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CARLUCCI: " IL G.S. GIOVINAZZO CALCIO A 5 E' LA MIA FIGLIA FEMMINA"


 

carlucci

 

Benemerenza sportiva a coronamento di venti anni di attività come dirigente federale per Antonio Carlucci. Contento, carico ed entusiasta il presidente del G.S. Giovinazzo Calcio a 5 al suo rientro da Roma, dove sabato 22 giugno ha ricevuto il più importante riconoscimento della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Lega Nazionale Dilettanti.

Due decadi di attività, di cui diciotto anni da presidente, che Carlucci non esita a ripercorrere. Un misto di gioie e dolori, ma soprattutto di emozioni.

Antonio Carlucci, a chi dedica la benemerenza sportiva?

La dedico a mia madre, venuta a mancare qualche mese fa. Lei è stata sempre la mia prima sostenitrice e sarebbe stata certamente orgogliosa di questo riconoscimento”.

Avrebbe mai pensato di arrivare fin qui quando questa avventura è iniziata?

No, assolutamente (sorride, ndg). La società è nata da un gruppo di amici che stava bene insieme e che insieme si divertiva. La San Tarcisio, dalla quale è stato poi fondato il G.S. Giovinazzo, è nata per puro divertimento all’interno della parrocchia San Giuseppe. Eravamo giovani ed, essendo un po’ più grandi, io e miei amici prendemmo in mano la gestione e cominciammo a partecipare ai campionati. Iniziammo a vincere sui campi sempre più spesso. Fu allora che decidemmo di partecipare ai campionati nazionali della Divisione Calcio a 5 con la Figc. Lo spirito che ci ha contraddistinto è sempre stato quello di divertirci insieme. Non avrei mai pensato potesse durare per oltre venti anni”.

Venti anni a coronamento dei quali è anche arrivato questo meritatissimo riconoscimento.

Sabato 22 giugno a Roma è stata una gran bella emozione trovarmi lì insieme a tante altre persone che hanno dedicato la loro vita allo sport. È in momenti come questi che capisci di aver fatto qualcosa di buono. Questa è un’attività che portiamo avanti solo ed esclusivamente per il piacere di stare insieme e di valorizzare la grande forza educativa dello sport. È una soddisfazione non indifferente vedere come questo impegno venga poi riconosciuto”.

Quale ricordo le viene subito in mente ripensando a questi anni?

La gara con il Modugno valevole per la promozione in A2. Una partita che non dimenticherò mai. Il palazzetto era gremito in ogni ordine di posto: non c’era più nemmeno un piccolo spazio per sedersi al punto che ero più preoccupato per questo che per l’andamento della gara. Stavamo vincendo 6-4 a due minuti dal termine. Sono uscito per prender i coriandoli e quando sono tornato erano sul 6 pari. Non mi sono mai più alzato dal mio posto prima della fine di una partita”.

Il rammarico, invece?

Ce ne sono stati più di uno. Una volta siamo arrivati alle finali della Coppa Italia, avevamo una squadra fortissima, ma fummo costretti a smantellarla perché gli sponsor iniziavano a venir meno. Si è trattato di una difficoltà momentanea, ma ci è servita per rinforzare la base e proseguire il nostro cammino”.

 

Foto 2

 

Di questi venti anni, per diciotto ha ricoperto il ruolo di presidente. Quale l’aspetto che le è più piaciuto di questo ruolo, quale, invece, quello che le è più pesato?

Mi sono sempre trovato a mio agio. La cosa che più mi piace è prendermi sia gli onori che gli oneri di questo compito. Devi assumertene i meriti quando le cose vanno bene e allo stesso tempo avere l’umiltà di addossarti le colpe nei momenti di difficoltà”.

Come si riesce a far questo?

È un qualcosa che hai dentro: o ce l’hai o non ce l’hai. L’altro aspetto che mi piace è condividere questa scelta con chi mi circonda. Sono proprio coloro che mi stanno vicino a darmi la forza per andare avanti. Da solo non sei niente, ma se trovi un bel gruppo che ti sostiene e ti aiuta riesci a procedere in maniera spedita. Ed è proprio questo che mi è capitato con il G.S. Giovinazzo Calcio a 5”.

Una società che tutti descrivono come una grande famiglia.

È accaduto perché io ho voluto fosse così. Non volevo ci fosse quella rigidità da organigramma. Ci sono momenti in cui è fondamentale il rispetto dei ruoli, altri, invece, in cui basta stare insieme davanti a un bel boccale di birra per capirsi e condividere un progetto”.

Un comportamento da lei rispecchiato anche nel suo modo passionale di vivere quest’avventura. Presidente e allo stesso tempo primo tifoso del G.S. Giovinazzo Calcio a 5.

È così perché io lo sento una mia creatura: non le farei mai del male. Ci piace nutrire delle ambizioni con i settori dei più grandi ed essere, invece, educatori con i più piccoli senza distinguere tra più o meno bravi. D’altronde è questo il compito dello sport”.

Si può dire che il G.S. sia la sua figlia femmina?

Quella che mi manca (sorride Carlucci, ndg), può essere. Non ci avevo mai pensato”.

Impegno, lavoro di squadra, entusiasmo e tanta passione: questa la ricetta di Antonio Carlucci, numero uno della società biancoverde. Obiettivi per il futuro? Carlucci anche stavolta ha le idee chiare: “Testa bassa e lavorare per tornare in serie A”.

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