
La nuova Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa
La sessione invernale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, svoltasi a Strasburgo dal 26 al 30 gennaio, ha rappresentato un momento di particolare significato per l’Armenia, che celebra il venticinquesimo anniversario della propria adesione all’organizzazione paneuropea. L’agenda prevedeva la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico europeo e internazionale, tra cui la presidente moldava Maia Sandu e il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan, oltre a dibattiti su tematiche cruciali quali la preservazione dell’integrità del sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la situazione umanitaria in Medio Oriente e il sessantacinquesimo anniversario della Carta sociale europea.
I lavori assembleari hanno affrontato questioni di rilevanza strategica, con particolare attenzione alla pace in Ucraina, al divieto delle pratiche di conversione e alle sfide elettorali in tempi di crisi. È stato inoltre posto in votazione un parere concernente un nuovo protocollo alla Convenzione sui diritti umani e la biomedicina, riguardante il ricovero e il trattamento coatti delle persone in strutture di salute mentale. Il 26 gennaio è stata eletta presidente per un mandato di un anno Petra Bayr (Austria, SOC), quinta donna a ricoprire questa carica, in sostituzione dell’uscente Theodoros Rousopoulos.
L’intervento del ministro degli Affari Esteri armeno Ararat Mirzoyan, pronunciato il 28 gennaio, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della sessione. Mirzoyan ha ribadito con fermezza la scelta strategica dell’Armenia in favore della pace e della cooperazione internazionale, tracciando un bilancio del percorso compiuto negli ultimi venticinque anni e delineando le prospettive future in un contesto geopolitico caratterizzato da crescenti sfide.

Intervento del Ministro degli Esteri armeno
Il ministro ha posto l’accento sulle minacce che attualmente gravano sulle democrazie europee, evidenziando come gli attacchi ibridi, la diffusione dolosa di disinformazione, l’uso militare delle informazioni e l’interferenza straniera nei processi democratici costituiscano una prova severa per i valori fondanti del continente. In questo contesto, Mirzoyan ha sottolineato l’indebolimento del diritto internazionale e l’erosione del sistema multilaterale, affermando che i settantacinque anni di tradizione del Consiglio d’Europa quale normatore della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto conferiscano all’organizzazione un ruolo cruciale nel contrastare il regresso democratico globale.
Rivolgendosi all’Assemblea, Mirzoyan ha illustrato il percorso di riforme intrapreso dall’Armenia dalla sua adesione, sottolineando come ogni riforma, ogni convenzione ratificata e ogni sviluppo istituzionale abbiano rappresentato un miglioramento tangibile nella vita dei cittadini. Il ministro ha menzionato in particolare il diritto dei cittadini armeni di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, l’istituzione del Difensore dei diritti umani, il contributo della Commissione di Venezia nel garantire che le riforme legislative rispettino gli standard internazionali, nonché l’importante ruolo svolto dal Gruppo di Stati contro la corruzione e dalla Carta europea dell’autonomia locale nel rafforzamento delle comunità locali.
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato l’impegno dell’Armenia per una pace e una stabilità durature nella regione del Caucaso meridionale. Nonostante le dolorose esperienze degli ultimi anni, che hanno incluso conflitti armati e conseguenze umanitarie devastanti, il ministro ha ribadito che l’Armenia ha compiuto una scelta chiara in favore della pace, adottando misure concrete che hanno permesso alla regione di procedere verso la pacificazione. Mirzoyan ha sottolineato come il rispetto dei diritti umani e della dignità sia fondamentale per ripristinare la fiducia e favorire la riconciliazione tra le società.

Un momento dell’intervento di Mirzoyan
Il ministro ha inoltre riaffermato il fermo impegno per la piena normalizzazione delle relazioni con la Turchia, evidenziando come ulteriori progressi in questo processo, inclusa l’apertura completa della frontiera, l’instaurazione di relazioni diplomatiche e il ripristino della ferrovia Gyumri-Kars, rappresenterebbero un contributo significativo al rafforzamento della stabilità regionale. Mirzoyan ha illustrato gli sviluppi dell’iniziativa armena di integrazione europea, ricordando che nel maggio 2026 l’Armenia ospiterà l’ottavo vertice della Comunità politica europea.
La Presidente dell’APCE, Petra Bayr, ha aperto la sessione con un riconoscimento significativo dei progressi compiuti dall’Armenia. In particolare, ha evidenziato come la firma dell’accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian dell’8 agosto 2025 abbia aperto nuove prospettive per la pace regionale. Ha inoltre espresso la speranza di continuare questo progresso e ha assicurato che l’APCE continuerà a sostenere l’Armenia nel suo percorso di consolidamento democratico e integrazione europea.
In occasione del venticinquesimo anniversario, presso la sede del Consiglio d’Europa si è svolta una cerimonia commemorativa che ha incluso l’annullamento di un francobollo speciale emesso dalla società “Apost”, alla quale hanno partecipato il ministro Mirzoyan, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Alain Berset e la Presidente Bayr. Il ministro armeno ha inoltre donato al Segretario Generale una copia della riproduzione manoscritta del Datastanagirk, il primo codice giudiziario armeno.
L’intervento del ministro armeno ha delineato la visione strategica di un paese che, pur affrontando sfide significative nel proprio contesto regionale, riafferma con determinazione il proprio ancoraggio ai valori europei e il proprio impegno per la costruzione di un sistema internazionale basato sul diritto, la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Inoltre, il venticinquesimo anniversario dell’adesione dell’Armenia rappresenta non soltanto un momento di bilancio, ma anche l’opportunità per rinnovare gli impegni assunti e per guardare al futuro con una prospettiva di collaborazione e integrazione sempre più stretta con le istituzioni europee.
M. Siranush Quaranta









