In difesa del Patrimonio cristiano armeno: un’interrogazione al Governo Italiano

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In vista del vertice Armenia–UE del 4-5 maggio 2026, torna al centro dell’attenzione la questione della tutela del patrimonio cristiano armeno nel Nagorno-Karabakh. L’on. Emanuele Pozzolo (Futuro Nazionale) ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri, chiedendo chiarimenti sulle denunce rilanciate anche dall’arcivescovo Parghev Martirosyan: chiese distrutte, cimiteri profanati, siti storici cancellati nei territori oggi sotto controllo azero.

«Se i fatti saranno confermati – ha dichiarato Pozzolo – ci troveremmo di fronte a dinamiche che evocano tragedie storiche come il Genocidio armeno». Le segnalazioni risultano supportate da numerose relazioni, immagini e studi provenienti da fonti armene e da istituti di ricerca internazionali indipendenti. Il fenomeno viene descritto da più parti come un processo di cancellazione culturale che interessa non solo l’Artsakh, ma anche il Nachicevan, enclave azera in territorio armeno.

Le istituzioni europee hanno più volte espresso condanne formali, senza tuttavia tradurle in misure vincolanti. Il tema si inserisce ora nel quadro del prossimo vertice con l’Armenia, dove la tutela del patrimonio e la sicurezza regionale potrebbero tornare tra i punti di confronto.

Resta inoltre il nodo della posizione italiana. Nel 2020, dopo la guerra dei quarantaquattro giorni, l’attuale Presidente del Consiglio propose una missione UNESCO per la protezione dei siti armeni, evocando i “caschi blu culturali”, e negli anni precedenti aveva riconosciuto il Genocidio del 1915.

Alla vigilia del vertice, l’interrogazione in questione non risulta essere – come qualcuno la vuole leggere – un atto di opportunismo politico, mira, invece a chiarire se e come l’Italia intenda intervenire su un dossier che resta aperto e sensibile non solo sul piano europeo, ma anche al livello globale, segnando un precedente per la difesa dei diritti dei Cristiani in tutto il mondo.

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