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XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


foto XXXI Domenica del Tempo Ord.C

 

La liturgia di questa domenica ci incita, oltre a vivere nella gioia, ad amare la vita come l'ha amata Gesù;

La liturgia di domenica scorsa ci ricordava di pregare senza stancarci ma soprattutto quale deve essere il nuovo "modo" di pregare per far sì che questa arrivi al cuore di Dio e ci faccia entrare in relazione con lui. Nella festività di tutti i santi abbiamo meditato come la gioia e la festa debbano essere sempre presenti nell'animo del cristiano. La liturgia di questa domenica ci incita, oltre a vivere nella gioia, ad amare la vita come l'ha amata Gesù; inoltre racconta la tenerezza e la pazienza divina. Infatti Gesù, nell'episodio di Zaccheo, dimostra qual è veramente la sua missione: quella di salvare tutti gli uomini anche se sono corrotti e peccatori. Nella prima lettura tratta dal libro della Sapienza ci viene ricordato che Dio ama da sempre tutte le cose che ha creato. "Tutto è polvere davanti a te, tu hai amato l'uomo e lo continui ad amare al contrario non lo avresti neppure formato, hai con lui una pazienza infinita, lo aspetti, lo correggi a poco a poco quando sbaglia, lo ammonisci affinché possa tornare a te salvato ". Con lode, riconoscenza e amore ripetiamo il ritornello del salmo responsoriale: "Benedirò il tuo nome per sempre, Signore". Nel salmo 144 il salmista vuole incitarci a benedire per sempre il Signore, a benedirlo ogni giorno, a lodare in eterno il suo nome, perché infinita è la sua tenerezza e la sua potenza si estende su tutta la terra, egli rialza tutti coloro che cadono. Nella seconda lettura, tratta dalla lettera ai Tessalonicesi, l'apostolo Paolo ammonisce a non dar retta a ciò che viene detto sulla fine del mondo ma di seguire la fede, altre rivelazioni non sono vere. "Fratelli, prego per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata, e con la sua potenza portiate a compimento ogni opera di bene che vi viene dalla fede perché sia santificato il nome del Signore Nostro Gesù Cristo. Per quanto riguarda la venuta del Cristo ed il nostro ricongiungersi con lui, non fate caso a ciò che viene detto e a qualche lettera attribuita a me come se fosse già presente ora il giorno del Signore". Paolo scrive alla comunità di Tessalonica, capitale della provincia romana della Macedonia, l'attuale Salonicco, perché la stessa pare credesse a paure apocalittiche e l'idea di una fine imminente del mondo aveva terreno fertile su di loro, e per questo si dedicavano a molte cose non buone. PAOLO CERCA DI FAR TORNARE ALLA realtà QUEL POPOLO. Dio cerca l'uomo peccatore, ma lo cerca nella tranquillità, cerca l'uomo che si ravvede, che percorre la sua STRADA giorno per giorno, senza impazienza ma con volontà e serenità. Il cristiano è una persona che vive nella realtà quotidiana, non si fa illusioni, non segue i sogni, ma vive concretamente con la volontà di fare il bene con molta pazienza. La vocazione cristiana a cui tutti siamo chiamati ci impedisce di allontanarci dalla realtà e dalla concretezza della nostra vita. L'apostolo Luca nel vangelo ci presenta Gesù che si auto-invita in casa di Zaccheo, il pubblicano esattore delle tasse e uomo ricco. L'incontro con Gesù cambia la vita a Zaccheo. Conosciamo tutti il fatto: nella città di Gerico doveva passare Gesù, Zaccheo desidera vederlo e poiché piccolo di statura sale sul sicomoro, Gesù lo vede e gli dice di scendere perché vuole fermarsi proprio a casa sua. Quando lui gli parla inizia una trasformazione nella sua anima e si sente pieno di gioia per questa visita inattesa e lo accoglie con calore. Preso da una grande emozione dice: "Ecco Signore io do la metà di ciò che ho ai poveri e se ho rubato a qualcuno restituisco quattro volte tanto". Gesù gli risponde; "Oggi è venuta per questa casa la salvezza infatti anche lui è figlio di Abramo". La scelta di Gesù è stata criticata dalla gente perché era entrato nella casa di un peccatore. Gesù spiega che lui è venuto a cercare ciò che era perduto. Il brano di Luca vuole farci comprendere la vera missione del Cristo. Sceglie Zaccheo il cui nome significa "Dio ricorda", Dio non dimentica nessuna delle sue creature, nemmeno la più piccola ed insignificante, egli vuole che tutti gli uomini siano salvi nella gioia, Gesù parla anche a ciascuno di noi, come cristiani dobbiamo schierarci dalla parte giusta, dobbiamo scegliere i peccatori come noi, e insieme arrivare alla salvezza. Dio non si ferma alle apparenze, sa che nel cuore degli uomini, dove solo lui può entrare, c'è sempre qualcosa di buono, Dio infatti lo ha creato così, quindi tutti gli uomini possono essere salvati. Quante volte il Cristo si è fermato davanti alla nostra casa e noi non siamo stati capaci di riconoscerlo, di cogliere il suo sguardo salvifico solo perché eravamo distratti o presi da mille altre cose terrene ma la nostra vita ha senso solo se ci fermiamo e lo facciamo entrare per condividerla con lui.

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