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Costi quel che costi, le Frecce Tricolori saranno le protagoniste dell’Airshow, in programma nella giornata del 3 maggio 2020, in occasione della Maratona delle Cattedrali, anche se il bilancio corrente non ha risorse economiche disponibili per... leggi tutto...
IMAGE XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In questa 29a Domenica del Tempo Ordinario ( Domenica della preghiera insistente, che da frutto nel tempo opportuno), leggi tutto...
IMAGE UN INIZIO TRA LUCI E OMBRE PER IL G.S.

Cade e si rialza immediatamente il G.S. Giovinazzo Calcio a 5 nel girone G del campionato di serie B. Prima un esordio da dimenticare a Torremaggiore con la sconfitta per 7-4 in casa di una neopromossa e poi la vittoria per 6-2 al PalaPansini con il Real... leggi tutto...
IMAGE CRISI DEL MERCATO GIORNALIERO: LA DISMISSIONE DI MOLTI...

All’origine c’era il Mercato Coperto, ricavato, nella seconda decade del ‘900, all’interno dell’ex Chiesa parrocchiale di San Felice, dopo che un grave incendio la distrusse in gran parte. Il Comune ne acquistò la fabbrica... leggi tutto...
IMAGE XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La liturgia di questa 28a domenica del tempo ordinario invita, ogni fedele, "in questo giorno santo" a rendere gloria a Dio per il dono della fede e per la salvezza che il Padre opera per mezzo del Figlio prediletto. leggi tutto...
 

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


foto XXII tempo Ord.C

 

Le letture che ci vengono proposte oggi dalla Liturgia a prima vista appaiono come un trattato di galateo o una serie di consigli comportamentali che in gran parte già conosciamo.

Ma se si fa una lettura più approfondita ci accorgiamo che le prospettive che Gesù ci propone vanno al di là di un dettame puramente comportamentale. Già nella prima lettura, tratta dal libro del Siracide, troviamo una sottolineatura sul valore dell'umiltà e della modestia per essere bene accetti al prossimo e soprattutto a Dio. L'umiltà apre il cuore ai doni di Dio e ci trasforma in suoi testimoni. L'uomo umile è il saggio che fa prevalere le ragioni del comandamento dell'Amore che Gesù ci ha insegnato, è colui che guarda alla dignità di se stesso e degli altri senza badare ad interesse alcuno. L'umiltà non è: modestia o mediocrità, una forzata disistima o un artificiale farsi piccolo per fare spazio a Dio, come se la grandezza di Dio dovesse esigere il sacrificio della grandezza dell'uomo. Dio non considera l'uomo come un concorrente, ma lo vuole simile a sé, protagonista di una grande vocazione. Questo atteggiamento di umiltà è la caratteristica di due fondamentali figure che hanno vissuto questa virtù in pienezza: Maria che esclama nel magnificat "il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva" (Lc 1,48), e Gesù che dice "imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11,29). Il Salmo 67 si rivolge ai giusti, ovvero a coloro che praticano lo stile di Dio nella loro vita, e li invita a far festa perché Dio si manifesta come "Padre degli orfani e difensore delle vedove", cioè sta dalla parte di quelle categorie dei poveri e degli ultimi che citerà Gesù nel brano del Vangelo di oggi. Nel vangelo troviamo Gesù invitato a pranzo da un capo dei farisei e si mette ad osservare il comportamento degli invitati. Il "galateo" giudaico suggeriva di mettersi due o tre posti indietro da quello che aspettava per diritto di rango o di importanza, ma Gesù supera questa regola e propone la logica del Regno di Dio. L'ultimo posto è il posto di Gesù, venuto per servire e non per essere servito, è il posto di chi ama, di chi umilia "se stesso assumendo la condizione di servo" (Fil 2,7), e chi farà questa scelta sarà chiamato da Dio "amico". Il banchetto del Regno di Dio ha una distribuzione dei posti ben diversa da quella in vigore nei pranzi ufficiali terreni. Sono gli ultimi, i poveri, quelli che contano meno nella scala del "gradimento sociale" a ottenere un trattamento preferenziale. Ed ecco allora la seconda parte del racconto: Gesù si rivolge al padrone di casa e gli suggerisce di cambiare la lista degli invitati e di inserire in essa i poveri, gli storpi, i zoppi, i ciechi. Queste ultime tre categorie erano escluse dal culto del tempio e quindi dalla comunità di Dio. "Mettersi all'ultimo posto", significa condividere la situazione di questi ultimi invitati. Questo brano ci offre indubbiamente una "contestazione" nei confronti di un costume che si affida alla legge della competizione e uccide la fraternità, della competitività, che quasi sempre esclude i più deboli e finisce con rendere le persone egoiste, incapaci di relazioni umane corrette. Gesù ci dice che come cristiani dobbiamo contestare questa logica diffusa, in nome di una cultura diversa. Dobbiamo essere capaci di scegliere gesti, anche piccoli, modellati sul rapporto gratuito, non interessato, con le persone e le cose, nella gioia che ci può venire dalla convivenza in un mondo in cui ogni uomo possa incontrarsi senza calcoli interessati. Concludendo, per la nostra vita di tutti i giorni, dobbiamo imparare che è importante l'umiltà e il servizio nella vita sociale, nel lavoro, nelle responsabilità verso gli altri. E' importante nella vita quotidiana di coppia, nella famiglia fare tesoro di questi insegnamenti di Gesù, dove la logica del servizio deve sempre essere al primo posto e superare il desiderio e l'impulso di sedersi sempre al primo posto. Una logica di servizio che è opportuno trasmettere anche ai figli perché, come ci dice Gesù, non sempre i primi saranno primi, ma verranno superati dagli ultimi: "vieni avantiamico". La grandezza dell'uomo, dunque, non è nel dominio sugli altri, ma sta nel servizio, nel dono di sé, nell'amore semplice e generoso che si piega sugli ultimi; la vera grandezza non è nel prevalere, ma nel sapersi abbassare, con umiltà ed amore, fino ai più piccoli; nel farsi dono gratuito per gli altri, ad imitazione del Cristo, che ha dato tutto se stesso per la salvezza e la felicità di ognuno.

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