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G.S.GIOVINAZZO: LA PREPARAZIONE ATLETICA AL TEMPO DEL COVID


 

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«Cosa apprezzo di più del mio lavoro? – dichiara Giovan Battista De Gennaro, preparatore atletico del G.S. Giovinazzo calcio a 5-Far rendere al massimo gli atleti sia come singoli che come squadra, tutelandoli dagli infortuni e mettendoli nelle migliori condizioni per affrontare la stagione».

Molfettese, a breve compirà 36 anni, De Gennaro è laureato in scienze motorie ed è preparatore dei biancoverdi già dal campionato 2019/20.

Un ruolo non facile, soprattutto in questo momento così delicato.

L’esplosione della pandemia, prima, e la forzata convivenza con il virus, nel prosieguo, non hanno di certo facilitato il suo ruolo: in bilico tra l’assicurare ai giocatori una forma atletica costante, nonostante i continui “stop and go”, e la necessità di tutelarli dagli infortuni.

A cominciare dalla preparazione ad inizio stagione.

«Ci siamo ritrovati ad affrontare il campionato con giocatori fermi da sei mesi – ricorda De Gennaro- perché il lockdown dell’anno scorso ha bloccato non solo la vita reale di tutti noi, ma anche quella sportiva. La preparazione è stata totalmente diversa da quella precedente ed è iniziata molto prima. Il G.S., tra l’altro, ha anche giocatori stranieri, ognuno dei quali aveva una situazione diversa a seconda del paese d’origine».

Da qui la necessità di un lavoro ancora più differenziato rispetto al passato.

«Il lavoro è già diversificato per ogni giocatore a seconda degli infortuni subiti, degli interventi, e di tanti altri fattori, ma quest’anno si doveva tenere conto anche delle restrizioni vigenti nelle zone in cui gli atleti si trovavano. La soluzione? Schede di allenamento differenziate calibrate tenendo conto di entrambi gli aspetti: con esercizi all’aperto per chi poteva uscire ed allenamenti adatti alle mura domestiche per chi, invece, doveva restare in casa. Era importante affinché tutti avessero una base da cui partire. Quando poi ci siamo ritrovati tutti insieme abbiamo fatto dei test e da lì abbiamo iniziato a lavorare con esercizi differenziati, molto graduali e con l’obiettivo di portare tutti i calcettisti a una condizione ottimale».

Poi il campionato con le gare ad intermittenza a minare la solidità del lavoro portato avanti con tanta fatica.

«Le difficoltà più grandi sono stati i continui stop: spesso ci è capitato di fermarci per periodi medio-lunghi a discapito della ricerca del ritmo partita. Non poter giocare con continuità, pur allenandosi regolarmente, non è facile per i ragazzi né dal punto di vista atletico né da quello psicologico. Dietro questo aspetto c’è stato un gran lavoro non solo mio, ma di tutta la famiglia G.S., compresi allenatore, staff tecnico e dirigenti».

Lunghi periodi senza gare seguiti da altri con partite da affrontare ogni tre giorni.

«Proprio come accaduto in quello attuale. Una situazione che determina stress fisici non indifferenti per gli atleti e che rende fondamentale tutelarli dagli infortuni. Il mio primo obiettivo in questo periodo è che i calcettisti non si facciano male, oltre che lavorare sulla loro condizione fisica in generale. È fondamentale infatti che siano sempre tutti pronti e al massimo della condizione».

In caso di positività, invece, come si interviene?

«Nel caso di atleti positivi ma asintomatici è importante che restino a riposo e seguano un’alimentazione corretta. Per poi riprendere il lavoro in maniera blanda dato che non si ha ancora il ritmo degli allenamenti nelle gambe. In quel caso è più importante il supporto psicologico che atletico perché star lontani dallo sport per chi lo pratica da sempre, è molto difficile».

È così che De Gennaro, “Gianni” per i suoi atleti, cerca di condurre il G.S. alla migliore forma atletica in una stagione particolarissima. Un lavoro di gruppo che parte dalla condizione fisica ma che, mai come in questa stagione, si avvale anche di una forte componente psicologica e motivazionale. Alla ricerca della vittoria sportiva e sostenuti dalla volontà di proseguire il cammino tutti insieme, come una famiglia, come da sempre la società di Tonio Carlucci è abituata a fare. 

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