Tre anni di S.A.V.E.: tremila ragazzi a scuola di rispetto

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Mercoledì 27 maggio, dalle otto e trenta, i corridoi dell’Archivio di Stato di Bari si riempiranno di voci giovani. Saranno ragazze e ragazzi di quattordici istituti scolastici della provincia a portare poesie, canzoni e poster costruiti in mesi di lavoro nelle classi. È la tappa finale di S.A.V.E.Scudo Alla Violenza Etica — un progetto che in tre anni ha cambiato scala, trasformandosi da sperimentazione locale in uno degli interventi più strutturati che la Puglia abbia prodotto in materia di educazione alla non violenza nelle scuole.

Locandina dell'evento all'Archivio di Stato

Locandina dell’evento all’Archivio di Stato

L’evento si chiama “Io rispetto! Educare alla non violenza” e chiude un anno scolastico che ha segnato una crescita netta rispetto ai precedenti. Nel 2023-2024 erano sette le scuole coinvolte, circa mille gli studenti e trenta i docenti partecipanti. Nel 2024-2025 la platea era salita a milleduecento ragazzi e cinquanta insegnanti, sempre su sette istituti. Quest’anno il salto è deciso: quattordici scuole, quasi tremila studenti, sessanta docenti. Numeri che raccontano non solo un’espansione quantitativa, ma una progressiva legittimazione del progetto come strumento educativo riconoscibile, verificabile, replicabile.

Il merito non è solo della buona volontà dei promotori. S.A.V.E. è inserito nel Catalogo Scuola e Salute della Regione Puglia per l’anno scolastico 2025-2026, e conta tra i suoi sostenitori istituzionali la Prefettura di Bari, la Questura, il Comando Provinciale dei Carabinieri, l’ASL Bari, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari. Raramente forze dell’ordine, sanità pubblica, avvocatura e scuola si trovano allineati attorno allo stesso obiettivo educativo.

La formazione si è svolta direttamente nelle classi, in piccoli gruppi, con avvocati del Comitato Pari Opportunità affiancati da psicologi e psichiatri dell’ASL. Gli incontri hanno affrontato violenza fisica, psicologica, economica e sessuale, con attenzione particolare alla discriminazione di genere e agli strumenti per riconoscere il disagio e denunciarlo, in ambito scolastico e domestico. La sinergia tra competenze legali e sanitarie ha restituito agli studenti interlocutori capaci di leggere lo stesso fenomeno da angolazioni diverse e complementari.

Il progetto ha raggiunto anche contesti inediti. Nel 2024-2025 è approdato al CPIA “Chiara Lubich” di Altamura, con una classe composta da studenti stranieri, e ha fatto tappa alla Casa di Reclusione di Turi, dove è stato proiettato il videomessaggio del life coach Marco Barba: una storia personale di detenzione giovanile e riscatto che, in quel contesto, ha assunto un peso specifico difficile da replicare altrove.

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali, proseguirà con la testimonianza di don Angelo Cassano, parroco della chiesa San Carlo Borromeo nel quartiere Libertà di Bari, figura di riferimento nell’educazione delle periferie urbane. Seguirà la tavola rotonda “Scuola e Istituzioni a Confronto“, con magistrati, dirigenti scolastici e studenti a dialogare direttamente. La chiusura è affidata alle esibizioni artistiche delle scuole. La sede — l’Archivio di Stato in via Pietro Oreste 45, custode di documenti e identità collettiva — non è una scelta banale: portare tremila ragazzi in un luogo di memoria storica è già, di per sé, un atto educativo.

M. Siranush Quaranta

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