Il tempo si è fatto stretto, molto stretto!
Alla Direzione provinciale dell’ASL rimane solo qualche mese per riconvertire a “Casa di Comunità” il nuovo edificio, già titolato “Casa della Salute”, eretto nell’area dell’ex Centro Civico, dopo averlo demolito.
E questa operazione immagino non sia di poco conto. Perché trattasi dell’attivazione di un’opera di riqualificazione strutturale di un fabbricato, appena edificato, e che prevede, peraltro, un impegno finanziario di ben € 1.817.969,00, secondo il progetto redatto dalla s.r.l. F-PROJECT e convalidato dalla soc. NORMATEMPO ITALIA.
Infatti, la riconversione di detta controversa struttura da “Casa della Salute” a “Casa di Comunità”, nei termini di cui al DM n.77/2022, decisa dall’ex Direttore Provinciale ASL, Dott. Antonio SANGUEDOLCE, con Deliberato n.501 dell’8.03.2024, è finanziata con i fondi del PNRR, per cui dovrà essere portata a temine non più tardi della prossima estate.
E, dunque, per mettere mano a quest’altro intervento, a funzionalità specifica di primo accesso medico-sanitario degli assistiti, si è reso urgente completare il processo costruttivo che, come noto, ha la sua origine nel Protocollo d’Intesa, stipulato dieci anni fa, il 20 luglio 2016, tra il Comune di Giovinazzo, proprietario dell’immobile abbattuto, e la Direzione Provinciale dell’ASL, soggetto attuatore della nuova edificazione. In forza di quell’accordo, infatti, l’Azienda Sanitaria, mediante il rogito notarile n.1147 del 29.01.2018, ebbe ad acquisire, per un periodo di trent’anni, la proprietà superficiaria dell’ex Centro Civico con l’area di pertinenza, per trasformarlo a sede unica di tutti i servizi sanitari sparsi sul territorio cittadino, avvalendosi del contributo economico di € 5.600.000,00, messo a disposizione dalla Regione sui Fondi POC 2014-2020.
E così i primi mesi di quest’anno sono stati febbrili per l’ASL che ha dovuto portare a definizione tecnica e amministrativo-contabile l’originario progetto titolato “Nuova realizzazione della Casa della Salute”, contraddistinto con CUP: D77H18001460006, per poter dar corso, mediante appalto, all’altro progetto, quello di riconversione della fabbrica, ancora in fase di ultimazione, denominato: “Lavori di ristrutturazione per la realizzazione della Casa di Comunità di Giovinazzo”, contraddistinto con cod. identificativo CUP: D75F22000470006, dal costo di € 1.817.969,00, come sopra indicato.
E, a tale scopo, sono stati appaltati, stranamente non più alla pregressa impresa costruttrice, la RTI capeggiata dall’O.E. –Costruzioni MURGOLO SRL- ma ad altro operatore edile, Geom. Francesco FAVIA di Valenzano, alcune opere di completamento della fabbrica, per l’importo di € 34.650,00, sotto la direzione lavori del Geom. F. SACCENTE, funzionario interno dell’ASL. Alla impresa NUOVA ITALGRAFICA di Mario D’ELIA di Putignano, invece, è stata appaltata l’installazione di un sistema di segnaletica di orientamento all’interno dell’edificio, per un importo di € 61.000,00: e, infine, la sistemazione degli impianti elevatori alla ditta DI MADERO & Figlie di Napoli per l’importo di € 24.400,00.
Da ultimo è stato appaltato, con un costo complessivo di € 66.000,00, alla ditta MICCOLI impianti di Trinitapoli (D.D. n.2300 del 11.03.2026) il completamento dell’impianto elettrico del fabbricato e l’ampliamento dell’apparato fotovoltaico, sempre sotto la D.L. del Geom. F. SACCENTE. Mentre la sistemazione a verde dello spazio esterno all’edificio è stata appaltata con una spesa di € 89.060,00 all’impresa BITELLA s.r.l. di Ginosa (Ta), sotto la direzione lavori del sig. Nicola SICOLO, anch’egli funzionario interno dell’ASL (D.D. n.2548 del 18.03.2026).
Lavori, dunque, come è possibile rilevare, di una certa consistenza e specificità e, comunque, di considerevole impegno finanziario nel complesso degli appalti.
E, ancora, per attestare la regolarità edilizia e l’operatività tecnico-funzionale della struttura è stato conferito, dietro compenso di € 12.688,00, all’Arch. Carmelo GUIDA di Bari, professionista esterno all’Azienda, l’incarico del collaudo statico del fabbricato, successivamente approvato dal RUP e consegnato all’ufficio SUE della “Gestione del Territorio” del Comune (D.D. n.1632 del 20.02.2026). Contestualmente all’Arch. Claudia MARCIANO di Trani, è stato commissionato, con la parcella di € 11.260,00, l’approntamento della SCIA Antincendio, e anche la redazione del Certificato di agibilità (SCA) dell’edificio (D.D. n.1393 del 13.02.2026) da consegnarsi sempre al Comune.
Atti indispensabili per la chiusura della pratica edilizia presso il Comune in relazione al titolo edilizio a suo tempo rilasciato dall’ing. Carrieri, in data 16 marzo 2021, su richiesta dell’ing. Nicola SANSOLINI, già Dirigente dell’AGT dell’ASL, che ebbe a validare il progetto esecutivo della nuova costruzione e a presentarlo al Comune in data 11.06.2020.
Questa, in linea di massima, la ricognizione dello stato attuale dell’immobile costruito dall’ASL, in sostituzione del manufatto dell’ex Centro Civico, destinato, originariamente, a essere solo centro unico cittadino di assistenza sanitaria per la popolazione locale ma, di seguito, considerato per la rifunzionalizzazione, con i dovuti adeguamenti strutturali, a “Casa di Comunità”, secondo il dispositivo del D.M. n. 77/2022.
Nello specifico, però, non ci è consentito recepire il contenuto di queste importanti certificazioni asseverate da parte dei due professionisti incaricati, appena sopra indicati, tanto meno degli esiti dei loro riscontri sia di collaudo tecnico-funzionale della costruzione e dei relativi allegati, come pure dei rilevamenti tecnico-funzionali alla base della segnalazione certificata di agibilità (CSA) redatta a norma dell’art. 24 del D.P.R. n.380/2001 e s.m.i. E questo perché i dati in questione costituiscono, a dire delle stesse autorità dirigenziali dell’ASL, informazioni non pubblicabili per motivi di riservatezza, come, appunto, riportano, sistematicamente, nella formalizzazione delle loro Determine.
E da qui, è chiaro, che sorgono due interrogativi cui si auspica possano avere dei riscontri appropriati da parte tanto della Direzione comunale del Servizio edilizio che dall’organo di governo cittadino, naturalmente nell’interesse generale e particolarmente per la comprensione di quel che afferisce alla dotazione del patrimonio comunale indisponibile.
Un primo interrogativo ha a riguardare l’aspetto urbanistico e di funzionalità della edificazione di cui l’Arch. Claudia MARCIANO è stata incaricata di dare certificazione mediante la redazione della SCA, a norma dell’art. 24 del Codice dell’Edilizia. Detto documento rilasciato da un tecnico accreditato, che ha sostituito la dichiarazione di abitabilità, una volta rilasciata dal Sindaco o dal Dirigente comunale, è finalizzato a certificare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, di igiene e salubrità e risparmio energetico di una opera edilizia in rapporto all’utilizzo che si fa, oltre, naturalmente, a garantire che la stessa sia stata realizzata in conformità al progetto presentato alla SUE e autorizzato mediante regolare permesso a costruire.
E allora la domanda è: l’edificazione in questione per come è stata portata a termine è conforme al progetto presentato in data 11.06.2020 e, quindi, assentito con il relativo titolo edilizio, rilasciato dall’ing. Carrieri, n.96/2020, in data 16.03.2021, che, tra l’altro, autorizzò, contrariamente a quanto disposto dal Consiglio comunale con Delibera n. 22 del 19 maggio 2017, la demolizione del manufatto, non portato a termine, per l’utilizzo a Centro Civico?
E la domanda non è affatto casuale; perché, in corso d’opera, la realizzazione dell’edificio ha subito ben tre varianti edilizie rispetto al progetto depositato al Comune. E la prima di queste, disposta dalla Direzione dell’ASL con D.D. n.6282 del 20.06.2022, appena un anno dopo l’inizio dei lavori, pare essere stata attuata per conseguire un’alterazione della consistenza plano-volumetrica dell’edificio con un aumento del costo contrattualizzato dell’appalto di ben € 128.010,75 e di € 44.171,14, otre oneri contributivi e fiscali, a favore del redattore della variante medesima. In considerazione di tanto, alla luce della segnalazione di agibilità, prodotta dall’Arch. MARCIANO, un riscontro in sede di Direzione comunale circa la conformità urbanistica della costruzione dovrebbe essere pur esercitato. Se non altro perché la edificazione in questione ha comportato un imprevisto carico urbanistico in una zona B3 del PRGC destinata a edilizia popolare e, ancora, sembrerebbe priva di un pur minimo park per l’utenza. E ciò in ragione del fatto che tutte le modifiche strutturali in corso di esecuzione dell’opera sono state disposte unilateralmente dall’ASL soggetto realizzatore della costruzione. Né tanto meno si ha notizia che il progetto di ristrutturazione dell’edificio per adibirlo a “Casa di Comunità” possa essere stato reso alla SUE, magari con una SCIA.
Il secondo interrogativo investe, invece, l’aspetto della attestazione di proprietà del nuovo immobile costruito dopo la demolizione dell’incompiuto Centro Civico di proprietà comunale.
L’arch. Claudia MARCIANO, infatti, è stata incaricata, altresì, di apportare la variazione catastale della realtà edilizia di che trattasi con una nuova scheda e mappatura della Unità immobiliare attuale e relativo aggiornamento cartografico.
E, allora la domanda è: la proprietà del nuovo compendio immobiliare la si è intestata, in catasto, alla Direzione provinciale ASL, in quanto titolare di un diritto di superficie, piuttosto che al Comune cui appartiene il suolo che si è reso completamente edificatorio?
Se questo venisse dato per confermato il Comune si troverebbe ad essere privato della proprietà del manufatto ex Centro Civico, rimasto incompiuto, al di fuori di qualsiasi determinazione da parte dell’organo deliberante comunale, competente a norma dell’art. 42 TUEL (D.Lgs. n. 267/2001). Su questo punto val la pena chiarire che, contrariamente a quanto si lascia intendere, la contestata delibera consiliare n. 22 del 19 maggio 2017 aveva disposto la cessione trentennale della proprietà superficiaria della fabbrica ex Centro Civico per essere riconvertito con le necessarie ristrutturazioni a centro polifunzionale sanitario. Giammai fu deliberata la demolizione del manufatto e, quindi, la creazione di un diritto di superficie sull’intero suolo perché lo si rendesse completamente edificatorio e si consentisse l’edificazione di un nuovo fabbricato sull’area, al limite degli indici di fabbricabilità in quella maglia B3 del PRGC, destinata a insediamenti abitativi di tipo popolare.
E, dunque, al posto di quella costruzione dell’ex Centro Civico oggi è in essere un grosso edificio costruito dall’ASL con risorse economiche regionali e non può che ritenersi di proprietà comunale al posto del manufatto demolito.
Non è il caso che il dott. Sollecito si attivi per riconsiderare i termini dell’accordo sottoscritto in data 20 luglio 2016 e per riformulare le condizione sostanziali del rogito notarile n.1147 del 29 gennaio 2018 sulla base del presupposto che l’immobile in cessione d’uso trentennale all’ASL per essere adibito a “Casa di Comunità” è quello attuale di recente edificazione su suolo di proprietà del Comune?
E questo, sempre che si possa rilevare la regolarità urbanistica della costruzione edificata, in relazione al titolo autorizzativo n. 96/2020, o a qualche altro permesso integrativo, appropriato a legittimare le sostanziali modifiche edilizie intervenute, in fase di realizzazione.
Giuseppe Maldarella











