C’è una celebre frase della serie “Gomorra” pronunciata dal boss Pietro Savastano, alias Fortunato Cerlino, che sintetizza l’obiettivo finale di Jorge Martín: “ce ripigliamm tutt chell ch’è o nuost”. Gergo criminale a parte, il madrileno è tornato più forte di prima dopo un 2024 da sogno concluso con la vittoria del mondiale e un 2025 da incubo vissuto più nei letti d’ospedale che in pista.
588 giorni dopo, Martinator torna sul gradino più alto del podio. Primo trionfo in gara con l’Aprilia per lo spagnolo che vince davanti a Marco Bezzecchi e Ai Ogura. Per la casa di Noale si tratta della prima tripletta in MotoGP.
La partenza di Le Mans vede Bezzecchi prendere il comando davanti al padrone di casa Fabio Quartararo e Pedro Acosta, a seguire Fabio Di Giannantonio e il poleman Francesco Bagnaia. Martín è settimo dietro Ogura mentre cade Alex Márquez. Al secondo passaggio Bagnaia si libera di Di Giannantonio ed è quarto, dietro di lui Martín fa lo stesso con Ogura, mentre più avanti Acosta supera Quartararo. Il transalpino è consapevole che non è la sua gara e viene superato da Bagnaia al quinto giro e da Di Giannantonio e Martín al settimo.
Pecco è in grande spolvero, vuole andare a prendere i primi due. Ci riesce con Acosta ed è a nove decimi da Bezzecchi quando mancano ancora 20 giri. Il murciano gli rimane attaccato mettendogli pressione, provocando la caduta del piemontese al sedicesimo giro: un gran peccato per Bagnaia, unica punta della Ducati dopo l’infortunio di Marc Márquez. Piove dunque sul bagnato su Borgo Panigale.
Nel frattempo Martín era già quarto dopo essersi liberato duramente di Di Giannantonio e punta al colpo grosso. All’inizio del diciottesimo giro fa fuori Acosta e si mette al secondo posto. Solo un secondo e sei decimi tra lui e il suo compagno di squadra Bezzecchi: cinque giri sono sufficienti per lo spagnolo che colma il gap e regola il suo compagno di squadra. In tutto questo Martín oscura lo spettacolo di Ogura che si mette terzo dopo aver superato Di Giannantonio e Acosta. L’ultima emozione la regala il romano che all’ultimo giro supera il pilota della KTM.
Cinque gare e cinque podi per Bezzecchi, consapevole che per il mondiale dovrà lottare contro il suo compagno di squadra. Primo podio in MotoGP per Ogura: grazie all’ex iridato Moto2, il Giappone ritrova un pilota nei primi tre da Valencia 2012. Allora fu Katsuyuki Nakasuga, wild-card della Yamaha, ovvero la stessa casa in cui potrebbe approdare Ogura nel 2027. È ormai noto il suo addio a Trackhouse Racing e le voci di mercato lo vedono diretto verso Iwata assieme a Martín.
Quarto posto per Di Giannantonio, sempre più pilota di riferimento della Ducati seppur corra con i colori del team VR46. Il romano precede Acosta, Quartararo, Enea Bastianini, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer. Luca Marini è il primo pilota Honda al traguardo con il decimo posto davanti al vincitore della scorsa edizione Johann Zarco. Chiudono la zona punti Alex Rins, Toprak Razgatlioglu, Franco Morbidelli e Jack Miller; sedicesimo Jonas Folger, sostituto del lungodegente Maverick Viñales.
Caduti Moreira, Mir e Binder. Non ha preso parte alla corsa Marc Márquez, ieri vittima di un violento highside nella sprint che lo ha costretto a volare a Madrid e a operarsi nuovamente alla spalla destra. Un intervento già programmato, ma la violenta caduta lo ha costretto ad anticipare i tempi. Lo spagnolo salterà la gara di Montmeló in programma tra sette giorni e proverà a tornare al Mugello l’ultimo fine settimana di maggio.
La classifica iridata vede i piloti ufficiali dell’Aprilia attaccati tra di loro: Bezzecchi ancora primo con 128 punti, Martin secondo a 127. Il resto della griglia insegue, a cominciare da Di Giannantonio, terzo con 84 punti, uno in più di Acosta (83). Marquez senior è settimo a quota 57, mentre Bagnaia è nono (39). Il prossimo fine settimana il Motomondiale tornerà in pista per disputare il Gran Premio di Catalogna: la sfida tra i piloti di Noale è appena iniziata.
Paolo Gabriel Fasano










