
Locandina del galà di danza
Sold out, applausi a scena aperta, e un teatro che trasudava emozione ad ogni levata di sipario: il «Lungomare di Stelle – Gala Internazionale di Danza», andato in scena venerdì 19 giugno al Teatro Petruzzelli nell’ambito della rassegna Extra 2026, ha consegnato alla città una serata di straordinaria intensità artistica. Ideato e interpretato da Antonella Albano – prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala – lo spettacolo ha tradotto in scena la sua visione poetica: la danza come traccia emotiva, come memoria incarnata, come luogo di incontro tra epoche e sensibilità diverse. Il programma, in due atti per quattordici numeri, ha costruito una drammaturgia coerente e mai accademica. Il light design di Alessandro Caso ha assecondato questa tensione con eleganza.

Antonella Albano nei panni di Gelsomina
Il primo atto si è aperto con «La Strada» di Mario Pistoni su Nino Rota: Albano, nei panni di Gelsomina, ha offerto una prova di commovente intensità, con Gioacchino Starace in perfetta sintonia. Il «Passo a due del balcone» dal «Romeo e Giulietta» di MacMillan con D’Antonio e Capissi ha restituito eleganza strutturale e lirismo espressivo. «I’m on Your Side» di Riva e Repele ha portato acrobatismo raffinato al servizio dell’espressione con una naturalezza disarmante. «Margot and Rudi» di Possokhov — prima volta in Italia in un gala — ha toccato vette di emozione pura con Sassa e Motta Soares di rara maturità. «Cantata» di Bigonzetti il cui brano musicale è Serenata di Amerigo Ciervo, su gentile concessione di Amerigo e Marcello nella versione degli Assurd: il gesto si fa rito, la tecnica si dissolve nell’urgenza espressiva della Albano e di Starace. Ha chiuso “Il corsaro” eseguito da Simkin e Salenko. Applausi a scena aperta, poi standing ovation al calare del sipario.

Simon Repele e Sasha Riva
Il secondo atto ha preso il via con «Mediterranean Waves», creazione originale della stessa Albano: un manifesto poetico in cui l’identità mediterranea dell’autrice si traduce in gesto scenico con naturalezza sorprendente. La «Morte del Cigno» di Fokine ha visto protagonista Iana Salenko in una prova eccelsa: braccia, collo e respiro costruivano un’immagine di fragilità assoluta. «Sylvia» di Balanchine ha restituito il nitore neoclassico nella sua forma più pura. «Aria Suspended» di De Candia su Bach, con D’Antonio e Capissi, ha proposto una scrittura fisica sobria di potenza inversamente proporzionale ai mezzi. «Le Bourgeois» di Van Cauwenbergh su Brel ha riservato la sorpresa della serata: un Daniil Simkin fuori da ogni schema, virtuosismo fuso con una vena comica di rara intelligenza. «Le Parc» di Preljocaj su Mozart ha riportato la serata a una raffinata sensualità intellettuale. La conclusione affidata ai Pink Floyd, con tutto il cast in scena, ha sublimato la serata in un’immagine di straordinaria forza collettiva.
A margine, Antonella Albano ci ha parlato con la semplicità di chi ha vissuto qualcosa di autentico: «Quello al Petruzzelli è stato un sogno che si è realizzato. Uno di quei momenti che arrivano al cuore e arricchiscono lo spirito. Tutti i ballerini bravissimi, ognuno con le proprie peculiarità». Sul finale con la webcam puntata sul palco — omaggio al dietro le quinte, che ha avvicinato artisti, pubblico e maestranze — ha aggiunto: «Quando la gente ha capito che si era in live è stato fantastico. Sulle note dei Pink Floyd è stato un momento di liberazione: adesso siamo come voi, siamo persone». Sul futuro: «Arriveremo alla creazione di un’accademia di danza del Petruzzelli, partendo da piccoli passi. Se n’è è già parlato, con un gemellaggio iniziale per dare peso accademico e poi diventare autonomi. Tutto sta a cominciare».
«Lungomare di Stelle» non è stato soltanto un gala di danza. È stato un atto di restituzione: Antonella Albano ha portato a Bari il meglio della danza internazionale, costruendo uno spettacolo in cui qualità artistica e intelligenza drammaturgica non si separano mai. Il pubblico del Petruzzelli lo ha capito – e lo ha manifestato con il calore degli applausi.
M.Siranush Quaranta










