Memoria, libertà e Repubblica: Bari celebra l’80° anniversario con l’alzabandiera all’Archivio di Stato

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Banda della Brigata meccanizzata "Pinerolo"

Banda della Brigata meccanizzata “Pinerolo”

All’Archivio di Stato di Bari si è svolta il 4 giugno la solenne cerimonia di alzabandiera per celebrare l’80° anniversario della Repubblica Italiana, alla presenza della banda della Brigata meccanizzata Pinerolo, che ha eseguito l’Inno Nazionale e l’Inno Europeo, delle istituzioni civili e militari e di due classi di un istituto scolastico barese. Una cornice di rilievo, arricchita da alte cariche dello Stato e rappresentanze diplomatiche, che ha trasformato un luogo custode della memoria in palcoscenico ideale per rinnovare il patto tra i cittadini e i valori della democrazia.

A portare il saluto delle istituzioni è stato il prefetto Francesco Russo, che ha incentrato l’intervento su due temi intrecciati: memoria e libertà. Il prefetto ha sottolineato come l’Archivio di Stato sia il luogo più adatto per tali ricorrenze, poiché in quel custode silenzioso di documenti si conserva il DNA delle comunità, la traccia autentica di ciò che siamo stati e siamo diventati. Senza memoria non vi è identità, e senza identità la libertà rischia di restare una parola vuota. Con una riflessione di attualità, il prefetto ha ricordato come nei regimi totalitari e nei territori in guerra la libertà venga compressa: oggi, ha osservato, la censura passa anche attraverso il blocco di Internet, strumento ordinario di partecipazione civica. Un monito che ha restituito urgenza contemporanea alla cerimonia.

Il significativo momento dell'alzabandiera

Il significativo momento dell’alzabandiera

Il discorso del direttore dell’Archivio di Stato di Bari Adriano Buzzanca ha ripercorso le tappe della nascita della Repubblica. Il 2 giugno 1946 il popolo italiano votò liberamente per la forma repubblicana. In quel giorno venivano eletti i 556 componenti dell’Assemblea Costituente, tra cui 21 donne che portarono un contributo determinante alla costruzione dell’Italia democratica. Il 25 giugno si insediò l’Assemblea, presieduta da Giuseppe Saragat, col compito di redigere la Costituzione: da quel lavoro nacque una Carta che ancora oggi rappresenta il fondamento della convivenza civile.

Buzzanca ha sottolineato il significato di scegliere la Cittadella della Cultura come luogo per celebrare la ricorrenza: custodire la memoria significa testimoniare il valore della conoscenza e della responsabilità civica. La Costituzione afferma l’Italia come una Repubblica una e indivisibile, capace di unire territori e generazioni nel rispetto di libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia, valori che ogni generazione è chiamata a trasmettere. Innalzare il Tricolore significa rinnovare l’impegno a servire il bene comune.

Le istituzioni civili e militari presenti all'evento

Le istituzioni civili e militari presenti all’evento

La cerimonia ha visto un parterre di assoluto rilievo. Erano presenti l’assessora alla Vivibilità Urbana e Protezione Civile Carla Palone per il Comune di Bari, la console generale di Romania Ioana Gheorghias, il questore Gargano Annino con il vicario Mario Marcone, il colonnello Sergio Suma del Comando militare esercito Puglia, il soprintendente archivistico Marco Bascapè, la soprintendente archeologa Francesca Romano Paolillo, la direttrice della Biblioteca Nazionale Annalisa De Felice e la rappresentante dello staff del Consolato Onorario della Repubblica d’Armenia a Bari.

La partecipazione degli studenti ha impresso una dimensione intergenerazionale significativa: i ragazzi hanno assistito al rito dell’alzabandiera, ascoltando le parole che legano il passato della Resistenza al presente della democrazia. Un messaggio che, sotto le volte dell’archivio, ha trovato la sua forma più duratura.

M. Siranush Quaranta

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