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Touring Juvenatium: un tuffo nel passato con la poesia dialettale


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Alla vigilia della giornata dedicata ai nonni è stato proprio il racconto di una nonna, ancora vivo nella memoria della nipote, a conquistare il primo posto al concorso di poesia dialettale ideato e organizzato dall’associazione culturale Touring Juvenatium con il patrocinio del Comune di Giovinazzo e la collaborazione della Fondazione famiglia Piscitelli D’Agostino.
Si tratta del componimento intitolato “La zeta can nan petaive acchiè marete” di Giuseppina De Martino. «Ogni anno con i temi proposti ci fate scoprire cose nuove- ha dichiarato la vincitrice durante la premiazione svoltasi sabato 24 luglio presso l’Oratorio San Domenico- e riaffiorare ricordi che sembravano sopiti dandoci la possibilità di tramandarli alle future generazioni. Non c’é cosa più importante delle radici e delle tradizioni della nostra Giovinazzo».

Da l’Ambasciéte de martimonie…o Sponsalizie”: questo il tema su cui i partecipanti si sono cimentati con originalità e fantasia.
Dal momento in cui la persona di fiducia sondava il terreno per il fidanzamento al susseguirsi di tutti i riti: dalla preparazione del corredo ricamato e finemente lavorato presso l’istituto San Giuseppe all’incontro dei due giovani costretti a vedersi scortati dai rispettivi parenti. Da quei rari momenti di affetto lungo il viale degli innamorati alla preparazione del talamo nuziale. Fino alla celebrazione del matrimonio che a volte, purtroppo, si trasformava in un vero e proprio supplizio.
Poesie, in alcuni casi racconti e in altri veri e propri dialoghi in cui viene descritto, in ogni più piccolo dettaglio, il percorso dei due giovani fino all’altare. Una sola la costante: la ricostruzione fedele di un passato lontano nel tempo, ma vicino al cuore.
Un obiettivo raggiunto con successo non solo grazie agli eterogenei componimenti degli autori, ma anche grazie alla splendida cornice allestita dall’organizzazione.

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Dall’abito semplice ma elegante di una sposa del 1977 alla divisa della marina, con tanto di sciabola e berretto, di uno sposo del 1949, esposti a lato del palco. Dalle musiche di un tempo, che hanno intervallato le letture, alle foto d’epoca dei matrimoni celebratisi a Giovinazzo dagli anni’40 fino agli anni’70.
Pose statiche accomunate dal sorriso timido, quasi imbarazzato, della novella sposa e dallo sguardo serio e profondo dello sposo.
Musiche e immagini d’altri tempi, ma anche profumi e sapori antichi grazie ai dolci di mandorla preparati e rifiniti dal maestro pasticcere Nicola Giotti e dalla biologa molecolare nutrizionista Damaride Russi.

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Nel corso della serata, magistralmente condotta da Mara Iessi e Mina Altieri, premiate anche Elisa Raguseo classificatasi seconda con “A Rosette” e Rita Schino giunta terza con “La storie de Felomene”.
Conferiti anche i premi per l’originalità, il merito e la musicalità assegnati rispettivamente ad Antonio Labombarda con “La parlete de l’ambascete”, a Myriam Maria Massari con “U litt d la zeite”, e a Luigi Piscitelli con “La storie di Marì e Giuan”. Dodici, in tutto, i componimenti declamati nel corso della serata, un omaggio alle radici dei giovinazzesi, ma anche un piacevolissimo tuffo nel passato.

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