba, di cui non si è mai avuta percezione delle ragioni di fondo, tra l’Amministrazione comunale con a capo Depalma, al suo primo mandato e la presidenza della Pro-Loco, riguardo alla conduzione dell’attività espositiva, portò alla sottrazione dell’Antiquarium alla Pro-Loco che dovette retrocedere il locale al Comune con quanto ivi depositato. E’ anche da annotare che ad accendere a quella controversia aveva contribuito, non poco, anche la pretesa della Soprintendenza Archeologica di Taranto, chiamata di proposito in causa, di trasferire tutto quanto il materiale ivi conservato presso il famoso Museo archeologico della località ionica.

Parallelamente a quella diatriba, risoltasi con la perdita da parte della Pro-Loco del possesso dei reperti, chiusi all’interno del civico n.13, e la riconsegna del locale alla proprietà comunale, la Giunta, con propria Deliberazione n. 194 del 14.02.2017, decideva di aderire alla rete degli Uffici IAT di promozione turistica, regolamentata dalla Regione con propria Deliberazione n. 876 del 07.06.2017. Anche a Giovinazzo, con Delibera giuntale n.196 del 05.12.2019, si costituì un presidio Info-point turistico, in collegamento con l’ARET Puglia-promozione, e allo scopo fu individuato il vano di fianco all’ingresso del municipio, occupato, già da tempo, dal comitato feste patronali. Per la verità, il servizio d’informazione è stato, correntemente, assicurato presso l’altro basso, all’angolo opposto del palazzo comunale, ove è situato l’URP, a cura degli agenti della cooperativa che ivi operano.

Di recente poi, presentandosi l’opportunità di concorrere al bando per il sostegno al “Sistema turistico della Comunità GAL nuovo Fior d’Olivi”, mediante una proposta di attivazione di un centro comunale, da finanziarsi con il contributo regionale PSR Puglia 2014-2020, l’Amministrazione Depalma ne volle approfittare. E, con Delibera di Giunta n. 192 del 07.09.2021, si decideva di aderire a quell’Avviso Pubblico prospettando una postazione di servizio informativo proprio all’interno del locale di Piazza Umberto n.13, ove sono depositati, tuttora, i reperti dell’Antiquarium. Di conseguenza la Direzione comunale dei LL.PP. veniva attivata ad approntare un progetto di restauro e di riqualificazione del locale medesimo per funzionare come centro di accoglienza turistica a supporto del Sistema della nuova Comunità Fior d’Olivi. La Direzione Tecnica comunale, invece, ne affidava la progettazione a un professionista esterno, l’arch. barese Angelo La Notte, dietro parcella di circa € 11.000,00. Il relativo progetto esecutivo, dal costo di € 100.000,00, è stato approvato dalla Giunta con Delibera n. 250 del 19.10.2021 e proposto al GAL “Nuovo Fior d’Olivi”, per la copertura della spesa risultante dal conto economico del progetto. Pur ritenuto finanziabile l’intervento di riqualificazione del civico 13 di Piazza Umberto, il contributo erogato è stato, invece, di € 88.231,33, anziché di  € 100.000,00. L’attuale Dirigente comunale, ing. Carrieri, ha inteso, con propria Determina n.152 del 17.11.2022, riapprovare il progetto dell’arch. Angelo La Notte, cui gli aveva chiesto di rimodulare il risultato economico, in modo da pareggiare la spesa dell’esecuzione con l’assegnazione finanziaria riconosciuta dal GAL di € 88.231,33. E, dunque, il pagamento dell’onorario al progettista di circa € 11.000.00, è rimasto a carico del bilancio comunale, perché non compreso nel contributo regionale assegnato dal GAL “Nuovo Fior d’Olivi”.

Illustrazione dei lavori di ristruttrazione del locale di Piazza Umberto 13 per il punto informativo del GAL Fior d’Olivi

Sta, di fatto, che i lavori di adeguamento a centro di accoglienza turistica in ausilio al Sistema dei servizi promozionali del GAL, ancorché rideterminati nel loro ammontare pari a € 88.231,33, importo, peraltro, già incamerato al bilancio comunale 2022, non sono mai partiti, né pare sia stata avviata una procedura per appaltare l’opera di che trattasi.

Gli unici lavori che sono in corso al Palazzo del Governatore sono quelli che interessano il piano superiore dell’edificio cui si accede dal civico n. 14 di Piazza Umberto e che comportano il costo complessivo di € 65.000,00 (€ 50.000,00 per lavori di risanamento degli ambienti interni e copertura della fabbrica e € 15.000,00 per l’abbattimento delle barriere architettoniche) previsionati dal tecnico comunale, geometra Devivo, e finanziati con risorse del bilancio comunale 2022. Il termine dell’intervento sarebbe stato preventivato allo scadere del 2022, ma, per quel che più conta, l’opera edilizia di restauro, sorprendentemente, non è stata posta al vaglio della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana, pur essendo l’edificio, risalente al XV sec., sottoposto a tutela, a norma del D.Lgs. n. 42/2004.

Portone d’ingresso al Palazzo del Governatore, al n. 14 di Piazza Umberto, con il cartello dell’intervento edilizio in corso e l’indicazione dei lavori e dell’impresa appaltatrice che li sta eseguendo e, ancora, data d’inizio e ultimazione degli stessi al 31/12/2022.

Desumo, dunque, che l’Assessore, dott.ssa Cristina Piscitelli, nel proporre alla Giunta la decisione, assunta ultimamente con la Delibera n. 244 del 28.12.2022, di allocare anche l’Info-point della Rete regionale nel locale al n. civico 13 del Palazzo del Governatore, quello già sede dell’Antiquarium, faccia riferimento all’intervento edilizio di risanamento del piano superiore dell’Edificio, quando ha relazionato ai colleghi affermando: che si stanno per concludere i lavori afferenti all’immobile. Perché l’opera di riattamento del locale al civico n.13 per un servizio turistico a supporto del sistema del nuovo GAL, e dallo stesso approvato, non è stata, ancora, avviata. E, non c’è alcun dubbio che si possa insediare un ufficio di promozione turistica senza che il sito operativo, individuato, non sia adeguato all’accoglienza turistica e non sia attrezzato convenientemente. Sempre che, non si pensi che la decisione che l’Assessore Piscitelli ha voluto si formalizzasse con la richiamata Delibera n 244/2022 non sia altro che una semplice manifestazione d’intenti, essendo stata tra l’altro adottata nello schema di atto ad indirizzo politico. Strano, però, che abbia altresì proposto e fatto approvare dalla Giunta medesima, per essere allegato alla deliberazione, anche il documento di accordo da sottoscrivere con l’Agenzia regionale che coordina gli uffici IAT nei vari Comuni.

E’ di tutta evidenza, dunque, la grande confusione che è venuta a crearsi circa l’utilizzo e la destinazione funzionale degli ambienti dell’antico palazzo del Governatore, per effetto dei diversi atti deliberati dagli amministatori comunali, non sempre coerenti nel loro dispositivo.

Da qui una serie d’immancabili domande:

Qual è la correlazione dell’Info-point della Rete regionale collegata all’ARET-Puglia promozione – e il presidio d’informazione turistica a supporto del Centro servizi della Comunità GAL “Fior d’Olivi”, dal momento che sembra debbano essere allocati entrambi presso il locale al civico n.13, già sede dell’Antiquarium? 

E, ancora, basta dare un’allocazione operativa alle due agenzie di promozione turistica, ancorché funzionali a esigenze di Enti diversi, perché il servizio possa rispondere efficientemente allo scopo, se non, adeguatamente e sistematicamente presenziato da informatori preparati?

Qual’è l’organismo chiamato a presenziare tutta quanta l’attività di informazione turistica e culturale, tanto per conto della Rete regionale che per quello a supporto della Comunità del nuovo GAL, considerato che, per quanto si ricava da tutti gli atti amministrativi menzionati, i due servizi andrebbero  a svolgersi presso il locale al civico n.13?

interno ANTIQUARIUM (foto rivista L’Archeologo subacqueo)

Certo è che, se l’ex locale dell’Antiquarium, ormai chiuso da qualche tempo, non sia risanato nella parte strutturale e non sia arredato in modo accogliente, difficilmente sarà in grado di ospitare tanto il servizio turistico della Rete regionale “Puglia promozione” quanto quello di apporto al Sistema di sviluppo culturale della  Comunità GAL Nuovo Fior d’Olivi.

A parte questo, qual è il destino dell’Antiquarium, ormai chiuso in tutti questi anni per essere ridotto a deposito dei reperti, inaccessibile al pubblico? L’amministrazione avrebbe, pur, pensato di ripristinare quell’esposizione museale, anche se, finora, non si sia adoperata in tal senso?

Per rispondere a questo interrogativo bisognerebbe, ancora una volta, andare indietro di diversi anni e rileggere la Delibera di Giunta n.46, adottata in data 20 marzo 2018, dal titolo “Centro di Documentazione archeologica: Determinazioni”, mai revocata o modificata nella sua statuizione. Un provvedimento, alquanto curioso, perché promosso dall’allora Assessore alla Cultura, Anna Vacca, che, certifica il Segretario comunale verbalizzante, essere stata lei a relazionare agli altri colleghi e al Sindaco Depalma la proposta di deliberazione ma, in realtà, era assente, l’unica, alla seduta di Giunta del 20 marzo 2018, in cui furono assunte le risoluzioni decisive riguardo al palazzo del Governatore e all’Antiquarium.

E, di fatti, il dettato di detta Deliberazione stabiliva che il locale di Piazza Umberto n.13 era destinato a insediarvi l’Info-point della Rete regionale per cui l’ambiente medesimo andava liberato da tutti i reperti ivi accantonati, a seguito della chiusura dell’Antiquarium, e trasferiti (riporto alla lettera) -al locale ubicato in Piazza Umberto n.14, sempre di proprietà del Comune di Giovinazzo-. Al tempo stesso, impartiva l’incarico al Dirigente del 3° Settore, -responsabile del Servizio Patrimonio-, di intraprendere tutti gli atti necessari al trasferimento dei reperti archeologici e mettere in atto ogni azione di carattere tecnico tendente a rendere idonei i locali di Piazza Umberto n.14.

Sarà per questo che, soltanto, a settembre scorso il Dirigente del 3° Settore, l’ing. Carrieri, su perizia tecnica del geom. Devivo, con sua Determina n.116/2022, ha dato corso ai lavori di risanamento conservativo dell’immobile denominato “Palazzo del Governatore” -per renderlo nuovamente agibile e salvaguardare il patrimonio immobiliare dell’Ente-?

In questa sua Determina, tuttavia, il Dirigente non fa accenno alcuno al dispositivo della richiamata Delibera n. 46 del 20 marzo 2018, proposta dall’ex Assessore Anna Vacca, né indica che i lavori, intrapresi per rendere nuovamente utilizzabile l’edificio storico, siano finalizzati a poter ospitare l’eventuale nuova esposizione dei reperti archeologici e ripristinare l’Antiquarium. Anche perché non ha previsto, per niente, l’acquisto di attrezzature idonee e scaffalature necessarie per una loro dignitosa visitazione pubblica. Per contro, si è preoccupato solo di far installare, all’ingresso dell’edificio, dalla ditta -Raffaele Ascensori s.n.c.- di Molfetta, un ausilio alla mobilità, allo scopo di consentire l’accesso al piano anche a persone di ridotta capacità di deambulazione.

E perché si è ritardato tanto a ripristinare l’agibilità dell’edificio dopo averlo lasciato a lungo senza alcuna pur minima manutenzione al punto che cominciasse a deteriorarsi così notevolmente, per quanto riesco a desumere dalla relazione peritale del geometra comunale Devivo?

Targa segnlante il “CENTRO DI DOCUMENTAZIONE COMUNE DI GIOVINAZZO”, posta, da tempo, di fianco allo stipite del portone d’ingresso dell’ex Palazzo del Governatore, al civico n.14 di Piazza Umberto.

Non è possibile formulare rilievi alla struttura tecnica per la mancanza di manutenzione necessaria alla salvaguardia di quel patrimonio di interesse pubblico, se si considera che la stessa Giunta Depalma, che aveva, a marzo 2018, destinato l’immobile a Centro di Documentazione archeologica come contenitore dei reperti accantonati nel locale al n.13, con altra Delibera, a pochi mesi di distanza, la n. 299 del 28 dicembre 2018, decideva di candidare il Comune di Giovinazzo al progetto regionale “Puglia Luoghi Comuni”.  Si trattava di un’azione promozionale della Regione rivolta a dar corpo al  -Patto per favorire lo sviluppo all’inclusione sociale dei giovani e delle fasce deboli della popolazione-, sussidiato da contributi di sostegno a proposte di organismi giovanili con detta finalità (FSC 2014-2020). E, a tal proposito, per la candidatura appena accennata, il Comune prospettava come spazio da assegnare a un gruppo giovanile che avrebbe beneficiato dei sussidi regionali per l’attuazione di un progetto in linea col piano regionale, proprio lo stabile del palazzo del Governatore. E la Direzione regionale competente ne approvò l’ammissibilità dell’immobile candidato, consentendo di mettere a punto, in cooperazione con una organizzazione giovanile, un progetto d’intervento a finalità sociale, secondo le direttive dell’ARTI (Associazione regionale per la Tecnologia e l’Innovazione). Si conseguì, financo, un accordo per un programma operativo, a conclusione delle intese intercorse tra il Comune e l’Associazione “La Plancia Piena” di Molfetta per promuovere e mettere in atto il progetto dal titolo “Ludus in Burgus”, che avrebbe comportato la cessione a questa del comodato d’uso del palazzo del Governatore (Delibera di Giunta n.299 del 21.12.2021).

Dovrebbe essere svanito anche questo tentativo di dare una destinazione valoriale allo storico palazzo del Governatore. Eppure, a dir il vero, l’accordo di partenariato con l’Associazione “La Plancia Piena” fu molto reclamato, tant’è che si esplicarono ben due incontri pubblici per la messa a punto del progetto “Ludus in Burgus”, proprio all’interno del palazzo del Governatore. Sarà, dunque, questa la ragione, in assenza di altra possibilità di utilizzo dell’immobile, che  la soluzione che si vorrebbe conseguire possa essere quella originaria di destinare il piano superiore del palazzo a sede dell’Antiquarium?

Come si può desumere da questa ricostruzione di processi gestionali ci si trova ad impattare in un ginepraio di atti e di provvedimenti, scoordinati non solo nella loro tempistica di produzione ma, soprattutto, per le soluzioni deliberate, dalle quali, purtroppo, non si è in grado di cogliere quali siano le reali intenzioni dell’Amministrazione circa l’utilizzo più confacente della storica sede del Governatorato della città e prima casa municipale.

Giuseppe Maldarella

 

 

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