Lo sguardo che resta. Uomini, luoghi e culture nel reportage di Nico Veneziani

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Locandina della mostra fotografica

Locandina della mostra fotografica

Lo scorso 5 marzo, alle ore 18.00, è stata inaugurata presso l’Archivio di Stato di Bari la mostra fotografica Lo sguardo che resta. Uomini, luoghi e culture nel reportage di Nico Veneziani (1939–2024). L’iniziativa, promossa dall’Archivio di Stato di Bari in collaborazione con la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali ONLUS – Sezione Regionale Puglia, si inserisce nell’ambito delle celebrazioni della Giornata del Paesaggio 2026.

Nico Veneziani è stato per oltre quarant’anni cardiologo presso l’Istituto di Cardiochirurgia dell’Università di Bari (Policlinico), dove ha esercitato la professione con grande rigore scientifico e umana dedizione, guadagnandosi stima e affetto di colleghi e pazienti. Parallelamente all’attività medica, ha coltivato una profonda passione per la fotografia, che lo ha condotto a ottenere numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Profondamente legato a Bari e alla Puglia, ha documentato con sensibilità e attenzione gli aspetti religiosi, folkloristici e tradizionali della Settimana Santa, cogliendone l’intensità spirituale e il valore identitario. Nei suoi viaggi attraverso i cinque continenti – dagli anni Sessanta del Novecento agli anni Venti del Duemila – ha saputo fermare nell’immagine volti, costumi, paesaggi e frammenti di vita quotidiana che narrano la ricchezza e la diversità delle culture del mondo.

Il percorso espositivo si articola per nuclei tematici e guida il visitatore alla scoperta del significato profondo del reportage fotografico, offrendo uno sguardo capace di unire testimonianza documentaria ed emozione, nel segno di quella “cattura dell’attimo” che è l’essenza stessa della fotografia. La mostra resterà aperta fino al 27 marzo 2026, negli orari di apertura dell’Istituto.

Anna Maria di Terlizzi con Adriano Buzzanca

Anna Maria di Terlizzi con Adriano Buzzanca

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla moglie Anna Maria di Terlizzi e dai figli Sabrina e Marcello, che hanno desiderato rinnovare il ricordo del proprio caro a un anno e mezzo dalla sua scomparsa. Nel suo intervento, Anna Maria di Terlizzi ha ripercorso con commozione il lungo sodalizio vissuto accanto al marito durante le campagne fotografiche: «Ero sempre presente quando fotografava», ha ricordato, descrivendo il proprio ruolo di preziosa collaboratrice, sempre al suo fianco con la borsa degli obiettivi, pronta a passarglieli al momento giusto. Ha sottolineato come le fotografie in bianco e nero risalgano alla giovinezza di Veneziani, quando quella tecnica era l’unica disponibile, mentre il colore ha progressivamente preso il sopravvento nei viaggi successivi. Ha inoltre ricordato la grande discrezione con cui il marito si avvicinava ai soggetti, consapevole che in molte culture asiatiche e africane il fotografare le persone è percepito come un atto intrusivo, quasi un modo di sottrarre qualcosa di intimo. Tra i presenti figuravano colleghi medici, nipoti e amici, a testimonianza di quanto Veneziani fosse figura centrale in molteplici dimensioni della vita civile e affettiva.

Il direttore dell’Archivio di Stato di Bari, Adriano Buzzanca, ha espresso la propria gratitudine alla famiglia per l’iniziativa, ringraziando il collega Francesco Boccuzzi, e la dottoressa Antonella Pompilio, sua predecessore alla direzione, per aver favorito il contatto che ha reso possibile la realizzazione della mostra. Nel suo intervento ha rilevato come le fotografie di Veneziani offrano uno spaccato autentico di vita, tanto all’interno del nostro Paese quanto all’estero, e ha colto l’occasione per riflettere sul fecondo connubio tra scienza e arte: non è infrequente, ha osservato, che i medici affianchino alla pratica clinica una forma espressiva – la musica, la fotografia, la pittura – come naturale completamento della propria sensibilità. Ha ribadito infine la vocazione dell’Archivio a essere non soltanto luogo di conservazione, ma spazio vivo di incontro e di promozione culturale partecipata, capace di aprirsi alla comunità attraverso eventi come questo.

Luigi Leotta con Adriano Buzzanca e Anna Maria di Terlizzi

Luigi Leotta con Adriano Buzzanca e Anna Maria di Terlizzi

L’ammiraglio Luigi Leotta, in rappresentanza della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, ha ricordato il ruolo di Veneziani all’interno dell’associazione, di cui era stato il fondatore della sezione pugliese e il tesserato più anziano. Per oltre trent’anni Veneziani aveva documentato fotograficamente tutte le attività promosse dalla Società in Puglia, lasciando un repertorio di straordinario valore storico e testimoniale. Leotta ha quindi illustrato le finalità dell’associazione, che si occupa non solo di valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale, ma anche di promuovere la formazione delle forze di polizia e della guardia costiera – a livello regionale e nazionale – sui temi della tutela dei beni culturali, nonché di condurre attività didattiche nelle scuole per sensibilizzare le giovani generazioni sulle potenzialità culturali e turistiche del patrimonio. Ha concluso ringraziando il direttore Buzzanca per la costante disponibilità a mettere a disposizione gli spazi dell’Istituto per mostre, convegni e iniziative educative.

La dottoressa Antonella Pompilio, già direttrice dell’Archivio, ha espresso la propria gioia nel tornare in un luogo che considera la sua seconda casa e nel quale porta avanti tuttora ricerche con immutata passione. Ha rilevato come l’iniziativa di Anna Maria di Terlizzi – nata quasi per caso da una conversazione informale – incarni perfettamente lo spirito di un archivio inteso non come luogo di polvere e chiusura, ma come spazio vivo di incontro, in cui la cultura si manifesta sotto molteplici forme. Ha invitato i presenti ad apprezzare anche la bellezza della sede che ospita la mostra, sottolineando come ogni espressione culturale meriti attenzione e valorizzazione, a maggior ragione in un contesto di tale pregio.

Alcune delle fotografie in mostra

Alcune delle fotografie in mostra

La mostra rappresenta così, nel suo insieme, un’occasione preziosa di memoria e di incontro: la testimonianza di una vita spesa con uguale dedizione tra la cura delle persone e la cura dello sguardo, e la conferma che l’Archivio di Stato di Bari continua a svolgere, con rinnovato impegno, la propria missione di custode e promotore della cultura del territorio.

M. Siranush Quaranta

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