Domenica 26 aprile 2026. A un giorno dalla Festa della Liberazione e a due dalla ricorrenza del Genocidio armeno, la città pugliese onora un protagonista della medicina, delle istituzioni e del tessuto sociale regionale. Un atto di riconoscimento dal profondo valore morale e pedagogico.
Domenica 26 aprile 2026, alle 11:00, presso la sede della Polizia Municipale di Barletta in via Zanardelli 3, la città renderà omaggio al Sen. Prof. Dott. Filomeno Biagio Tatò con lo svelamento di un busto in sua memoria. Alla cerimonia, promossa dall’amministrazione guidata dal Sindaco Cosimo Damiano Cannito, interverrà anche S. E. il Prefetto della Provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) dott.ssa Flavia Anania e sarà presente anche il Console Onorario della Repubblica d’Armenia in Bari, dott. Dario Rupen Timurian. La sua presenza non è un semplice gesto di protocollo, ma la scelta consapevole di un Consolato che intende partecipare a un momento di memoria collettiva carico di risonanza simbolica e civile.
La data non è affatto casuale. Il 26 aprile segue immediatamente, la Festa della Liberazione e la giornata mondiale di commemorazione del Genocidio Armeno del 1915. «Il 24 e il 25 aprile sono date che parlano entrambe, con linguaggi diversi ma convergenti, di popoli che hanno saputo trasformare il dolore in memoria collettiva, in dignità ritrovata, in impegno civile tramandato di generazione in generazione», ha dichiarato il Console Timurian. «Che questo svelamento — atto per sua natura votato alla resistenza dell’oblio — avvenga all’indomani di queste due date di imperitura memoria non è, a mio avviso, una semplice coincidenza.»
A quella coincidenza simbolica si salda l’alto valore morale e pedagogico della manifestazione. Lo svelamento di un busto non è mai un esercizio di commemorazione formale: è un gesto pubblico che educa alla riconoscenza, che insegna alle nuove generazioni il significato di una vita spesa per il bene comune, che trasforma la storia in lezione civica. Onorare il Sen. Tatò significa restituire alla collettività un modello di integrità, competenza e dedizione, ricordando che le istituzioni, la scienza e la solidarietà non sono astrazioni, ma frutti di scelte concrete e quotidiane. In un tempo che rischia di appiattire la memoria o di ridurla a ritualità vuota, cerimonie come questa diventano presidi di coscienza: momenti in cui il ricordo si fa strumento di crescita morale, di coesione sociale e di responsabilità condivisa.
A questo filo ideale se ne intreccia uno biografico preciso. Il Sen. Tatò, figura di spicco dell’accademia e della vita civile barese, benché nato a Barletta, da sempre è stato unito da vincoli di amicizia alla comunità armena di Puglia, erede di quella straordinaria diaspora che trovò radici nel quartiere di Nor Arax di Bari e nell’opera del poeta Hrand Nazariantz. «In quella comunità», ha ricordato Timurian, «il Sen. Tatò ha saputo riconoscere una componente viva e preziosa del nostro tessuto civile: un gesto di ascolto e di rispetto che il Consolato custisce e non dimentica.»
Senatore della Repubblica nella XIV legislatura, Consigliere regionale della Puglia, Professore Associato di Ortopedia e Traumatologia all’Università degli Studi di Bari, Tatò fu tra i principali artefici dell’istituzione della Provincia BAT e fondatore di strutture sanitarie di eccellenza nel campo della riabilitazione. Per quasi quarant’anni ha guidato il SIREF (Sindacato Regionale Fisiatri) , battendosi ai tavoli della concertazione regionale per la difesa del diritto alla cura dei più fragili. Insignito della cittadinanza benemerita di Barletta, ha lasciato anche un’eredità umana luminosa: dalla moglie, prof.ssa Lilia, discendente del grande patriota e meridionalista Giustino Fortunato, alla figlia dott.ssa Ilaria, fino alle amatissime nipoti Enrica e Ilaria, custodi di una discendenza di valori e di impegno sociale e civile.
Il Consolato Onorario della Repubblica d’Armenia in Bari si unisce a Barletta in questo atto di memoria e riconoscenza, convinto che ricordare non sia mai un atto rivolto al passato, ma un impegno rivolto al futuro. Un futuro che si costruisce, prima di tutto, con l’esempio di chi ha saputo fare della propria vita un servizio alla comunità.
Carlo Coppola