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Nicola Giotti insignito del premio Dea Ebe


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(…) Tre generazioni per oltre 70 anni di traguardi, promozione delle tradizioni, innovazione e successi, creando veri e proprio “gioielli di cioccolato”. Grazie alla caparbietà e alla professionalità di Nicola Giotti – il pasticcere dei vip e soprattutto del popolo pugliese”. Questa la motivazione con cui è stato conferito il Premio Dea Ebe 2021 al maestro pasticcere e cioccolatiere giovinazzese Nicola Giotti.
Alla cerimonia svoltasi sabato 18 settembre a Canosa premiate numerose professionalità che si sono distinte negli ambiti più disparati, ma tutte accomunate dall’unico comun denominatore: essere delle eccellenze della Puglia e del Sud.
Grande l’emozione di Giotti che solo un mese fa aveva ricevuto il titolo di “Maestro Artigiano” e che ora si è trovato a ricevere l’ennesimo riconoscimento per il suo lavoro.
«È una grande onore essere qui -ha dichiarato subito dopo la consegna del premio- e, in quanto presidente dei pasticceri di Confartigianato Puglia, sento anche di rappresentare tutto il mondo dell’artigianato. Un mondo che, anche grazie a voi e a queste bellissime iniziative, trova la giusta ribalta».
«L’artigiano -come lo stesso Giotti ha ribadito anche a inCittà all’indomani della cerimonia- è un patrimonio immateriale dell’umanità per tutte le conoscenze e le tecniche che possiede. Tante volte non ci si rende conto della grande tradizione che abbiamo in Italia. Ogni artigiano è un piccolo mondo da scoprire e da tutelare».

Una tradizione che molto spesso abbraccia più generazioni come nel vostro caso.
«Noi siamo già alla terza generazione di pasticceri. E il mese scorso anche io, proprio come mio padre Alfredo due anni fa, sono stato insignito del titolo di “Maestro Artigiano”. Cosa mi ha detto? È sempre dietro le quinte, ma è fondamentale: basti pensare che a 80 anni è ancora in attività. In entrambe le occasioni non mi detto nulla di particolare: è contento, ma non si lascia andare a tante parole».

Un binomio padre-figlio che si riflette anche nel virtuoso connubio tra tradizione e innovazione: quella stessa tradizione iniziata da nonno Nicola e da nonna Gerarda e arrivata fino ai giorni nostri, e quell’innovazione ricercata e continuamente alimentata da nuove tecniche e da nuove idee. Proprio come accaduto anche in occasione del Premio Dea, del quadro della Dea Olimpia e del primo uovo realizzato con lo zucchero pastigliaggio.

Foto 2 56 uovo

«Proprio così -racconta il maestro pasticcere- per l’occasione ho preparato un uovo ispirato alla Dea Olimpia di Caterina Cannati, in arte “Kataos”, scelto dall’organizzazione come immagine della 14esima edizione in omaggio alle splendide imprese sportive degli azzurri. Stavolta io e Damaride Russi lo abbiamo creato con lo zucchero pastigliaggio, e non con il cioccolato, e decorato con la tecnica dell’aerografia indiretta speculare lucida e con le foglie d’oro. Risultato? Un’opera d’arte di zucchero quasi indistruttibile. Rivestendolo della stessa fibra alimentare, che abbiamo già utilizzato per i cocktail e per il ghiaccio aerografati, io e Damaride abbiamo reso l’uovo impermeabile e resistente al tempo. In questo modo abbiamo ottenuto sia un dolce che un’opera d’arte».

Anche in questo caso una tecnica innovativa abbinata a un’antica lavorazione come quella dello zucchero pastigliaggio. Chi non ricorda, d’altronde, le piccole uova di zucchero colorato che tanti di noi hanno ricevuto per Pasqua fino ai primi anni ’90? All’epoca un piccolo e colorato omaggio per rendere più allegro il giorno della festa, oggi una dolce opera d’arte completamente edibile creata dalle sapienti mani di Nicola Giotti e Damaride Russi.

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