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IMAGE XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La liturgia di questa domenica ci ricorda la risposta di Gesù ai farisei che volevano metterlo alla prova, chiedendogli se fosse lecito pagare a Cesare il tributo: ? leggi tutto...
IMAGE Piscitelli: “Fidens: sarà una stagione di...

«Sarà un anno di transizione», queste le parole di Franco Piscitelli, presidente dell’ASD Fidens Giovinazzo 1970. «Vista l’indisponibilità del palazzetto di via Tenente Devenuto, ci concentreremo sul vivaio:... leggi tutto...
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Sport e cioccolato. Non la stravaganza di qualche atleta, ma una combinazione vincente a tutti gli effetti. Proprio come quella proposta da Nicola Giotti e Damaride Russi con le uova di cioccolato ispirate al Giro d’Italia. Il simbolo delle eccellenze che... leggi tutto...
IMAGE XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La liturgia di questa domenica ci presenta un re che fa una festa di nozze per il figlio. Alla festa vengono invitati i privilegiati, ma questi non accolgono l'invito perché occupati in altri lavori leggi tutto...
IMAGE Massari: “Quella volta che gareggiai con i campioni”

Tappa giovinazzese per la 103esima edizione del Giro d’Italia, la prima a svolgersi eccezionalmente in autunno causa pandemia. Sarà infatti proprio la cittadina in riva all’Adriatico ad ospitare la partenza dell’ottava frazione... leggi tutto...
 

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


foto XXIV Tempo Ordinario

 

Il Vangelo di oggi ci pone dinanzi alla radicalità dell'amore che Dio dona e chiede, un amore disposto e capace di perdonare settanta volte sette, cioè sempre.

Ma come è possibile farlo? Anzitutto Dio ci rende capaci di farlo, a noi chiede di essere disposti a farlo! Sì, ma quello mi ha fatto una cosa brutta... non posso perdonarlo, è troppo... il problema è che se al centro c'è il mio io, il mio orgoglio ferito, non andrò lontano: ma se al centro c'è Dio tutto cambia. In che senso? La parabola di Gesù è chiara: il re che condona un debito abnorme è Dio, quello condonato sono io, sei tu che leggi, che poi di fronte al fratello che gli deve qualche spicciolo, diventa intransigente e dimentica il dono ricevuto. Cosa ci dice questo? Che quanto Dio perdona a me, è infinitamente più grande di qualsiasi male un'altra persona mi possa fare. Un solo peccato mortale ci rende degni dell'inferno: quanti ce ne ha perdonati Dio? Quanta pazienza ha con me e con te? Quante cose tollera, aspettando la nostra conversione? E noi invece, quante volte pensiamo che le colpe degli altri siano peggiori delle nostre? Quante volte ci inaspriamo, pensando che noi quella cosa non l'avremmo mai fatta, quando magari facciamo ben di peggio? Quante volte coviamo rancori verso i genitori, senza capire che ci hanno amato a modo loro, con tutti i loro limiti? Quante volte non siamo disposti a dare un'altra possibilità al nostro prossimo, al nostro coniuge, a un nostro conoscente o parente, mentre Gesù continua a scommettere su di noi, ad amarci, a intercedere per noi presso il Padre, inviandoci il Suo Spirito d'amore! Quante volte purtroppo soppesiamo con due pesi e due misure le mancanze degli altri e le nostre? Che questo Vangelo apra i nostri cuori alla seria necessità del perdono, un dono che Dio non si stanca di farci, anzi, che è felice di farci; un perdono che in Dio è infinito, ma che nel giudizio si restringerà alla misura che noi saremo stati disposti a donare! Il perdono, termine e atto divino, dono che libera e guarisce l'anima, dono che siamo chiamati a trasmettere anche agli altri per sperimentare già ora la gioia vera, la libertà interiore e la pace profonda!

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