L’ingresso della B.V.MARIA al tempio

  • 0
  • 31 visualizzazioni

Questo mistero della vita della Madre di Dio è commemorato il 21 novembre, con la festa dell’ingresso della Santissima Madre di Dio e sempre Vergine Maria al Tempio. Poiché questa festa cade sempre durante la Quaresima di Natale, che i latini chiamano Avvento, nel giorno della festa le regole del digiuno sono leggermente ridotte in modo da poter mangiare pesce, vino e olio.

L’evento storico ci viene presentato per la prima volta nel testo apocrifo del Protovangelo di Giacomo, compilato da autore ignoto nella metà del II secolo. Si narra che i pii genitori della Beata Vergine Maria, Gioacchino e Anna non avevano figli e che la sterilità di Anna fu sanata da un intervento miracoloso di Dio. Dopo quaranta giorni di preghiera e digiuno, si legge nell’apocrifo, un angelo del Signore apparve ad Anna dicendo che il Signore aveva esaudito la sua preghiera preannunciando il suo concepimento. Nella sua grande gioia Anna promise che avrebbe offerto il nascituro al Signore ed che egli lo avrebbe servito nel tempio per tutti i giorni della sua vita. Allora, il giorno seguente, Gioacchino e Anna, andarono al tempio e offrirono un sacrificio di ringraziamento.

Quando la bambina ebbe compiuto tre anni i suoi genitori, per adempiere alla loro promessa, portarono al tempio Maria, accompagnata da fanciulle, offrendola al servizio di Dio. La posero sotto la tenera cura del sacerdote Zaccaria, che con gioia accolse la piccola Maria, dicendo: «Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui».

Sono le parole del salmo 45 di Davide, che profetizzava l’ingresso di Maria al tempio e la sua consacrazione a Dio. Da quel momento la Beata Vergine rimase nel tempio al servizio di Dio fino al momento in cui fu promessa in sposa a san Giuseppe.

La festa dell’ingresso è una delle dodici feste maggiori dell’anno liturgico bizantino. La sua origine risale alla fine del VII sec. a Gerusalemme e pochi anni dopo giunse a Costantinopoli. Grazie alla presenza dei monasteri bizantini dell’Italia meridionale, fu adottato in Occidente da papa Gregorio XI, che lo fece celebrare per la prima volta ad Avignone nel 1374. Questa scelta, dopo lo scisma tra la chiesa d’oriente e d’occidente, è da considerarsi un atto ecumenico.

Desidero presentare questa icona russa del XIV sec. dove l’iconografo ci introduce all’interno del tempio.

La Vergine Santa è rappresentata due volte sulla nostra icona, al centro e in alto a sinistra, come una piccola adulta, è già una persona perfetta. Indossa le lussuose vesti dell’imperatrice bizantina sempre in riferimento al Salmo 45 “è tutta splendore, tessuto d’oro è il suo vestito. È condotta al re in broccati preziosi”. (Sal 45, 14-15). Questa descrizione indica il suo ornamento spirituale, la maturità spirituale che ha raggiunto.

Dietro la Santa Vergine, al centro san Gioacchino e sant’Anna avanzano verso il sacerdote Zaccaria, presentandogli la loro figlia seguiti da una moltitudine di fanciulle con le fiaccole. Ancora lo stesso Salmo (Sal 45, 15-16): “dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate; condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re.” A ricevere la Vergine nel santuario è, come abbiamo detto il sacerdote Zaccaria identificato con il padre di Giovanni il Battista, quindi loro parente. Tale opinione è iconograficamente tradotta con l’aureola che circonda la testa del personaggio. Il sacerdote gioisce perché è stato giudicato degno di accogliere la Madre di Dio.

Dietro il sacerdote vi è il santuario, a cui si accede attraverso dei gradini che proseguono verso un trono dove seduta la Vergine in età maggiore. Qui, la Vergine Maria rappresenta misticamente il Santo dei Santi il tabernacolo capace di accogliere Dio, la grandissima Dimora del Verbo. Ella è l’Arca della nuova Alleanza.

La Vergine riceve da un angelo il pane celeste. È un pane in forma materiale, ma che simboleggia la contemplazione: il cibo degli Angeli.

Il Protovangelo di Giacomo continua raccontando che Maria fu poi cresciuta nel tempio, con le altre vergini, fino al suo dodicesimo anno segue poi la narrazione del suo fidanzamento con il vedovo Giuseppe.

In una delle odi bizantine della Festa, così preghiamo:

“Angeli e uomini, magnifichiamo la Vergine con inni, perché in modo degno di Dio è entrata nel santo dei santi.

O Madre di Dio, possa tu elargire alla mia anima il dono della tua serenità, facendo scaturire vita per quelli che, come giusto, ti onorano, tu che ci circondi di cure, ci proteggi e ci custodisci, affinché noi acclamiamo: O Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra che bello di ogni creatura.”

I domenica di Avvento
Articolo Precedente I domenica di Avvento
XXXIV domenica del tempo ordinario – Cristo re dell’universo
Prossimo Articolo XXXIV domenica del tempo ordinario – Cristo re dell’universo
Articoli collegati

Lascia un commento:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I tuoi dati personali verranno utilizzati per supportare la tua esperienza su questo sito web, per gestire l'accesso al tuo account e per altri scopi descritti nella nostra privacy policy.