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La Notte, Saracino e la sinergia della musica


Foto 1 71 saracino

 

La musica è quel “sogno che ci fa stare insieme”. Le parole di Tommaso la Notte in “Siamo arte” sembrano descrivere al meglio la splendida sinergia artistica nata tra il giovanissimo cantautore e il noto pianista, autore e compositore Orazio Saracino.
Distanti, ma uniti: si potrebbe dire. Entrambi giovinazzesi ed entrambi alle prese con un 2020, pandemia a parte, che ha segnato una svolta nelle loro vite.
Orazio divenuto papà da qualche mese e Tommaso che a giugno scorso ha ottenuto la maturità classica.
L’incontro tra i due nello studio di registrazione di un altro giovinazzese Alex Grasso, la collaborazione reciproca nei rispettivi progetti e infine il minitour “Canzoni alla luna”. Solo tre date a Molfetta (a cui si riferisce la seconda foto di Martina Angela Vurro), a Bisceglie e a Giovinazzo, ma quel che basta per cementare la stima tra la Notte e Saracino, come entrambi raccontano.
«Nel mio ultimo lavoro – spiega la Notte- l’idea di base parte dalle riflessioni su una storia finita male, in cui le stelle e la luna sono le uniche interlocutrici. Allo stesso modo la luna è anche al centro della nuova canzone scritta da Orazio “La luna e la gru” che ho interpretato per il suo nuovo album. Da qui l’idea di intitolare “Canzoni alla luna” il nostro minitour durante il quale abbiamo spaziato dal jazz al cantautorato, oltre che nei nostri rispettivi repertori passando dagli editi agli inediti».

Molfetta, Bisceglie e poi Giovinazzo, le località del minitour.
«Esibirmi nella mia città- racconta Saracino- e in modo particolare presso l’Istituto Vittorio Emanuele per me è sempre una grande emozione. L’IVE mi riporta alla mente tanti piacevoli ricordi come le precedenti edizioni de “La Notte Bianca della Poesia” e come la manifestazione “Cinema in concerto” che mi ha visto sul palco con Vito della Valle di Pompei e Fabiana Aniello. Un evento che richiamò una grande partecipazione di pubblico».
«Ho respirato aria di casa anche a Molfetta e a Bisceglie – svela la Notte- ma esibirmi a Giovinazzo è sempre rassicurante. Suono e canto davanti agli amici e alle persone che conosco e, nel caso della decima edizione de “La Notte Bianca della Poesia” (a cui si riferisce la prima foto messa a disposizione dall’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo, ndg), ho avuto il piacere di condividere il palco anche con il mio professore del liceo Gianni Antonio Palumbo. Un bravissimo direttore artistico, una persona squisita: in questi anni è stato sempre presente nella mia vita accompagnandomi e consigliandomi al meglio».

Foto 2 30 saracino

 

Bei ricordi e meravigliose condivisioni, ma soprattutto il ritorno alla musica dal vivo.
«Tornare ad esibirmi sul palco – confida Saracino- mi ha fatto un certo effetto. Per me era la prima volta dopo la chiusura totale ed è stato significativo, ma anche strano. Il distanziamento, le mascherine, l’impossibilità di interagire in maniera normale con il pubblico. Nessun abbraccio, nessuna pacca sulle spalle né prima né dopo l’esibizione. Al di là di questo, sicuramente è stato importante ricominciare: è stato un nuovo inizio».
«Io, invece- afferma la Notte- avevo già ripreso con i live già prima del nostro minitour. In tutto, questa estate, avrò fatto una decina di date.
Ricordo però che a dicembre ero arrivato alla media di due concerti al mese. Poi la pausa durante la quale ho approfittato per pensare a dove volevo arrivare con il mio progetto. In seguito è stato necessario tornare a provare quell’ansia positiva e costruttiva che solo l’emozione del live ti può dare. Al primo concerto, dopo tanti mesi di digiuno, il preciso istante in cui ti rilassi è impagabile».

Ancora più prezioso se lo condividi con un collega di cui hai stima fino al punto di renderlo parte integrante del tuo nuovo progetto.
«Tommaso – dichiara Saracino- nonostante i suoi 19 anni mi ha impressionato per la sua maturità. È serio, professionale, con le idee chiare e talentuosissimo: ha tutte le carte in regola per sfondare nel mondo della musica. “La luna e la gru” che ha cantato per il mio nuovo album è una canzone complessa, ma lui ha saputo interpretarla come un cantante navigato. Inoltre sforna testi meravigliosi. Come costruzione delle canzoni mi ricorda Brunori Sas, come vocalità invece Niccolò Fabi».
«Il noto cantautore romano è stato il mio modello di riferimento- racconta la Notte- È stato proprio dal suo concerto in occasione della Festa Patronale del 2015 che ho iniziato a scrivere canzoni. Illuminante per me vederlo far scorrere il capotasto sulle corde della chitarra. Prima mi limitavo a suonare, ma da allora ho iniziato a giocare con le tonalità, con gli accordi e a scrivere canzoni. Poi con il passare del tempo ho iniziato a concentrarmi più su me stesso, su ciò che volevo dire, sulle mie capacità e sul mio gusto».

Romano anche l’artista che secondo la Notte sembra risuonare ne “La luna e la gru” di Saracino.
«Orazio mi ricorda tantissimi grandi nomi perché tecnicamente è molto bravo, ha una grande versatilità musicale ed è molto umile. Se penso a quella canzone però, non può che venirmi in mente un artista solo: Francesco De Gregori».

Un minitour quindi che sembra aver gettato le basi per una futura e proficua collaborazione tra due delle più brillanti espressioni artistiche del territorio.
«Non ci fermeremo qui – dichiara Saracino- Tra di noi c’è anche una sinergia dal punto di vista creativo e sarebbe bello scrivere qualche inedito insieme, a quattro mani. Non solo: probabilmente ci saranno altre date che ci vedranno ancora sul palco».
«Con la ripresa degli eventi anche al chiuso speriamo si riesca a continuare durante l’inverno- aggiunge la Notte- È stato bello vedere come Orazio sia riuscito a mettere del proprio in “Monet” e negli altri tre miei inediti a cui ha collaborato. Pensando al mio prossimo progetto musicale gli ho già scritto che dobbiamo incontrarci. Un domani potremmo formare anche un duo fisso per un lavoro totalmente nuovo».

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