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“Per Luigi non odio né amore”: il romanzo di Gianni Antonio Palumbo. Intervista allo scrittore


Immagine Palumbo 1

 

“Ogni libro è un capitale che silenziosamente ci dorme accanto, ma che produce interessi incalcolabili .”Johann Wolfgang Goethe

 

La lettura di un buon libro durante le vacanze estive è idea che in molti mettono in pratica. Il libro è un amico che fa compagnia, rilassa e accompagna nel viaggio in mondi lontani attraverso la fantasia e l’immaginazione.Uno dei libri che ci fa piacere consigliare è il romanzo di un autore raffinato del nostro territorio, Gianni Palumbo. E’ stato da pochi giorni pubblicato, dalla casa editrice Scatole Parlanti,il suo romanzo dal titolo “Per Luigi non odio né amore” che potrebbe accompagnarci durante le vacanze estive da poco iniziate. Gli appassionati di noir potranno scoprire un racconto dai risvolti psicologici ambientato nella Puglia negli anni ’70. Gianni Antonio Palumbonato a Molfetta è, per svariate ragioni, legato alla nostra cittadina. In primis perché è professore di materie letterarie al Liceo “Matteo Spinelli” di Giovinazzoe poi perché da tre anni è direttore artistico della “Notte Bianca della poesia”, fiore all’occhiello tra le manifestazioni di Giovinazzo, iniziativa di respiro nazionale, ideata e organizzata da Nicola De Matteo e dall’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo.

Palumbo 2

Foto dell’edizione 2019 della “Notte Bianca della Poesia”
Giovinazzo -Istituto Vittorio Emanuele II

Palumbo 3

 

Scopriamo le note biografiche di un autore dalla penna raffinata e dall’animo sensibile.Gianni Palumbo scrittore, poetae pubblicista, collabora con diverse testate e ha creato il blog di critica militante “gianobifrontecritico.wordpress.com”; è autore di vari testi teatrali pubblicati sulla rivista “La Vallisa” (Lena, Il diavolo a cavallo, Chi ha paura delle ombre?, La preghiera di Eleonora). Ha pubblicato la raccolta di racconti Il segreto di Chelidonia (SECOP, 2014) e la silloge Non alla luna, non al vento di marzo (Schena, 2004). Con il romanzo Krankreich, tramonto di un sogno, ha vinto il Premio “Valle dei Trulli” per la “Letteratura giovane”, in ex aequo con Chiara Gamberale. Per scoprire curiosità su questa nuova fatica letteraria e per presentareil libro ai nostri lettori abbiamo sentito l’autore Palumbo che ci ha concesso questa intervista.

Palumbo 4

La copertina del romanzo

 

Partiamodal titolo, la scelta di questo titolo racchiude qualcosa di misterioso…
Inizialmente ho temuto che potesse apparire un titolo freddo. È una citazione dal discorso per la condanna a morte di Luigi Capeto. Robespierre dichiarava: “non ho per Luigi né amore né odio. Odio solo i suoi delitti”. Questa frase finisce con l’incarnare il mio atteggiamento verso il mondo rappresentato.

Si tratta di un romanzo noir: quale l’ispirazione?
Il motivo genetico è nel sogno di Mattia, all’iniziodel romanzo. Proietta in un’atmosfera quasi horror, ma è la trasfigurazione di sogni ricorrenti. E poi la riflessione sul 1978, il mio anno di nascita, ricco di tragici eventi per l’Italia: il caso Moro, i tre papi, le dimissioni di Leone…

Il romanzo è ambientato in Puglia, in un paese immaginario, le ha ispirato lo scenario paesaggistico della nostra regione…
In Candevari convivono elementi reali e immaginari del paesaggio pugliese. Qualche luogo allude a Molfetta; le case coniche in pietra a secco poi sono un elemento paesaggistico tipico della Puglia centro-meridionale. Se chiudo gli occhi,e immagino il Principe Amedeo, lo vedo un po’ come il Vittorio Emanuele, luogo di memorie giovinazzesi e italiane.

In sintesi, un accenno sulla storia che lei racconta…
Le indagini sulla sparizione di Mattia Landi, docente di disegno, finiscono col puntare sulle due istituzioni educative di Candevari: l’istituto Principe Amedeo, destinato all’istruzione di orfani da tutta Italia, e l’Accademia Amaranta, collegio di eccellenza per adolescenti d’élite.Il lettore è trascinato in una spirale di figure ed eventi: la misteriosa morte di una sedicenne, il volo di un docente dalla torre campanaria, l’enigma della pazza della biblioteca, gli intrighi del prof. Molteni, il turbamento amoroso di suo figlio Savio…

Quali sono gli elementi e i momenti più frequenti in cui emerge l’ispirazione? Cosa cattura la sua attenzione?
Non credo nell’invasamento di cui parlano molti scrittori. C’è un motivo genetico, attorno al quale si raccolgono elementi di varia provenienza. Frammenti di conversazione, osservazione di comportamenti umani… Tutto si combina in un duro lavoro, per questo romanzo durato quattro anni e passato attraverso diverse redazioni.

Lei èappassionato e cultore di poesia, da cosa è scaturita l’idea di scrivere un noir?
A dire il vero, il mio primo romanzo, I fantasmi di un poeta (1998), era un giallo. Credo che il noir, con la metafora della ricerca della verità, sia un ottimo strumento per indagare l’animo umano e le dinamiche sociali.

Quali sono le fonti d’ispirazione di cuisiserve quando scrive: esperienze reali, autobiografiche o dalla sua immaginazione?
Possono essere rielaborati motivi autobiografici (la scelta della provincia di Brindisi, in cui sono cresciuto), ma mi piace piuttosto rimodulare l’osservazione del realegrazieall’immaginazione. E poi c’è la documentazione. Letture sugli eventi del 1978, persino un dizionario del dialetto brindisino, per sistematizzare i ricordi lessicali della mia infanzia e prima adolescenza… L’ambiente dell’Amaranta è immaginario: non ho mai avuto l’esperienza del collegio d’eccellenza, anche se mi sarebbe piaciuto dirigerne uno.

Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella sua vita?
Indicarne uno significherebbe far torto ad altri. È stata la lettura di Shakespeare da bambino a farmi appassionare alle belle lettere, ma poi la fiamma è stata tenuta ben viva. Nell’opera convergono, spero in maniera discreta, echi montaliani, richiami a Forster, a Kafka (Il castello, in primis), persino a critici letterari che amo, come De Sanctis e Sklovskij.

C’è uno scrittore che apprezza particolarmente?
Stimo diversi contemporanei (vedi il compianto Roth) e cerco di contribuire all’amore per la lettura con ilblog delGiano bifronte critico, ma lo scrittore che ogni volta smuove le corde intime e mi commuove è Montale. In quell’“E io non so chi va e chi resta” ha espresso il più grande mistero della vita cui non potremo dare risposta…

Il romanzo di Gianni Antonio Palumbo, “Per Luigi non odio né amore”, che è stato definito una “fiaba nera”, di sicuro catturerà il lettore in un crescendo di emozioni particolarissime sino a giungere al sorprendente finale.

Palumbo 5

Immagine del blog "Giano bifronte critico" ("I gemelli" dipinto della pittrice Marisa Carabellese)

 

Il libro si può ordinare in qualsiasi libreria o acquistare direttamente dal sito della casa editrice “Scatole parlanti”, andando alla pagina  https://www.scatoleparlanti.it/voci/preorder-per-luigi-non-odio-ne-amore/ 

Palumbo 6

L’indirizzo online delblog del Giano bifronte critico è invece https://gianobifrontecritico.wordpress.com/ 

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