GIOVINAZZO, UN’AREA A VERDE ANCHE NELLA ZONA ARTIGIANALE D.1.3, REALIZZATA, NON CERTO, A COSTI DI POCO CONTO

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A luglio scorso sono state ultimate le opere di sistemazione a verde pubblico di un’area a stralcio, lungo via delle Filatrici, acquisita dal Comune a titolo di standard urbanistico, conseguente alla lottizzazione della Zona D.1.3, destinata a insediamenti di attività di artigianato e di servizi. L’intervento, dal costo preordinato di € 270.000,00 è stato finanziato interamente dal Comune, mediante parte degli introiti della vendita di immobili di proprietà, in esecuzione del progetto dell’arch. Nicola PALENA di Manfredonia ed eseguito dalla impresa “Costruzioni GISCAV s.r.l.” di Gravina.

Anche la realizzazione di quest’altra opera pubblica non è stata del tutto lineare se si considera che con la stipula del contratto di appalto in data 22.10.2025 con l’affidataria s.r.l. GISCAV che se l’era aggiudicato con un ribasso d’asta del 28,74% e relativa clausola della consegna entro il termine di 120 giorni dall’apertura cantiere, il 24.11.2025, l’ultimazione dei lavori è stata certificata solo il 17 luglio scorso.

In effetti sono state consentite dalla Direzione comunale committente più proroghe al termine stabilito per l’ultimazione, a cominciare già da quando è stato avviato lo sbancamento terra, essendo emersa da parte della direzione lavori e del tecnico di coordinamento dell’appalto la esigenza di apportare una variante al progetto con conseguente revisione economica dell’appalto.

In altri termini si è ravvisato, da subito, a seguito di indagini sul sito, la necessità di apportare opere aggiuntive e supplementari nell’esecuzione dell’intervento per poter conseguire, si dice, la migliore riuscita di quanto pianificato in quell’ambito urbanistico di periferia.

Si è così provveduto ad approntare una perizia suppletiva in corso d’opera e, comunque, procedere a una rivisitazione dei prezzi di alcune prestazioni mediante la ridefinizione del quadro di spesa dell’appalto, il tutto approvato con una D.D. del Dirigente dell’Ufficio Tecnico, la n. 32 del 16.03.2026.

Fatto sta che anche per questo appalto, nonostante il suo valore in termini di impegno finanziario, all’incirca duecento mila Euro di lavori, il costo della perizia di variante e relativa modifica contrattuale condivisa con la società appaltatrice ha comportato un aumento della spesa complessiva dell’opera del 39,83%, con una maggior onere di spesa di € 72.128,71, comprensivo dell’IVA e dei compensi  all’arch. Nicola PALENA, quale incaricato della Direzione operativa e di coordinatore della sicurezza.

E, non potendo coprire tale maggior costo con l’accantonamento, poco più di € 1.000,00 previsto alla voce “Imprevisti” del piano di spesa, lo si è pareggiato con l’importo di cui alla voce “Economia di Gara” che ammontava a ben € 67.984,53, a chiusura di gara, per effetto, in gran parte, della percentuale a ribasso dell’offerta presentata dalla impresa aggiudicataria GISCAV.

Per cui l’avanzo economico dell’appalto calcolato originariamente in € 67.984,53 è residuato essere, con la contabilizzazione finale, di soli € 496,99, a fronte dell’originario impegno di spesa a bilancio di € 270.000,00, rimasto invariato.

Naturalmente in tale computo economico dell’intervento è rimasta fuori la parcella liquidata all’ing. Marilena BAVARO di Giovinazzo che ebbe a redigere il progetto di fattibilità economica dell’opera e che fu pagata attingendo al contributo di ben € 72.145,26 assegnato al Comune dall’Agenzia per la gestione del Fondo nazionale per i concorsi e le idee progettuali erogato a favore degli Enti locali del Meridione, di cui al DPCM 17.12.2021.

Tanto a significare che anche questa realizzazione, finanziata interamente con risorse comunali, ha seguito la consolidata prassi procedurale di tutti gli altri appalti di opere pubbliche, finora portate a termine e finanziate con contributi regionali o dal fondo PNRR. Nel senso che, appena avviato il cantiere e messo a pagamento, su richiesta dell’appaltatore, l’anticipazione del 20% del prezzo dell’appalto, come previsto dall’art. 125 del D.Lgs. n.36/2023 (Codice dei Contratti), si è prospettata immediatamente la necessità di modificare il progetto con lavori integrativi e di modifica dello stesso, giustificandola col fatto che, in corso d’opera, si sarebbero rilevate circostanze particolari, del tutto imprevedibili. Sistematicamente, in questi casi, gli oneri delle maggiori prestazioni e/o delle modifiche di esecuzione del progetto e relative parcelle ai professionisti che redigono l’apposita perizia tecnica, da approvarsi a cura della stazione appaltante, quasi sempre, vengono compensate, in tutto o in parte, con gli accantonamenti di risorse in avanzo dall’impegno di spesa iniziale della progettazione. Si approfitta ad utilizzare anche quelle risorse, riportate alla voce “Economia di Gara” del cosiddetto “Quadro Economico” dell’appalto, e che sono, correntemente, conseguenti, al più o meno, elevato indice di percentuale a riduzione che le imprese offrono per aggiudicarsi l’appalto, senza che si richieda un aumento di finanziamento.

E, dunque, viene da chiedersi se non si debba da parte dell’Ente appaltante, che assicura la disponibilità della copertura della relativa spesa dell’intervento, di valutare appropriatamente sotto l’aspetto tecnico, oltre che funzionale e finanziario, la progettazione esecutiva sia in sede di approvazione che in quella decisionale dell’attuazione dell’intervento medesimo. Tanto per scongiurare quanto da tempo viene a rilevarsi, che con l’inizio dei lavori appaltati, da subito, insorgono situazioni che richiedano rettifiche o rimodulazioni esecutive dall’appalto, quasi sempre correlate a determinazioni di maggiori costi dei lavori.

A meno che il ricorso alla perizia tecnica suppletiva, ormai tanto diffusa, non sia realisticamente la soluzione più pratica per sollevare l’impresa appaltatrice da un certo aggravio di oneri che, per un modo o per un altro, potrebbe indurla a recedere dall’appalto, non riscontando più una adeguata remunerazione, data l’entità del ribasso d’asta che l’ha consentito di aggiudicarsi l’appalto.

Giuseppe Maldarella

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