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Alex Colasanto vincitore del contest dedicato ad Achille Castiglioni


Foto 1 Colasanto

 

Il giovinazzese Alessandro Colasanto, in arte Alex Gibson, è il vincitore del contest Cento3 dedicato ad Achille Castiglioni, uno dei più grandi maestri del design italiano, oltre che architetto ed accademico.
Centotré proprio come il nome dato al set per la scrittura di design progettato da Castiglioni in collaborazione con il collega e amico Gianfranco Cavaglià. Per la precisione il suo ultimo progetto che la fondazione a lui dedicata, l’architetto Cavaglià e la start up italiana Ego.M. sono riusciti a realizzare grazie alla grafite e alla stampante in 3d, a quasi vent’anni dalla sua morte. E 103 come gli anni che il famoso designer avrebbe compiuto lo scorso 16 febbraio. Da qui l’idea del contest organizzato dalla Fondazione Castiglioni, dallo studio di design Ego.M e da Nicoletta Murialdo con l’obiettivo di celebrare Castiglioni e di valorizzare i giovani talenti.
Proprio come accaduto al poliedrico Colasanto. Musicista, fotografo, illustratore per passione, e graphic designer per lavoro. Un vero e proprio professionista dell’immagine e della comunicazione visiva, il cui vasto ambito lavorativo può spaziare dalla copertina di un disco alla confezione di un prodotto, fino alla locandina di un evento.
«Ho vinto il contest –racconta Colasanto- realizzando tre video di animazione che ruotavano attorno al concetto di creatività e alle parole arco, ricordi e funzionalità, tutte legate ovviamente alla figura di Castiglioni. L’arco come la Lampada Arco, il suo progetto più famoso che è possibile ammirare anche a Giovinazzo, presso l’Hotel San Martin. La memoria legata all’importanza di ricordarlo con il suo ultimo progetto e alla volontà di celebrare i suoi 103 anni. E la funzionalità, la cifra della sua progettazione».

Tre concetti difficili da rendere in maniera efficace e immediata.

«Per me è stata una vera e propria sfida: sia perché non avevo mai utilizzato l’animazione digitale sia perché non avevo mai lavorato a un progetto partendo da tre parole chiave. Per riuscirci prima di tutto mi sono immedesimato nel cliente e poi ho iniziato ad elaborare i concetti e a buttare giù degli schizzi. Man mano che creavo, mi sono venute in mente le idee ed ho scelto di dedicare un video ad ogni parola chiave pur mantenendo un filo comune. Ho disegnato fotogramma per fotogramma e poi, sovrapponendoli, ho creato l’animazione. Per ciascun video di 30 secondi circa ho impiegato sei, sette ore di lavoro: in tutto una settimana e mezza considerando i disegni, la registrazione dei suoni e degli effetti sonori adatti e il montaggio video. Ci tenevo che potesse venir fuori anche la mia anima di musicista».

Foto 2 Colasanto

E a giudicare dal verdetto finale tutto ciò che voleva trasmettere è arrivato. Ci credeva nella vittoria del contest?

«Ci speravo, ma non troppo. Ero convinto che il mio lavoro sarebbe stato apprezzato: sapevo di aver creato un prodotto valido, ma non conoscevo gli altri partecipanti al contest. Ho saputo di aver vinto il 6 giugno. Mi sono accorto che mi avevano taggato nel video della premiazione e poi ho visto Ezio Greggio pronunciare il mio nome dopo la fatidica frase “The winner is…”. Per qualche secondo sono rimasto attonito, poi sono andato a svegliare mio padre per dirgli che avevo vinto e ho inviato il video a mia madre e a mia sorella che non erano in casa. Mia sorella pensava fosse un fotomontaggio, poi ha capito che non era uno dei miei soliti scherzi ed è stata contentissima. È stata una delle gioie più grandi del 2021, una soddisfazione che dedico ai miei e alla mia ragazza, Stefania, che mi ha supportato e sopportato».

È proprio vero, come diceva Castiglioni: “Se non siete curiosi, lasciate perdere”.

«Una citazione che mi è piaciuta molto tanto da sceglierla per il video in suo ricordo e che ho ritrovato anche nel foglietto del set per scrittura recapitatomi a casa. Una bella coincidenza. D’altronde se non fossi stato curioso, non avrei coltivato tutte queste passioni, non avrei letto i libri per approfondire la figura di Castiglioni e non mi sarei cimentato nell’utilizzo di tecniche per me del tutto nuove come l’animazione digitale».

Una curiosità che le ha permesso di abbinare in modo efficace disegno, scrittura, suoni e musica e veicolare in maniera originale il concetto di creatività. Quale però il messaggio che Alessandro Colasanto sogna di poter trasmettere?

«Vorrei riuscire a far capire alla collettività quanto sia manipolatrice la pubblicità e come possa farci sembrare necessarie delle cose che in realtà non lo sono affatto. Solo diventando consapevoli dell’influenza negativa della pubblicità, potremo apprezzare veramente le relazioni umane, la bellezza dei singoli gesti e afferrare ogni singolo attimo di felicità che la vita ci offre».

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