IMAGE AFP: si ricominciA

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IMAGE Odeion: a breve la riapertura e prossimamente anche...

«Non vedevamo l’ora di riaprire il sipario». Esordisce così Teresa Picerno, presidente della Fondazione socioculturale Defeo Trapani. L’auditorium Odeion, cuore pulsante della Fondazione, riaprirà presto i battenti. Dopo la... leggi tutto...
IMAGE BILANCIO POSITIVO IN QUESTA CHIUSURA D’ANNO SCOLASTICO...

Si è da poco chiuso un anno scolastico difficile, che ha visto le comunità scolastiche italiane impegnate nella complessa sfida della Didattica a distanza, nella sperimentazione di una nuova, diversa modalità di calibrare i processi di... leggi tutto...
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L’ARCICONFRATERNITA MARIA SS. DEL CARMINE, IN SEGNO DI COMUNIONE CON LA PARROCCHIA S. GIUSEPPE, APRE LA PRATICA DELLA NOVENA ALLA BEATA VERGINE DEL MONTE CARMELO. leggi tutto...
IMAGE XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La liturgia di questa domenica ci ricorda il "sì" incondizionato che il Cristo dice al Padre per compiere la sua missione di salvezza. leggi tutto...
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Dalla prossima stagione ci sarà anche Fabio Genchi a difendere la porta del G.S. Giovinazzo Calcio a 5. Trentacinque anni, barese, la sua è una famiglia di sportivi: «Siamo tre fratelli- racconta il neo portiere biancoverde- uno... leggi tutto...
 

LAERA: " MI MANCA TANTO IL PUBBLICO DELL'ODEION"


 

Foto musico

 

Gli artisti ci fanno capire cosa è la bellezza” ha esordito così Papa Francesco da Santa Marta lo scorso 7 maggio. La musica, il teatro, l’arte sono la materia da cui nascono i sogni degli uomini ed è proprio da qui che occorre ricominciare per riprendere il volo. Un percorso interrotto bruscamente, ma sul quale torneranno ad accendersi le luci dei riflettori. Accadrà così anche per l’Odeion, la casa della “Fondazione Gioacchino Defeo Teresa Trapani”. Anche il sipario dell’auditorium infatti è stato temporaneamente chiuso in attesa che l’emergenza finisca. Un brusco stop arrivato proprio sul più bello, come ricorda il direttore artistico della sezione musicale Pietro Laera: «Mi è dispiaciuto molto che la programmazione si sia dovuta interrompere proprio nel momento in cui c’era maggiore interesse da parte del pubblico». Un po’ di amarezza nelle parole del titolare di cattedra presso il Conservatorio di musica “Nino Rota” di Monopoli, ma anche una gran voglia di ricominciare. Un tempo, questo, sospeso ma non troppo per Laera che trascorre le sue giornate: «Diviso tra la didattica a distanza e lo studio della musica» come lui stesso afferma.

Tre le mura domestiche una vita professionale intensa, ma anche tanto tempo per gli affetti.

«A casa trascorriamo le nostre giornate immersi nella musica: mio figlio di quattro anni inizia ora a sperimentare i suoni del pianoforte e del violino, mia figlia di sette è al secondo anno di Conservatorio, poi ci siamo io e la mamma violinista. Accade spesso che uno di noi inizi a suonare seguito a ruota dagli altri tre. I bambini? Finora non si sono mai lamentati: evidentemente sono contenti di averci entrambi a casa a tempo pieno con loro».

Il calore della famiglia impreziosisce le sue giornate, ma quanto le manca l’Odeion?

«È una mancanza forte. Da anni sono immerso nella realtà dello spettacolo dal vivo: a partire dalla mia attività di concertista fino a quella in qualità di direttore artistico della sezione musicale dell’auditorium sito a Giovinazzo. Avevo in programma una tournée molto intensa con il primo violino della Scala Francesco Manara e abbiamo dovuto, ovviamente, annullare e rinviare parecchie date. L’Odeion? È una creatura nata da poco con tutte le carte in regola per emergere nello scenario musicale e la sento mia essendo stato coinvolto sin dall’inizio di questa esperienza. Cosa mi manca di più? Senza dubbio il contatto visivo, umano, empatico con il pubblico: vedere illuminare i loro volti durante un concerto o vederli andar via felici al termine di un’esecuzione musicale. Tramite i social siamo rimasti in contatto e ho postato dei miei video inediti: i fedelissimi dell’Odeion infatti in questo periodo non si sono sentiti abbandonati, ma anzi coccolati in attesa della riapertura».

Una riapertura che secondo lei potrebbe rivelarsi una vera e propria rinascita per il settore degli spettacoli dal vivo.

«A differenza di molti operatori del mondo dello spettacolo, penso che questo periodo di stasi possa servire a far rinascere nella gente la voglia di tornare a teatro. È proprio quando si sente la mancanza di qualcosa infatti che ci si accorge del valore di quest’ultima. In molti oggi stanno riscoprendo la bellezza di uno spettacolo teatrale o di un concerto seguendolo online o sullo schermo televisivo: una realtà che potrebbe nel prossimo futuro trasformarsi nella curiosità e nell’aspettativa di un nuovo pubblico desideroso appena possibile di assistervi dal vivo».

E proprio a questo nuovo pubblico così desideroso di musica e di serenità, visto il particolare momento, quale ascolto consiglierebbe?

«Prendendo spunto dal 250esimo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven consiglio di ascoltare la sinfonia “Eroica” di una magnificenza unica capace di esprimere tutto il massimo potere sia del sentimento umano che della creatività».

Il concerto, invece, con cui vorrebbe riprendere l’attività dell’Odeion?

«Mi piacerebbe ricominciare da dove abbiamo interrotto: dal concerto della bravissima cantante barese Gaia Gentile con il suo trio, seguito da tutti gli altri appuntamenti previsti nella cartellonistica. Auspico questa scelta proprio per dare continuità a quanto era nelle nostre intenzioni e per consentire al pubblico di assistere agli spettacoli che avevano già mostrato di gradire».

Per continuare a nutrire quel rapporto di fidelizzazione con gli spettatori instauratosi in questi mesi, alla base dell’idea stessa dell’Odeion, e mai interrotto nonostante il brusco stop ad ogni attività dal vivo.

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