È da oltre un anno che è in corso una trattativa, in sordina, tra il governo cittadino e la soc. “Nuova Sud Lavaggi” per lo scambio reciproco di proprietà, di pari superficie di mq. 522, in Zona D 1.3 del previgente Piano Regolatore, comprensorio urbano, come è noto, tipizzato da insediamenti di artigianato e di servizio. La richiesta dello scambio di aree, in Zona D1.3 dell’ex PRGC, rispettivamente di proprietà del Comune e della soc “Nuova Sud Lavaggi”, è partita ad iniziativa di quest’ultima, sin dal marzo dell’anno scorso. La proposta fu presentata sotto forma di un possibile intervento di sistemazione urbanistica dei terreni di torno al lotto 17 del Piano attuativo della Maglia D1.3 e di miglioria della sicurezza stradale sul terminale di Via Sottotenente Donato de Ceglie. In concreto, però, la prospettazione lascia trasparire l’effettivo obiettivo della “Nuova Sud Lavaggi” che parrebbe essere quello di voler costruire un suo nuovo edificio nell’area di proprietà comunale di cui chiede la cessione nella misura di mq 522, quanto appunto la sua superficie che è disposta a cedere al Comune. Naturalmente la proprietà della società proponente è costituita tanto dal suolo di mq. 522 quant’anche dalla struttura ivi, a suo tempo, eretta, composta di due corpi di fabbrica, uno registrato a catasto in categoria A10, impiegato a ufficio, e l’altro in categoria D1, quale spazio produttivo.
Un intenso scambio di comunicazioni sarebbe intercorso tra le parti, in tutto questo periodo, allo scopo di definire, in dettaglio, i termini dell’operazione e, soprattutto, le condizioni di praticabilità della stessa e, dunque, poter circoscrivere, in modo puntuale, l’impegno che verrebbe ad assumersi la soc “Nuova Sud Lavaggi” circa le opere di urbanizzazione da eseguirsi con la nuova opera edilizia in sostituzione dell’immobile da cedere. Così anche concordare con la società i lavori, a sue spese, di sistemazione a parcheggio e a verde pubblico e di adeguamento stradale degli stralci dei suoli a standard che resterebbero in capo al Comune.
Tanto a riprova delle insistenti sollecitazioni che la proponente ha prodotto in continuazione pur di entrare in possesso della porzione di suolo di proprietà comunale su cui beneficiare di un permesso a realizzare una nuova edificazione.
Tant’è che, a fronte della configurazione giuridica della trattativa in corso, che la competente Direzione Patrimonio comunale ha definito trattarsi di una permuta immobiliare, piuttosto che un concordato a scopo di modifica del Piano di lottizzazione della Zona D1.3, la “Nuova Sud Lavaggi”, con apposita sua nota, resa al Comune in data 8 aprile 2026, si è premurata, subito, di inoltrare una perizia tecnica di stima del valore dell’immobile di sua proprietà. E ciò allo scopo di dar valenza allo scambio a tutto vantaggio del Comune che verrebbe a possedere la edificazione già in essere, oltre naturalmente a beneficiare delle opere di riordino delle aree di risulta, da sistemare a parcheggio e a verde, che rimarrebbero sempre di proprietà comunale, dopo la permuta. Comunque, questa valutazione economica, di parte, dell’immobile attrezzato per attività produttive è rimasta, riservata, non intendendo i decisori politici darne alcuna notizia nel merito.
Sta di fatto che, proprio a seguito di quest’ultima comunicazione con cui si è notificato il valore economico dell’immobile da acquisire al Comune, il dott. Sollecito ha ritenuto di investire la Giunta perché abbia a convergere per una decisione d’accoglimento della richiesta della “Nuova Sud Lavaggi” e, quindi, procedere alla stipula di un contratto pubblico di permuta, ricorrendo, necessariamente, ad un apposito deliberato del Consiglio comunale, competente in materia.
Alla base della espressa propensione alla stipula della permuta è posta in piena evidenza la considerazione, tutta politica, di poter utilizzare lo stabile, da acquisire in proprietà, a sede del Comando di Polizia Urbana, che, tra l’altro, lì confinato, a giudizio sempre gli amministratori, fungerebbe da presidio di sicurezza in quell’ambito periferico della città. In questo senso l’Amministrazione ne trarrebbe un particolare vantaggio potendo assicurare una sede appropriata alle necessità del Corpo dei Vigili.
Questo, in sintesi, il contenuto del recente Atto deliberativo di indirizzo n. 77 del 5 maggio scorso, con cui la Giunta, senza un’analisi preliminare della Direzione Tecnica comunale sulla fattibilità a riconvertire l’opificio della “Nuova Sud Lavaggi” a sede operativa e direzionale del Comando di Polizia, dà incarico al Dirigente della Direzione medesima di relazionare sull’aspetto urbanistico di una tale revisione della lottizzazione in quell’angolo di Zona D1.3. E impegna, pure, lo stesso Dirigente a fornire una stima economica della porzione di mq, 522 di suolo, di proprietà comunale, cui è interessata ad avere la società. Per contro la Giunta, sempre con il medesimo atto di indirizzo, incarica il Dirigente “Patrimonio” di dare riscontro circa l’attendibilità della perizia presentata dal proponente che riassume il valore della sua proprietà in cessione al Comune.
Dal contenuto di detto deliberato della Giunta è possibile rilevare, chiaramente, la volontà dell’autorità politica di portare a definizione la negoziazione della permuta, investendo allo scopo il Consiglio comunale, motivando questa decisione con una sorta di dichiarazione dell’utilità dello scambio, potendo trovare nella fabbrica della “Nuova Sud Lavaggi” l’allocazione del Corpo di Polizia Locale. Sicché quel manufatto, a destinazione produttiva, si trasformerebbe a sede stabile del Comando di Polizia Urbana e di ogni altra attività afferente ai servizi amministrativi che quell’organismo comunale presta al pubblico, potendo ivi disporre di ampi spazi per ogni necessità operativa, compresa l’autorimessa dei mezzi in dotazione.
Ma è proprio così?
Quel sito è proprio adatto per realizzarvi la sede della Polizia Urbana in un contesto urbano completamente marginale e, comunque, in una zona del tutto periferica, caratterizzata da insediamenti produttivi?
E’ impensabile che una decisione di tal genere possa essere assunta senza uno studio preliminare sulla fattibilità a ristrutturare l’immobile per renderlo agibile e funzionale a quanto richiede l’articolazione dei servizi della Polizia e di conseguenza del relativo quadro economico della spesa per realizzare una simile riconversione del fabbricato.
Se non altro per poter fare una comparazione, specie in termini economici, di questa soluzione di trasloco della Polizia con quella già pianificata in vista dell’ammodernamento strutturale e funzionale dell’attuale sede nell’ambito del compendio immobiliare retrostante la cappella del Calvario, in via dei Cappuccini.
Infatti, nell’aprile 2024, appena alcuni mesi prima della richiesta della “Nuova Sud Lavaggi”, la stessa Giunta, su proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici, ebbe ad approvare con atto n.70/2024 il progetto di fattibilità tecnico-economico per la completa ristrutturazione dell’attuale Comando di Polizia dal costo di € 1.800.000,00. Contestualmente fu approvato anche il progetto di fattibilità dell’adeguamento strutturale del mercato giornaliero (D.G. n.69/2024), sempre all’interno dello stesso compendio immobiliare, dal costo di € 1.450.000,00.
Entrambi i progetti costarono al Comune poco meno di 60 mila Euro a saldo della parcelle liquidate ai due professionisti esterni, ing. Vitangelo BAVARO e ing. Michele TATULLI, cui la Direzione Tecnica affidò lo studio e la redazione progettuale dell’opera di riqualificazione dell’intero complesso immobiliare.
Una spesa inutile?
Che importa! Tanto quell’esborso non fece carico al bilancio comunale, bensì al Fondo nazionale per le Regioni del Sud, istituito allo scopo di promuovere l’approntamento e la redazione di progettazioni per la realizzazione opere pubbliche (DPCM del 17.12.2021). Risorse, però, pur sempre pubbliche.
Giuseppe Maldarella













