IMAGE 2hands Giovinazzo: clean up e sensibilizzazione a difesa...

Continua senza sosta l’attività di 2hands Giovinazzo nonostante l’inciviltà dilagante.Desolante lo spettacolo che si è presentato agli occhi dei volontari della locale associazione sia nell’intervento di pulizia tenutosi... leggi tutto...
IMAGE XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il tempo ordinario, per noi è quello del nostro quotidiano. La nostra vita, oserei dire che è più ordinaria, più fatta di cose quotidiane che di eventi eccezionali: è nel quotidiano che occorre imparare ad abitare, standoci... leggi tutto...
IMAGE AFP: sono cinque i convocati al raduno di Matera

Ben cinque i giocatori dell’AFP Giovinazzo convocati, su segnalazione del commissario tecnico Massimo Giudice, al raduno di visionatura dell’under 17 maschile che si terrà a Matera domenica 27 giugno. Nemmeno il tempo di archiviare... leggi tutto...
IMAGE PVA: Il COMUNE SI COSTITUISCA PARTE CIVILE NEL PROCESSO...

La premessa di questa nota è volutamente “nuda e cruda”, per evitare che le troppe parole offuschino la drammatica realtà ambientale in cui versa l’area delle ex AFP. L’ARPA Puglia ha certificato che nell’area ex AFP... leggi tutto...
IMAGE Orazio Saracino: “Che emozione tornare sul palco”

L’incantesimo di un pianoforte che si congiunge all’azzurro intenso del mare: è da questo connubio suggestivo che ripartono i live di Orazio Saracino (nella foto di Michele Illuzzi, ndg).Il pianista, autore e compositore giovinazzese torna ad... leggi tutto...
IMAGE XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo agli inizi dell'estate: la natura sta portando avanti ormai da tempo il suo prodigio di rigenerazione e crescita e le letture di questa domenica riportano facilmente all'esperienza comune, il miracolo di un seme che nella terra può... leggi tutto...
 

DOMENICA : PASQUA DI RISURREZIONE


foto domenica di pasqua C

 

Qualcuno ha già rotolato via la pietra per noi

"Mettiamoci una pietra sopra": chissà quante volte avremo pronunciato questa frase. Forse al termine di una discussione protrattasi più del dovuto, oppure a conclusione di un periodo di forti incomprensioni con qualche familiare, con una persona a cui vogliamo bene, con un conoscente o con un collega di lavoro. Lo si dice per non rivangare più certe logoranti situazioni e per guardare avanti. "Mettiamoci una pietra sopra": lo diciamo proprio per guardare avanti, dopo un periodo difficile, dove magari la salute è venuta un po' meno, il lavoro è mancato, in casa c'erano un mucchio di problemi. Grazie a Dio, anche i periodi critici passano e si vuole dimenticare quello che è avvenuto, per guardare avanti con speranza e fiducia. "Mettiamoci una pietra sopra": è anche la frase che si scambiano due persone, che si sono promesse amore per l'eternità, e poi scoprono poco a poco che l'eternità deve fare i conti con la fatica di ogni giorno, e allora vanno in crisi, e arrivano alla sofferta conclusione di lasciarsi, di interrompere la loro relazione. Decise ad andare avanti, sì, ma ognuno per la sua strada, mettendo una pietra sopra il passato e cercando di dimenticarsi a vicenda. Quell'amore - ammesso che fosse tale - ormai è morto, e lo si seppellisce mettendoci, appunto, una pietra sopra. Poi, però, capita spesso che quella "pietra messa sopra" non ci convince, e ci coglie l'intrigante desiderio di andare a spiare dentro quel luogo dove abbiamo sepolto il nostro passato, magari per vedere se quegli "scheletri nell'armadio" ci fanno ancora paura, o forse per renderci conto che è davvero finita, perché magari non vogliamo o non siamo capaci di accettarlo. Resta il fatto che la pietra sopra c'è, ed è pesante, e rotolarla via per andare a guardarci dentro non è poi così facile. Riguardare dentro il nostro passato e rivangare il tempo che non c'è più è una cosa faticosa e dolorosa, e forse a volte non ne vale nemmeno la pena: a che scopo? Per rimanerci ancora più male? Per sentirci a posto con la coscienza? Per imbalsamare il cadavere, e ungerlo con oli aromatici come fecero le donne di buon mattino al levare del sole? Ci piacerebbe cercare di capire gli sbagli del passato, eppure è meglio di no; anzi...sarebbe meglio di sì per trarne esperienza e per non ripeterli più, però... è più saggio non farlo; o magari è saggio farlo, ma invece non riusciamo perché costa fatica.... Che caos...quanti pensieri frullano nella testa, mentre pensiamo a un passato pieno di sbagli, di colpe, di valutazioni scorrette, di scelte azzardate...e intanto la vita va avanti, e noi facciamo passare il tempo e proseguiamo il cammino pensando e rimuginando su queste cose… Ma poi, anche nel momento in cui decidiamo di riguardare dentro il sepolcro della nostra vita passata, ci accorgiamo della fatica più grossa, che è proprio quella di rileggere tutto, di riguardarci dentro, e allora ci chiediamo: chi ci darà una mano? "Chi ci farà rotolare via la pietra dall'ingresso del sepolcro?": se lo chiesero anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salòme, quel primo giorno dopo il sabato, di buon mattino al levare del sole. Certo, queste cose si fanno al mattino quando si è ancora freschi e volenterosi: la sera è troppo vicina alla notte, e il buio non è certo il momento migliore per rivangare il passato, per nessuno, perché gli scheletri fanno ancora più paura. Ma rimane il problema della grossa pietra...chi la farà rotolare via dal sepolcro? Puoi star lì a ripensare tutte le belle teorie che vuoi, sul tuo passato, ma se non hai ancora trovato il modo di rotolare via la pietra da quel sepolcro che è la tua vita, serve a poco. E serve a poco anche camminare a testa bassa, chinando il capo pensieroso, credendo così di trovare una risposta. Invece, devi fare come le donne nei pressi della tomba di Gesù Nazareno: alzare lo sguardo. Ti accorgerai che la pietra è già stata fatta rotolare, benché molto grande. Qualcuno ci ha già pensato per te, qualcuno ti ha già dato una mano, qualcuno ha giocato d'anticipo. Qualcuno ti ha preceduto. C'è sempre qualcuno che fa le cose per te, che giunge prima di te, che ti toglie le castagne dal fuoco ancor prima che tu possa accorgerti che stanno bruciando. Lui ti precede. Cercavi di mettere una pietra sopra il tuo passato? Lui lo ha fatto prima di te. Hai provato a risollevare nuovamente la pietra per cercare di capirci qualcosa in tutto ciò che è successo? Lui lo ha fatto prima di te. Vuoi provare a ricominciare da capo, da dove tutto era iniziato e dove tu ti sentivi felice? Lui lo ha fatto prima di te, ti precede in Galilea. Adesso, però, occorre smetterla di essere titubanti e indecisi; occorre smetterla di avere paura. Occorre camminare con lo sguardo alto, perché non c'è più nulla di cui avere paura. Lui ha vinto la morte, e noi con lui, perché in quel sepolcro ci siamo scesi entrambi, lui e noi: e "se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui", perché "la morte non ha più potere su di lui".

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