Sfregio alla storia: fiamme alla badia di San Lorenzo a Casamassima

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Un grave episodio di cronaca colpisce al cuore il patrimonio storico e culturale di Casamassima. Un incendio ha lambito e ha lievemente danneggiato la storica Badia di San Lorenzo, una preziosa struttura risalente al X secolo.

Le conseguenze visibili sul monumento sono sconfortanti e restituiscono l’immagine di una ferita profonda inferta alla comunità locale. Le parole del Presidente dell’Archeoclub di Casamassima che, insieme a dei volontari, quotidianamente si prendono cura del sito descrivono uno scenario desolante:

“Ecco come hanno ridotto S. Lorenzo. Sono mortificato, non ho parole, il lato nord della chiesa è tutto affumicato, da tinteggiare di nuovo. Mi viene da piangere, ma non posso farlo.”

I soci dell’Archeoclub locale, custodi attivi di questa e altre ricchezze del territorio, esprimono profonda amarezza di fronte a un simile scempio.

I soci sottolineano come la Badia di S. Lorenzo (X sec.) e la vicina chiesa di S. Michele a Monte Laureto (VI sec.) rappresentino due autentiche perle del territorio pugliese.

Il Presidente parla apertamente di un “degrado epocale che vede la scomparsa della coscienza” collettiva. L’abbandono dei valori fondanti della comunità ha spianato la strada a incuria, negligenza e stupidità, che oggi “la fanno da padrone, alimentando il degrado e lo scempio del territorio”.

Di fronte a questa emergenza, l’Archeoclub rivolge un appello accorato e urgente a tutta la cittadinanza, alle istituzioni competenti e agli organi di ogni ordine e grado: “Non possiamo più assistere inermi a questo sfregio. È il momento di agire, ciascuno con le proprie competenze e responsabilità. Non abbiamo più tempo”.

La Badia di San Lorenzo non è un semplice edificio in pietra, ma un tassello fondamentale della storia medievale e spirituale del Mezzogiorno.

Insieme alla chiesa di San Michele a Monte Laureto, la Badia faceva parte di un fitto reticolo devozionale che univa i fedeli provenienti da tutta la Puglia, andando ad alimentare la Francigena del Sud. Questi luoghi sacri e strategici offrivano ristoro, protezione e conforto ai viandanti e ai pellegrini che percorrevano la via della fede per recarsi in Terra Santa o nei celebri complessi Micaelici.

Un’eredità millenaria che, attraverso la caratteristica conformazione delle lame del territorio, ha plasmato l’identità e la cultura locale. Una ricchezza storica inestimabile che oggi, a causa del fuoco e dell’indifferenza, rischia drammaticamente di andare perduta.

Antonio Calisi

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