Sirene senza enigmi: Oscar Wilde investigatore nella Napoli segreta di Mariano Rizzo

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Mariano Rizzo autore del romanzo

«Sirene senza enigmi – Un’indagine di Oscar Wilde» di Mariano Rizzo (Besa Muci, pagine 308, €18,00) è un romanzo che sfugge alle definizioni più rigide. Noir letterario, esercizio di metanarrazione, affresco storico e riflessione sul potere della scrittura convivono in un’opera intensa e suggestiva che trasforma la Napoli di fine Ottocento in un vero e proprio personaggio.

Rizzo immette il lettore nel 1897 attraverso una città che non fa soltanto da sfondo alla vicenda, ma ne costituisce l’anima pulsante. Ogni pagina sembra aprire un nuovo vicolo nel cuore della città partenopea, restituendone le atmosfere magiche e decadenti, la vitalità popolare e il disincanto sociale. Il bello e il brutto, il rudere e il palazzo signorile convivono senza contraddizione, componendo un mosaico armonico che riflette la natura più autentica di Napoli: un mare di storie che si infrangono sugli scogli per poi ricomporsi in un’unica, inconfondibile identità.

Il romanzo attraversa luoghi emblematici come il Cristo Velato della Cappella Sansevero, Castel dell’Ovo, Posillipo, la Basilica di San Giovanni Maggiore e il suggestivo culto delle “anime pezzentelle“. La città evocata da Rizzo va oltre la dimensione turistica e monumentale: è un labirinto umano e simbolico in cui convivono superstizione, memoria, desiderio e fallimento.

Al centro della narrazione vi è una figura storica reinventata dalla fantasia letteraria: Oscar Wilde. L’autore immagina il soggiorno napoletano dello scrittore irlandese, trasformandolo in protagonista e investigatore di una vicenda ricca di segreti e ossessioni. Dopo aver scontato due anni di carcere e lavori forzati in Inghilterra per la condanna legata alla sua omosessualità, Wilde giunse a Napoli nel tentativo di lasciarsi alle spalle scandalo e sofferenza. In Italia cercò una nuova possibilità di vita,immaginata accanto al suo compagno Lord Alfred Douglas e adottò lo pseudonimo di Sebastian Melmoth per proteggere la propria identità e tornare a scrivere.

La permanenza napoletana dello scrittore non passò però inosservata. La giornalista e scrittrice Matilde Serao, dalle colonne del quotidiano Il Mattino avviò una dura polemica nei suoi confronti, arrivando a definirlo una calamità e uno scandalo vivente.

Su questo sfondo storico prende forma l’indagine che costituisce l’ossatura narrativa del romanzo. Wilde si trova coinvolto nella misteriosa morte di Basilio, un giovane pescatore trovato senza vita. Lo aveva notato tempo prima mentre cercava goffamente di piegare una rete da pesca: un dettaglio apparentemente insignificante che rivela subito una dissonanza tra l’identità del ragazzo e il ruolo che sembra ricoprire. Dietro modi raffinati e un’apparente innocenza si cela infatti un’esistenza complessa e inquieta.

Da quel momento l’investigazione diventa un viaggio nei recessi più segreti della città. Catacombe, teatri dimenticati, antiche leggende e perfino la misteriosa “tomba della sirena” si intrecciano in una trama dove realtà e finzione si confondono continuamente. Attraverso Wilde, Rizzo accompagna il lettore tra commercianti, cartomanti, artisti e sognatori, figure che cercano il proprio destino e la propria redenzione in una città capace di nascondere e rivelare nello stesso istante.

L’aspetto più interessante dell’opera risiede però nella sua dimensione metanarrativa. Mariano Rizzo riflette costantemente sui meccanismi della scrittura e della costruzione del racconto, invitando il lettore a interrogarsi non soltanto sui fatti narrati, ma anche sulle infinite possibilità interpretative che la letteratura offre. La speculazione narrativa diventa così parte integrante dell’esperienza di lettura, in un continuo gioco di rimandi tra storia, immaginazione e memoria.

«Sirene senza enigmi» è dunque un romanzo che unisce il fascino del mistero alla profondità della riflessione letteraria. Un’opera che rinnova la figura di Oscar Wilde trasformandolo in una guida d’eccezione attraverso la Napoli più segreta e sfuggente, e che restituisce al lettore il piacere dell’avventura intellettuale e della scoperta. Un noir colto e originale, capace di illuminare il mistero con prospettive sempre nuove.

Pietro Fabris

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