Al Castello Svevo di Bari sedici bottiglie di manna raccontano San Nicola

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Inaugurata il 5 maggio al Castello Svevo la mostra “I colori di San Nicola. Le bottiglie della manna tra arte e devozione”: un percorso tra fede, bellezza e legalità ritrovata, visitabile fino al 5 luglio 2026.

Taglio del nastro per l'inaugurazione delle mostra

Taglio del nastro per l’inaugurazione delle mostra

C’era qualcosa di commovente, ieri mattina, nell’aria del Castello Svevo di Bari. Non solo l’odore antico delle pietre normanne, non solo il cerimoniale istituzionale con arcivescovo, sindaco e soprintendente raccolti sotto le volte della fortezza federiciana. C’era qualcosa di più sottile: la sensazione che sedici piccole bottiglie dipinte a mano stessero finalmente tornando a casa, dopo decenni di oblio e illegalità.

Il cuore dell’esposizione sono sedici bottiglie — piccoli scrigni dipinti, ciascuno custode di una storia — distribuite nelle due sale del percorso. Quattordici di esse furono sequestrate nel 1995 dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, dopo essere finite nel circuito dell’illegalità. Da allora sono rimaste in custodia presso la Soprintendenza ABAP della città metropolitana di Bari, proprietà dell’Agenzia Nazionale per i Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Le altre due provengono in prestito dal Museo Nicolaiano, che le ha messe a disposizione per arricchire il racconto espositivo.

Alcune delle bottigliette di manna in esposizione

Alcune delle bottigliette di manna in esposizione

Databili tra l’Ottocento e la seconda metà del Novecento, queste bottiglie erano destinate a custodire la manna di San Nicola, il liquido che trasuda dalle reliquie del Santo conservate nella Basilica Pontificia di Bari. Una sostanza divenuta nei secoli simbolo tangibile della sua protezione, tramandato tra i fedeli con la cura riservata alle cose sacre. Tre degli esemplari più antichi portano la firma di Michele Montrone (1838–1925), pittore barese con bottega vicino al Castello. Una bottiglia è invece attribuita al misterioso “Pittore delle candele“, identità ancora avvolta nel mistero. Le opere novecentesche dialogano con i grandi modelli della storia dell’arte: la più sorprendente raffigura San Nicola che salva una nave dalla tempesta, ispirata al celebre Polittico Guidalotti del Beato Angelico (1437–1443), già esposto al Castello nel 2006 nella grande mostra San Nicola. Splendori d’arte d’Oriente e d’Occidente.

Per l’inaugurazione sono intervenuti il Sindaco Vito Leccese, il Prefetto Francesco Russo,  la Soprintendente Francesca Romana Paolillo, il Comandante del Nucleo TPC Giovanni Di Bella, don Francesco Minunco – che ha portato i saluti dell’Arcivescovo Giuseppe Satriano – e Padre Giovanni Distante della Basilica di San Nicola. La Direttrice del Castello arch. Anita Guarnieri ha sottolineato il duplice valore dell’iniziativa: «L’impegno dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha contribuito al recupero di manufatti ora fruibili dal pubblico. Invitiamo i visitatori ad arricchire l’esperienza spirituale delle celebrazioni nicolaiane con la componente estetica espressa in questa collezione di bottiglie, oggetti di arte e di culto dipinti da artisti locali con soggetti legati alla tradizione nicolaiana».

Tra i realizzatori della suggestiva locandina figura anche la fotografa Rossella Mazzotta. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Soprintendenza ABAP, Museo Nicolaiano e Basilica Pontificia di San Nicola, è pensata come primo capitolo di una serie di eventi integrati nel palinsesto civile e religioso che la città dedica al suo Patrono. La mostra I colori di San Nicola. Le bottiglie della manna tra arte e devozione resterà aperta fino al 5 luglio 2026. Ingresso incluso nelle consuete modalità di accesso al Castello Svevo, prenotazione fortemente consigliata.

M. Siranush Quaranta

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