Ci sono luoghi che custodiscono la memoria senza far rumore. Piazze che sembrano attendere soltanto la voce giusta per tornare a raccontare. A Grumo Appula, da qualche anno, accade proprio questo. Accade con Storicittà, la rassegna ideata e diretta da Vito Errico che, dal 4 al 6 giugno, torna per la sua seconda edizione trasformando piazza Vittorio Veneto in un piccolo teatro civile dove storia, letteratura e coscienza collettiva si incontrano.
In un tempo in cui il presente corre veloce e spesso dimentica da dove viene, Storicittà sceglie la direzione opposta: rallentare, ascoltare, interrogare il passato per comprendere meglio il nostro oggi. Non una celebrazione nostalgica della memoria, ma un esercizio di cittadinanza culturale, affidato alle parole degli scrittori e alla forza dei libri.
La rassegna si apre con Francesco Carofiglio e il suo “Tutto il mio folle amore”, romanzo che attraversa gli anni difficili della guerra e della Resistenza. Una vicenda di amicizia e formazione che riporta alla luce un’Italia ferita ma capace di immaginare il futuro, mentre dalle frequenze di Radio Bari si diffonde una voce nuova di libertà.
Il giorno successivo sarà la volta di Cosimo Damiano Damato, autore che da sempre intreccia poesia, teatro e impegno civile. Con “Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza”, Damato riapre una delle pagine più intense del Novecento italiano, quella dell’incontro tra Antonio Gramsci e Sandro Pertini nel carcere di Turi. Un racconto che restituisce il volto umano della storia, fatto di amicizia, sofferenza e dignità.
A chiudere la manifestazione sarà Mario Desiati, Premio Strega 2022, con il suo ultimo romanzo “Malbianco”. Nelle sue pagine il ritorno in Puglia del protagonista diventa una discesa nei territori della memoria familiare, tra segreti, assenze e ferite che appartengono non solo ai singoli, ma a una comunità intera.
La scelta degli ospiti rivela la vocazione più autentica della rassegna: raccontare la storia attraverso le persone, le loro vite e le loro contraddizioni. Perché la memoria non vive soltanto negli archivi o nei manuali, ma nelle storie che continuano a parlarci.
Ed è forse questa la scommessa più interessante di Storicittà. Restituire alla piazza il suo significato originario: non semplice spazio urbano, ma luogo dell’incontro, del confronto e della crescita comune. Un’idea di cultura che non si consuma in solitudine, ma si condivide. Che non separa, ma avvicina.
Per tre sere Grumo Appula tornerà così a fare ciò che le città migliori hanno sempre fatto: mettere in dialogo il passato con il futuro, attraverso il presente di una comunità che sceglie di ascoltare.
Pietro Fabris










