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“Concatenati” ad una passione chiamata bicicletta


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L’abbraccio tra Giovinazzo e il ciclismo, declinato in tutte le sue sfumature: dallo sport al tempo libero, dal turismo alla mobilità sostenibile. A parlarne campioni e grandi appassionati, tutti protagonisti di “Concatenati- Vite in bicicletta” (edizioni Secop) del giornalista Agostino Picicco, che lavora presso la Direzione Comunicazione, relazioni pubbliche e attività promozionali dell’Università Cattolica. Tra le pagine dell’ultima fatica dello scrittore giovinazzese trapiantato a Milano, lo sport a due ruote prende vita nell’analisi degli intervistati e nei loro ricordi.

«Tutto ruota – racconta Picicco- attorno alla bellezza degli scorci, al calore della gente e alle bontà gastronomiche di Giovinazzo apprezzati grandemente dai campioni del ciclismo che hanno frequentato la nostra città negli ultimi anni. Da Alessandro Ballan, estasiato per aver cenato “con i piedi quasi nell’acqua” ed impaziente di poter tornare qui con la sua famiglia, agli innumerevoli ricordi di Leonardo Piepoli. Il ciclista di Alberobello, l’unico corridore pugliese presente nel libro, per allenarsi era solito recarsi fin qui e, sebbene siano passati molti anni, ricorda distintamente una curva pericolosa nei pressi della villa che da ragazzino era solito affrontare giunto a Giovinazzo».

Giovinazzo e il ciclismo in tutte le sue sfumature, ma non solo.

«Gianni Bugno è un grande sostenitore del turismo a due ruote, la cosiddetta “bike economy” e sogna una città a misura di ciclista. La pensa così anche Davide Cassani che parla del cicloturismo come di un settore in crescita. Molto critico Francesco Moser con il ciclismo “virtuale” sviluppatosi durante il lockdown e che concepisce il suo sport preferito nella versione più autentica: sulla strada e con la gente assiepata sui marciapiedi ad incitare i corridori. La stessa disciplina a due ruote di cui è innamorato Paolo Bettini che considera il Giro d’Italia un evento di aggregazione che coinvolge appassionati di tutte le età: una vera e propria “festa che promuove l’eccellenza del territorio”».

 

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Romantica anche la visione di altri amanti dello sport a pedali.

«Secondo Mario Cipollini in questi anni la bici sta vivendo una seconda giovinezza: principale mezzo di trasporto nel dopoguerra, la bicicletta è tornata nuovamente di moda. Una “moda” senza tempo proprio come la passione e la fatica che accompagnano questo sport e che resistono ai cambiamenti secondo Maurizio Fondriest. Emozionale anche la visione di Claudio Chiappucci che ama la bici classica perché gli “consente di pedalare e sentire la catena in un rapporto naturale”».

La passione diventa peculiarità nella nuova attività di Andrea Tafi.

«Il “gladiatore” oggi gestisce un agriturismo sulle colline di Montecatini e ogni camera prende il nome da una sua tappa vittoriosa. Uno sport che fa bene alla salute e anche all’amore secondo il medico Nicola Simonetti che ricorda nel libro l’origine della nota canzone “Ma dove vai bellezza in bicicletta?”.

L'ex presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia Valentino Losito scrive: “La prima pedalata è come il primo sorso di birra: è il gusto della libertà”. “Fatica, sudore, gioia e dolore”, come riassunto dal Sindaco di Giovinazzo Tommaso Depalma».

E c’è anche chi immagina addirittura un dialogo con la sua bici.

«L’Arcivescovo di Milano Mario Delpini conversa con la sua due ruote che si lamenta con lui per come viene trattata. Ed appassionato di bici era anche il Servo di Dio Antonio Bello che spesso la utilizzava da ragazzo per spostarsi da un paesino all’altro del Salento. L’amatissimo Vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi era un grande tifoso di Gimondi e seguiva spesso il Giro d’Italia».

Grandi campioni, giornalisti, prelati, ma Agostino Picicco che rapporto ha con la bicicletta?

«Anche per me la bici è sinonimo di spensieratezza: ricordo le gite estive a Torre Don Ciccio, al Padre Eterno, o al Borgo Sette Torri e all’attesa del passaggio della Corsa Rosa dalla finestra di casa mia, in via Molfetta. Che emozione veder sfrecciare quella nuvola di ciclisti».

Tutti insomma “concatenati da un sogno su due ruote”, come scritto nella prefazione dal giornalista Mario Sicolo. Un titolo che trae spunto non solo da una passione che dura una vita, ma anche dalla bellezza della vittoria di squadra e, solo apparentemente, del singolo. Un intenso lavoro di gruppo che proprio come la catena della bicicletta, giri dopo giri, macina chilometri di strada e di vita.

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