Per come lo intendono i decisori politici l’arrivo, sempre più nutrito, di visitatori e di frequentatori di Giovinazzo, anche senza che vi dimorino, dovrebbe essere un qualcosa di vantaggioso per tutti, sia per chi ci vive che per coloro che hanno deciso di soggiornarci per un qualche periodo o per pochi giorni. Siamo, ormai, nel clou dell’estate ed è tempo di vacanze e tanto ce lo rileva l’alta affluenza che si nota in giro per le strade di Giovinazzo. Una moltitudine di turisti, anche stranieri, ma soprattutto escursionisti di giornata, al limite di una serata, che dai paesi del circondario preferiscono portarsi a Giovinazzo per assistere a uno dei tanti eventi musicali e non, o, magari, solo per qualche cena, in compagnia, presso i ristoranti e i luoghi di ritrovo della riviera. Senza dire del popoloso assalto giornaliero, fino alle ore serali, ai tratti di mare, ancora liberi, lungo la fascia costiera.
Tuttavia la realtà mi pare non sia proprio così. Lo stato d’animo collettivo di chi ci abita, negli ultimi tempi, ha cominciato a mostrare una certa insofferenza verso il sistema che gestisce il turismo locale e, pure, contro le incursioni di quelle folle che vengono dal circondario per svagarsi. E ciò per l’irritata contrarietà, sempre più diffusa, degli eccessi, che accompagnano gli spettacoli che si susseguono di continuo, anche quelli pagati dal Comune, e che portano ad alterare, in qualche modo, l’abituale dimensione di vivibilità paesana.
Non è in conto da parte mia stare qui a paventare l’affacciarsi di quella insostenibile situazione, già tipica di altre località vacanziere della Puglia stessa, circa la percezione che l’intensa promozione turistica, attivata dall’autorità di governo locale, non trovi più tanta condivisione da parte dei cittadini. E questo perché il sempre più consistente afflusso di gente viene, avvertito, ormai, come uno stravolgimento delle condizioni abituali dei residenti che nei confronti del turista o dello stesso visitatore ad horas non nutre più tanta attenzione e buona attitudine nei confronti dell’ospite.
A fronte di una tale eventualità, che ha tutti i caratteri di un fenomeno che affligge molte località di mare del territorio regionale spetta al dott. Sollecito fare una valutazione appropriata circa la tendenza diffusasi fra la gente, in paese, particolarmente critica di questo turismo, che definirei caotico, e, dunque, di sospetto verso gli asseriti vantaggi che, si dice, questo comporti per l’intera comunità cittadina.
Non manca, infatti, chi sostiene che l’apporto economico generato da una sempre più ampia presenza turistica non è tale da compensare gli impatti ambientali e sociali che gli abitanti si vedono costretti a sopportare.
In altre parole: quanta presenza turistica e di arrivi nei week-end possono, e sono disposti, a sopportare i nostri concittadini?
Una riflessione politica cui una seria Amministrazione non può sottrarsi dal fare, alla luce di quel che ha modo di riscontrare essere gli effetti negativi, sull’ambiente e sugli stessi amministrati, di quel che, si ritiene, invece, essere una opportunità per l’intera città.
E, per capirci, mi riferisco chiaramente, a quello che concretamente provoca lo smisurato sovraccarico di presenze anche nella nostra città in questo periodo. Non escludo, infatti, ci possa essere un sensibile aumento di consumo idrico, esorbitante rispetto alla media annuale, e, comunque, allo stesso modo, poco accorto e senza limiti, cui si fa uso dell’acqua potabile, perfino, da parte delle utenze di pertinenza comunale. Anche le necessità di energia elettrica penso aumentino, e non solo per effetto dei condizionatori presso le svariate residenze sparse sul territorio, ma, soprattutto, per l’assorbimento di corrente da parte non solo di tanti locali, ma anche dei concerti, manifestazioni e spettacoli che si tengono nei vari spazi pubblici, sempre a carico delle casse comunali e, dunque, dei cittadini.
E, non si può certo non convenire che, nei mesi estivi, si percepisce un peggioramento dell’intero servizio della nettezza urbana, causa lo stress cui pare mostri l’apparato operativo che bada alla pulizia degli ambiti pubblici e la raccolta dei rifiuti urbani, cui si può rimediare solo con un sussidio di mezzi e dell’organico, con i relativi costi, naturalmente, a carico dell’erario.
Per un altro versante di osservazione che, invece, chiama in causa un po’ tutti noi, ritengo sia importante capire se rendere la nostra località, come apprezzata meta turistica, per un sempre più crescente volume di qualità di visitatori, sia indispensabile e necessario quel nutrito cartellone di eventi e di manifestazioni, anche le più varie, da tenersi per lo più, nell’arco del tempo vacanziero.
Perché è questo che ogni anno fa l’Autorità politica: finanziare tutta una serie di iniziative e manifestazioni prospettate da enti associativi, organismi dello spettacolo e del settore musicale o gruppi che operano in ambito socio-culturale. Eventi che vengono, quindi, riassunti in un piano promozionale per l’“Estate Giovinazzese” cui il Comune si fa carico non solo degli oneri di produzione, rimborsando i soggetti che li hanno proposti e che, al tempo stesso, figurano attuatori, ma anche i relativi costi indiretti per la loro funzionalità, non escluso il versamento alla SIAE.
Forse chi viaggia, oggi, non va alla ricerca di luoghi un po’ esclusivi, unici e autentici, con un livello di servizi adeguato, piuttosto che indirizzarsi verso località animate da festival di vario genere o da altri eventi popolari d’intrattenimento a forte richiamo mediante i social media?
L’arrivo di troppe persone non rischia di sminuire la fama anche di località di una certa attrattività?
Eppure Giovinazzo ha un patrimonio artistico-culturale e paesaggistico da offrire al turista; ed è, pure, di una certa rilevanza, tanto che costituisce una ricchezza che non sempre viene adeguatamente utilizzata e/o valorizzata allo scopo. Non potrebbe essere questa la caratterizzazione turistica della nostra cittadina, oltre ai servizi di balneazione, ormai estesi da nord a sud del litorale e alle più convenienti strutture ricettive?
Vale insistere su una quantità enorme di tanti generi d’intrattenimento solo perché questi eventi e spettacoli, pur nella loro contenuta dimensione, portano a registrare indici di presenze in aumento di cui ci si vanta, poi, essere il successo della campagna turistica?
La promozione turistica, messa in atto dal Comune, cui si assiste ormai da anni, tende ad avere strabilianti riflessi il cui richiamo pubblicitario riesce ad attrarre un volume di presenze che, in certe circostanze, solleva preoccupazioni sia in ordine alla sostenibilità della capacità di carico sociale e ambientale che della sicurezza pubblica.
E, in questo, rilevo perfino aspetti che sanno di un che di paradosso!
L’amministrazione Sollecito, quest’anno, si è spinta a ingaggiare il corpo bandistico cittadino perché faccia, nella serata del 7 agosto, un giro musicale nei vari quartieri della città, dietro un compenso di qualche migliaia di Euro. Per contro non si preoccupa di ridare dinamicità e scenografia, come in passato, alla fontana dei tritoni in piazza con il rifacimento dell’impianto di illuminazione, anche nella parte superiore, oltre che nella vasca, e a ripristinare il sistema dei gettiti e dei zampilli d’acqua lungo il bordo delle conchiglie, in gran parte non più funzionante.
Magari cominciare con un intervento di manutenzione che ripulisca l’interno e l’esterno della vasca i supporti su cui sono posizionati i tre telamoni.
Eppure quel monumento, opera dello scultore giovinazzese Tommaso Piscitelli, è il simbolo con cui si identifica la nostra città.
Si vede che prevale l’interesse a far suonare la banda per le vie cittadine in segno di festa! Ma quale festa?
Giuseppe Maldarella















