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COME PARLARE AL TUO BAMBINO


come parlare al tuo bambino

 

Come fare a comunicare contenuti molto tristi o spaventosi ad un bambino?

Care lettrici e cari lettori, nell’appuntamento della scorsa settimana abbiamo sottolineato quanto è importante che gli adulti agiscano da filtro con i bambini rispetto contenuti non adatti alla loro età, riferendoci sia ai messaggi che possono passare attraverso la televisione o internet, sia a racconti o alle discussioni a cui i bambini possono assistere direttamente.

E’ comunque vero che capita a tanti genitori di dover comunicare al proprio figlio, ancora bambino, una malattia, sua o di un parente prossimo, ad altri sarà capitato di dover parlare della morte, di un lutto, ad altri ancora di una separazione, di un divorzio, della perdita del lavoro, di un trasferimento improvviso. E allora, come fare? Affrontare queste situazioni con un bambino è complesso per tante ragioni: di solito i genitori vorrebbero evitare ogni malessere al proprio figlio, non sanno quali sono le parole migliori da utilizzare, e devono fare i conti anche con le proprie emozioni. Per esempio, per un papà fisiologicamente depresso per aver perso il lavoro, trovare il modo migliore e “meno traumatico” per dirlo a suo figlio può essere particolarmente difficile.

A volte si pensa che i bambini vadano tenuti all’oscuro dai problemi più gravi della vita e del mondo, perché sono ancora troppo deboli e fragili per esserne esposti. E’ sicuramente vero che i bambini non sono forti come gli adulti, hanno poca esperienza della vita e vanno protetti, ma escluderli totalmente da una situazione negativa che li riguarda può essere controproducente. I bambini si accorgono di quello che accade attorno a loro, intuiscono il malessere delle persone a cui tengono e, se non ricevono una spiegazione adatta alla loro età possono sentirsi invasi dall’ansia o dalla paura, oppure l’immaginazione può colmare quel vuoto con una spiegazione di fantasia che può essere ancora più spaventosa della realtà. Proteggere e agire da filtro non significa nascondere: se una situazione difficile viene trasformata in un tabù, diventa ancora più pericolosa di quanto non lo sia nella realtà.

Attenzione però: la verità va detta, ma fino ad un certo punto! Per esempio, una situazione spiacevole non dovrebbe essere comunicata con troppo anticipo: il bambino, infatti, non ha un senso del tempo molto preciso e potrebbe provare troppa ansia. Gli adulti dovrebbero prendersi il tempo di assimilare ed elaborare le cattive notizie prima di parlarne al bambino, per non trasmettergli esageratamente il proprio turbamento. Inoltre, nella spiegazione degli eventi andrebbero evitati i particolari più cruenti, quei dettagli che renderebbero inutilmente sconvolgente la notizia.

Alla prossima!

 

dott.ssa Mariapia D’Attolico
psicologa dell’Infanzia e dell’Adolescenza
mariapia.dattolico@gmail.com